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(it) Torino. Occupato ufficio del presidente di Kairos, in gara per la gestione del CIE

Date Sat, 28 Feb 2009 09:35:17 +0100



Torino. Occupato ufficio del presidente di Kairos, in gara per la
gestione del CIE
Non ci sono lager dal volto umano
Questa mattina un gruppo di antirazzisti ha occupato l’ufficio di
Mauro Maurino, presidente del consorzio Kairòs e membro del consiglio
direttivo di Connecting People.
Connecting People è in gara per l’appalto del CIE - Centro di
Identificazione e Espulsione - di corso Brunelleschi. L’ennesimo
gruppo di cooperative sociali in lotta per aggiudicarsi un lucroso
affare, un affare sulla pelle di uomini e donne rinchiusi nei CIE sino
alla deportazione in paesi dove non possono e non vogliono più vivere.
Gli antirazzisti, che si incontrano all’interno dell’Assemblea
Antirazzista di Torino, intorno alle 11,30 di oggi, venerdì 27
febbraio, si sono dati appuntamento alla palazzina del consorzio
Kairòs, in via Lulli 8. Al secondo piano sono entrati nell’ufficio di
Mauro Maurino, che, senza nemmeno pronunciare una parola, si è
attaccato al telefono ed ha chiamato la polizia. Mentre Maurino
parlava con i poliziotti, gli antirazzisti hanno appeso dalla finestra
uno striscione giallo dove campeggiava la scritta “Mauro Maurino
aspirante aguzzino”. Di fronte all’ingresso della palazzina veniva
aperto un altro striscione “No CIE, no espulsioni”.
Maurino, non pago di aver chiamato la polizia, ha accusato falsamente
gli antirazzisti di aver spinto la segretaria, intimandole nel
contempo di non parlare con gli occupanti. Un piccolo padre e padrone
che minaccia un’impiegata suggerendole la favola da raccontare: la
ragazza, dopo l’intimazione del capo, è scoppiata in lacrime. Il
ricatto del lavoro è forte ovunque.
Di fronte al perdurare dell’occupazione Maurino e alcuni suoi
collaboratori sono diventati loquaci, rivendicando l’intenzione di
gestire in modo umanitario un lager, come già fanno le cooperative del
consorzio impegnate con i detenuti delle carceri. La solita “sinistra”
solfa: “meglio noi di altri”, “qualcuno lo deve fare, svolgiamo un
servizio”. Peccato che i loro servizi non siano richiesti, perché
l’unica aspirazione degli “ospiti” del CIE è la libertà. Le rivolte e
le evasioni che segnano la storia infame delle galere per senza
documenti sono la miglior risposta a chi crede di poter guadagnare
sulla pelle dei reclusi, vantandosi di farlo nel “loro” interesse.
Nel frattempo arriva la digos ed identifica gli antirazzisti che
volantinano in strada e raccolgono la solidarietà e l’appoggio di
numerosi lavoratori di Kairòs, che non vogliono trasformarsi in
secondini.

Dopo due ore gli occupanti lasciano l’ufficio. Ma è solo un
arrivederci: chi si candida a gestire un lager li troverà ancora sulla
sua strada.



A quest’indirizzo una foto dell’occupazione:



http://piemonte.indymedia.org/article/4256



Di seguito il volantino distribuito per l’occasione:



Gestire un lager non è un’occasione



Lo scorso 29 gennaio il consorzio Connecting People, di cui il
consorzio torinese Kairòs è socio fondatore, ha depositato i documenti
necessari per la partecipazione al bando di gara per la gestione del
CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) di Torino per i prossimi
tre anni, candidandosi a sostituire la Croce Rossa.



Connecting People in diverse altre città già dirige centri di prima
accoglienza o per richiedenti asilo: un giro d’affari di decine di
milioni di euro.



Uno dei registi dell’operazione sembra essere l’insigne Mauro Maurino,
membro del CdA di Connecting People, ora intento a cercare di
coinvolgere Kairòs, di cui è presidente, nell’affare CIE.



Come fatto ripetutamente nei confronti della Croce Rossa vogliamo
ribadire che gestire un lager non è un’opportunità ma un’infamia, che
i CIE vanno chiusi e che ciò può essere fatto solo con il boicottaggio
totale di queste strutture e lo sviluppo di percorsi di resistenza
alternativi sul territorio, che contrastino concretamente la
tentacolare macchina delle espulsioni.



La lotta contro le galere per immigrati in attesa di deportazione si
inserisce in quella più ampia contro leggi speciali come quelle del
pacchetto sicurezza. Leggi che fanno della povertà e dell’essere
straniero un reato, erodendo nel contempo la libertà di parola,
espressione, associazione, manifestazione.



Dalle gabbie dei centri per immigrati esce costantemente un anelito
alla libertà, che a volte si trasforma in grido e altre volte riesce a
diventare rivolta; invitiamo tutti, dentro e fuori le cooperative
sociali, a ascoltare e raccogliere queste istanze e a continuare a
mobilitarsi contro l’industria dei nuovi lager fino alla loro
chiusura.



Per contattare Mauro Maurino presso il consorzio Kairòs di via Lulli 8/7

Tel. 011 2207819 – fax 011 2261342



Contro il razzismo azione diretta!

Corteo contro il pacchetto sicurezza e per la chiusura dei C.I.E.

Sabato 28 febbraio ore 15

Porta Palazzo (corso G.Cesare angolo v.Andreis)



Assemblea Antirazzista di Torino

www.autistici.org/assembleaantirazzistatorino
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