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(it) Milano: Vegan Villa sugli ultimi fatti

Date Sat, 31 Jan 2009 13:59:59 +0100



La mattina del 22 gennaio, con lo sgombero del Cox 18, sono stati
spazzati via con un colpo di spugna 20 anni di progettualità e
controcultura, con un attacco premeditato ad opera della giunta
Moratti- De Corato. La campagna di criminalizzazione nei confronti
degli spazi occupati e autogestiti è sfociata ormai in una guerra
aperta, unilaterale, che mira a cancellare ogni impulso di ribellione
all'esistente che possa mettere in luce la falsità e l'ipocrisia di
una Milano sempre più grigia.
Una città che si vuole trasformare in una vetrina spettacolare in
vista dell'Expo 2015, ad uso e consumo del Capitale e degli interessi
economici di pochi potenti, degli industriali, di chi fa soldi sul
turismo, sul commercio e con la speculazione edilizia. Una città
sempre più lontana dal rispondere alle reali esigenze di chi abita e
gli spazi vorrebbe viverseli liberamente.
Chiunque rifiuti di piegarsi alle logiche del mercato globale,
chiunque tenti di ritagliarsi uno spazio di autonomia e indipendenza
di pensiero, chiunque denunci la mistificazione della realtà operata
da chi detiene il potere per propagandare le sue idee razziste,
autoritarie e corrotte viene emarginato, criminalizzato, infine
represso con l'uso della forza.
Non diremmo niente di nuovo denunciando le infamie e le calunnie
riportate dai giornali ogni volta che si parla degli spazi occupati,
dipinti come covi di terroristi, fanatici e violenti senza contenuti:
è un copione che si ripete uguale da troppo tempo. La novità della
situazione attuale sta nel fatto che questo governo si vergogna sempre
meno a mostrare le spinte autoritarie che sempre si celano dietro ad
ogni forma di potere, che vesta le forme di una dittatura o di una
democrazia: "pugno di ferro" verso chiunque non sia funzionale al
sistema stesso o ne ostacoli gli ingranaggi, per non parlare di chi vi
si oppone palesemente.
La criminalizzazione passa attraverso una campagna denigratoria
condotta attraverso i mass-media, condita da falsità e storture, in
modo da creare ogni volta un nuovo allarme sicurezza che funga da
alibi morale, di fronte ai cittadini, per giustificare nuovi attacchi
repressivi, regolamentazione, denunce, arresti e un'ulteriore
restrizione della libertà di agire, pensare, muoversi, denunciare le
nocività che ci circondano. Il richiamo alla legalità diventa un
cavillo sufficiente per reprimere qualunque dissenso venga espresso al
di fuori delle logiche istituzionali, quindi l'unico dissenso sensato,
poiché sarebbe assurdo criticare le fondamenta del sistema senza
porsene al di fuori completamente.
Non vogliamo nulla da parte di chi ogni giorno brutalizza la nostra
realtà quotidiana e ci vorrebbe sottomessi, ubbidienti e senza
cervello in fila a timbrare il cartellino al lavoro, e poi chiusi in
casa davanti alla tv o ad ingrassare i guadagni dei centri commerciali
e di tutta l'industria del divertimento standardizzato, creato apposta
per annebbiare le menti.
Vogliamo ribaltare l'esistente e riprenderci gli spazi di libertà che
ci vengono negati.
Pensano di farci abbassare la testa cancellando in un solo momento, o
in una mattina, quei luoghi in cui abbiamo condiviso esperienze e che
per loro costituiscono pericolosi spiragli di "illegalità".
Ma uno sgombero non può cancellare mesi, anni, decenni di iniziative,
dibattiti, idee, cultura, la sperimentazione di nuove forme di
relazione interpersonali e di nuove modalità di esistenza finalmente
autodeterminate e libere da rapporti gerarchici, la crescita della
nostra consapevolezza e del nostro spirito critico. Ogni sgombero non
fa che alimentare la nostra rabbia e la nostra ostilità verso questo
stato di cose, e il desiderio di prenderci altri mille spazi che siano
nostri, liberi dalle logiche del dominio e del denaro. Liberandoci per
le strade non fanno che renderci più determinati, sfuggenti e pronti
ad accendere nuovi focolai di ribellione in ogni dove.



DIFENDIAMO GLI SPAZI OCCUPATI!

SOLIDARIETA' E COMPLICITA' CON IL SELVA, TeLOS E COX18!



Villa Vegan Occupata
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