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(it) Comidad, le news del 30 luglio 2009
Date
Thu, 30 Jul 2009 07:08:27 +0200
Comidad, le news del 30 luglio 2009
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce “Commentario” e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
LA SANITÀ IN CAMPANIA: DAL COMMISSARIAMENTO ALLA MILITARIZZAZIONE
Il provvedimento del ministro Sacconi di porre sotto la tutela di un
Commissario governativo la Sanità in Campania, si inserisce in una
linea di lungo periodo, che prescinde dal “colore” dei vari governi.
Il commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania fu
infatti istituito dal primo governo Prodi, quando l’emergenza-rifiuti
non era ancora in vista.
L’emergenza- rifiuti sarebbe maturata nel decennio successivo, grazie
all’azione dei vari commissari, fra i quali nel 2006 si distinse per
capacità di intorbidamento anche Guido Bertolaso. Allora Bertolaso non
era stato ancora elevato dai media alla gloria degli altari, tanto che
l’ultimo governo lo ha potuto ripresentare come una novità; e lo ha
ritenuto degno persino di gestire l’emergenza-terremoto in Abruzzo,
dove Bertolaso riscuote soldi e onori parassitando il lavoro vero che
è svolto dai Vigili del Fuoco, ai quali invece non si lascia beccare
un centesimo. Nel frattempo è sorto a Napoli anche un Commissariato
straordinario per l’emergenza-traffico, che, per qualche motivo, non è
ancora asceso agli onori della cronaca.
Nell’epoca del presunto “federalismo”, l’autonomia amministrativa di
una intera regione è stata gradualmente eliminata, e i governi hanno
potuto prendere queste decisioni inventandosi pretesti di circostanza,
che i giornalisti plaudenti non si sono mai dati la pena di
verificare. Il paradosso attuale è che un governo che è debitore della
Regione Campania di fondi dovuti per legge e mai versati, ha potuto
cancellare d’un colpo questi debiti semplicemente commissariando il
creditore.
Dato che il provvedimento avviene nei confronti di una Regione
meridionale, il fatto non necessita di giustificazioni, e la sua
validità procede per auto-dimostrazione: è una Regione del Sud, quindi
è mal governata, quindi va commissariata. Il sillogismo è stato
stampato nella mente dell’opinione pubblica da decenni di propaganda,
in cui si è distinta la falsa informazione “alternativa” stile
“Report” .
L’icona degenere di Bassolino suscita ormai tanto sdegno che la si può
utilizzare per giustificare qualsiasi abuso di procedura da parte del
governo, anche se poi, con slancio di coerenza, lo stesso governo
propone allo stesso Bassolino l’incarico di commissario straordinario
alla Sanità, che questi rifiuta.
Nel momento in cui si è stabilito il principio della sovranità
popolare, si è contestualmente affermato anche il primato della
propaganda per manipolare l’opinione pubblica, sino a crearne una
funzionale agli interessi affaristici in campo. La volontà popolare,
oltre che manipolata, può essere scavalcata attraverso il ricatto
dell’emergenza, che giustifica la pratica del mettere davanti al fatto
compiuto e di qualificare ogni dissenso come un sabotaggio. I media
alimentano un culto collettivo dell’emergenza, propinando
quotidianamente alle masse allarmi e catastrofi incombenti; un vero
“allarmisticismo” che allena l’opinione pubblica alla paura,
all’ossequio verso coloro che i media spacciano come “esperti”,
all’orrore superstizioso nei confronti delle critiche.
Lo stato di eccezione può essere reso regola permanente, sino a
considerare l’opposizione un atto irresponsabile, così come ci ha
insegnato il presidente della Repubblica Napolitano, leader morale
della nazione italiana, secondo le parole del presidente statunitense
Obama. Ma questo è solo l’aspetto ideologico della eliminazione
dell’opposizione, che viene cancellata soprattutto attraverso pratiche
non manifeste.
Mentre la contrapposizione tra democrazia e dittatura è puramente
propagandistica, addirittura sloganistica, ha invece un fondamento
scientifico la distinzione tra regimi parlamentari e pluralistici da
una parte e regimi personali, e/o a partito unico, dall’altra; d’altro
canto il colonialismo e gli affari possono vanificare del tutto il
pluralismo, infiltrando e soppiantando i gruppi dirigenti dei partiti,
sino a rimodellarli ad uso e consumo del partito trasversale
dell’affarismo. I media possono, nel frattempo, creare l’illusione
dell’esistenza di una opposizione, narrando alle masse la fiaba di uno
scontro epico tra “destra” e “sinistra”, ma nessuno riesce a
sostanziare il mito di questo scontro in dettagli concreti.
Ogni volta che vi sia palese sproporzione tra cause ed effetti, tra
problemi e rimedi, ed ogni volta che fatti evidenti e recenti vengano
dimenticati o ignorati dalla “libera informazione”, il sospetto
diventa inevitabile, e lo si può aggirare soltanto con
l’automutilazione intellettuale in ossequio al conformismo dominante.
