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(it) Roma: 8 marzo presidio a rebibbia

Date Tue, 3 Mar 2009 08:38:27 +0100



8 MARZO PRESIDIO A REBIBBIA
SOLIDARIETA’ CON LE PRIGIONIERE E I PRIGIONIERI IN LOTTA
IN SCIOPERO DELLA FAME CONTRO L’ERGASTOLO
Dal 9 al 16 marzo i detenuti e le detenute a vita nel carcere di Rebibbia e
degli altri istituti penitenziari del Lazio saranno in sciopero della fame in
adesione alla campagna per l’abolizione dell’ergastolo “MAI DIRE MAI”.
Questa protesta è nata all’interno delle carceri un anno e mezzo fa, quando
300 ergastolani scrissero provocatoriamente al presidente della repubblica di
trasformare la loro pena di morte, lenta e indiretta, in una pena di morte a
tutti gli effetti, e iniziarono uno sciopero della fame ad oltranza il 1
dicembre 2007, interrotto bruscamente per dar fede alle promesse (puntualmente
disattese) di soluzioni politiche e legali della questione.
Dal 1 dicembre 2008 gli stessi ergastolani hanno ricominciato lo sciopero
della fame, portandolo avanti a staffetta con turni di una settimana per ogni
regione; quella tra il 9 e il 15 marzo sarà l’ultima, mentre il 16, giornata
conclusiva della mobilitazione, lo sciopero coinvolgerà tutte le carceri
italiane, come già a dicembre nel giorno d’inizio. La campagna MAI DIRE MAI ha
trovato solidarietà dentro e fuori dalle mura delle galere in Germania, Spagna,
Grecia, Svizzera, Francia, Cile; in Italia si sono tenuti presidi sotto gran
parte degli istituti in mobilitazione, mentre in molte città sono stati affissi
manifesti e fatte azioni in solidarietà con i detenuti. Come anche in altre
regioni, durante gli 8 giorni di protesta di marzo anche detenuti e detenute
non ergastolani (la sezione femminile di Rebibbia ha scritto già un comunicato
a dicembre), familiari e amici saranno coinvolti per portare solidarietà alla
lotta contro il “fine pena mai” e allargarla: contro il 41bis, nel frattempo
inasprito dall’infame “pacchetto sicurezza”; contro il disegno di legge
Berselli che prevede per tutti i prigionieri restrizioni ai permessi, ai
colloqui, e ai “benefici”, in accordo al principio liberticida che ispira lo
stesso pacchetto sicurezza; contro l’assurda presenza dei bambini in carcere
accanto alle madri, dovuta alla non commutabilità della pena in misure
alternative alla galera.
Continuiamo ad appoggiare le lotte autogestite dei detenuti perché vediamo
nel carcere il simbolo più brutale ed evidente di una società basata sullo
sfruttamento, la segregazione, la discriminazione (razziale, sessuale, di
condizione economica) e sull’apparato di leggi finalizzate all’annullamento
dell’individuo e di ogni libertà. La liberazione da tutto questo non può non
comprendere la distruzione dei casermoni di tortura che sono le prigioni,
costruite sempre più lontane dai nostri occhi, affinché la cupa vista di un
carcere non continui a ricordarci di esserne anche noi complici, già solo per
il fatto di accettarne l’esistenza. Riscaldati delle fiamme che hanno avvolto
il lager/CIE di Lampedusa e rinfrancati dai risultati ottenuti dai prigionieri
greci nelle rivolte dello scorso novembre, torneremo al prato in fondo a via
Bartolo Longo, sotto la sezione femminile del carcere di Rebibbia, domenica 8
marzo. Proprio nel giorno in cui questa società patriarcale rende il suo falso
omaggio alla donna, normalmente sfruttata, discriminata e violentata “all’
italiana” tanto sul lavoro quanto tra le mura domestiche, molto più spesso di
quanto non avvenga nelle strade buie e infestate da “feroci stranieri” che
riempiono le prime pagine dei giornali. Nel rifiuto della truffa securitaria,
che vorrebbe rendere bene accette la repressione e la galera distribuite a
piene mani “in nome delle donne”, scegliamo la mobilitazione senza mediazioni
contro l'istituzione che più di ogni altra mostra il volto nudo e crudo della
democrazia.

Domenica 8 marzo dalle ore 11.00 fino al tramonto, presidio con microfono e
amplificazione a disposizione di tutti quelli che vorranno comunicare con
loro.

ATENEO OCCUPATO / L38 SQUAT / TORRE MAURA OCCUPATA / INTEROCEANICA PIRATA /
NODO SOLIDALE / INDIVIDUALITA’ ANARCHICHE E ANTIAUTORITARIE
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