È ferrea regola della propaganda, che quando questa insista in modo
quotidiano ed eccessivo nel proporre certe formule e nel
criminalizzare certe popolazioni, la funzione sia di rendere dapprima
oscuro il vero obiettivo, per poi alla fine presentarlo come la ovvia
soluzione ad una emergenza. L’immagine ossessivamente riproposta di un
Meridione povero e assistito, indica quindi con certezza che questo
non è poi così povero che non gli si possa ancora rubare qualcosa.
Ad esempio: senza prove, ma per mera ripetizione, si può convincere
tutti che la camorra abbia messo le mani sul business turistico degli
scavi di Pompei, in tal modo si apre la strada al commissariamento e
all’affidamento a delle ONG statunitensi, che infatti cominciano a
fare la loro comparsa, sotto forma di “aiuto disinteressato”. Intanto,
sempre a Napoli, le “toghe a stelle e strisce” (molto più reali delle
“toghe rosse”) mettono sotto accusa la Sovrintendenza ai Beni
Artistici e Culturali, aprendo un altro varco alla penetrazione delle
ONG, che possono presentare la loro fittizia facciata no-profit come
la salvezza contro la corruzione e il degrado.
Altro esempio: il video di un assassinio commesso ad una stazione
della Ferrovia Cumana di Napoli circola in modo ossessivo su internet
a “documentare” l’incivile indifferenza di un popolo che fugge invece
di interessarsi della sorte di un povero immigrato (per la verità nel
video si vede distintamente un passante fermo a chiamare aiuto con il
telefonino). La pretesa sarebbe stata magari che la folla, incurante
degli spari, si riunisse attorno al moribondo per improvvisare un
dibattito sulla violenza, ma anche in questo caso si sarebbe accusata
la gente di morbosa curiosità, che trasforma la morte in spettacolo.
In tal modo si è aggirata la vera questione: dov’era in quella
circostanza l’esercito che da mesi pattuglia Napoli? Perché la sua
funzione di ordine pubblico risulta inesistente, mentre appare
evidente che l’unico effetto è quello di intimidire la popolazione?
La militarizzazione del territorio campano non ha nemmeno obiettivi
occulti, ma solo scopi ignorati dai più, perché omessi
dall’informazione, sebbene i testi delle leggi siano facilmente
disponibili. La Legge 123/2008, all’articolo 2, ha trasformato
ufficialmente le discariche di rifiuti civili della Campania in
discariche militari, sotto la protezione del segreto militare, con le
relative pene previste dall’articolo 682 del Codice Penale. La Legge
123/2008 non ha fatto altro che ufficializzare ciò che avveniva
tacitamente da decenni, e che aveva reso necessario il supporto di un
Commissariato di governo.
Viene perciò spontaneo chiedersi se anche il commissariamento della
Sanità campana sia in relazione con questa situazione di occupazione
militare del territorio. La quantità delle scorie tossiche di origine
militare e industriale scaricate in Campania è già considerevole, ma
occorrerà mettere nel conto i rifiuti che produrrà la nuova mega-base
NATO in costruzione a Giugliano, di cui sinora i media hanno taciuto,
con l’unica eccezione di un articoletto sul quotidiano napoletano, “Il
Mattino”, che riferiva dei timori espressi in una lettera al governo
dal sindaco berlusconiano di Giugliano, per la devastazione che si
preparava nel suo Comune. Tra l’altro sono rimasti avvolti nel
silenzio anche gli scopi e le funzioni di questa nuova base NATO,
poiché sarebbe stato impossibile fornire a riguardo qualsiasi
giustificazione strategica.
Il fatto è che lo smaltimento delle scorie tossiche di origine
militare, giustifica l’applicazione del segreto di Stato e del segreto
militare, dietro i quali può agevolmente insediarsi un traffico di
rifiuti tossici di qualsiasi provenienza, basta che si sia disposti a
pagare. Le basi militari sono infatti luoghi in cui è possibile fare
di tutto, poiché nessuno può andare a controllare.
La reintroduzione del nucleare in Italia riapre in grande stile la
questione dello smaltimento delle scorie tossiche, e diventa un
ottimo pretesto per la militarizzazione del territorio, e per
l’applicazione a tappeto del segreto di Stato e del segreto militare.
Mentre è improbabile che il governo riesca davvero ad allestire nei
prossimi anni delle centrali nucleari funzionanti, è invece
praticamente certo che scorie nucleari stanno già affluendo in Italia
da ogni parte del mondo.
Il commissariamento governativo della Sanità campana prelude perciò ad
un traguardo più ambizioso, cioè porre anche la salute pubblica della
regione sotto il segreto militare, per nascondere gli effetti nocivi
della presenza delle scorie tossiche. Il fatto sarebbe inaudito, ma va
considerato che era inaudito anche porre delle discariche civili sotto
segreto militare, eppure l’hanno fatto, ma nessuno l’ha udito, dato
che nessun giornale o telegiornale ne ha parlato; anche se la Legge
123/2008 è reperibile sul sito del Parlamento.
30 luglio 2009
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