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(it) Israele-Palestina: lotta unitaria a Um Salmuna ed ancora lutto a Bil'in e Ni'ilin [en]
Date
Wed, 29 Apr 2009 17:11:44 +0200
Israele-Palestina: lotta unitaria a Um Salmuna ed ancora lutto a Bil'in e Ni'ilin [en]
26.04.09 - Um Salmuna, Bil'in, Ni'ilin, Tel Aviv e Saffa:
Abbiamo partecipato durante la settimana alla Quarta Conferenza
Internazionale della Resistenza Non-Violenta a Bil'in nel nome di
Bassem Abu Rahmeh. Circa 60 attivisti di Anarchici Contro Il Muro che
per anni hanno manifestato insieme a Bassem nelle manifestazioni del
venerdì, hanno partecipato alla manifestazione di venerdì 24 aprile per
ricordarlo, per dargli l'ultimo tributo e per piangerlo. Altro lutto
questa settimana a Ni'ilin, dove nonostante l'assassinio di 4 giovani
del villaggio nei mesi scorsi, è stata aperta martedì 21 una mostra
sull'Olocausto e dove abbiamo partecipato ad una unitaria "marcia per
la vita" verso il muro della separazione. Abbiamo partecipato anche
alla manifestazioni del venerdì contro il muro a Ni'ilin ed Um Salmuna.
Sabato 25 aprile abbiamo cercato di unirci alla lotta a Saffa.
NI'ILIN
"Non di solo olocausto vivrà l'uomo"
Il Comitato popolare per la resistenza non-violenta contro il muro di
Ni'ilin invita a partecipare alla manifestazione "camminata per la
vita" nel giorno della memoria dell'Olocausto, martedì 21 aprile alle
14,00."
La mostra e la marcia sono state riprese da media locali ed internazionali.
http://www.ynet.co.il/articles/0,7340,L-3704234,00.html
A mo' di risposta:
Un parlamentare israeliano del partito Kadima, Otniel Schneller, ha
lanciato un appello per una manifestazione a sostegno dell'esercito di
stanza a Ni'ilin affinché i tribunali emettano ordinanze restrittive
contro gli anarchici quando protestano contro le barriere di sicurezza
nei villaggi della West Bank a Bil'in e Ni'ilin. Schneller ha
dichiarato: "Ci dovrebbero essere ordinanze di restrizione contro gli
anarchici, così come ce ne sono nei confronti dell'estrema destra
durante la raccolta delle olive nella Samaria".
BIL'IN - BERLIN
Link al video di Israel Puterman http://www.youtube.com/watch?v=VXRoAZkKqik sul funerale di Basem Ibrahim Abu-Rahme il 18.04.09.
"Oggi 20 aprile a Berlino 100 persone hanno manifestato per protestare
contro l'assassinio di Bassem Abu Rahmeh ed in solidarietà con la
resistenza unitaria di palestinesi, israeliani ed internazionali contro
l'occupazione.
La manifestazione è stata organizzata in un solo giorno da una
coalizione di diversi gruppi compresi Voce Ebraica per la Pace, ISM,
IWPS, Anarchici Contro Il Muro di Berlino, la Lega Internazionale per i
Diritti Umani, la sezione tedesca di Resistenza Internazionale alla
Guerra [internazionale antimilitarista] ed esponenti della comunità
palestinese. I manifestanti si sono riuniti nel cuore di Kreuzberg
nella Heinrichplatz ed hanno portato foto prodotte dal collettivo di
fotografi israeliani Activestills che documenta la resistenza contro il
muro ma anche foto di Bassem e del suo assassinio. I manifestanti poi
hanno marciato sulla Oranienstrasse urlando il tedesco "Lunga vita alla
solidarietà internazionale", "Il muro deve cadere" e "Palestina Libera,
Libera Palestina". Ci sono stati dei comizi rivolti ai manifestanti ed
ai molti berlinesi lungo la strada, in cui si è fatto riferimento alla
resistenza unitaria in Palestina, all'assassinio di Bassem e
si è sottolineata la necessità della pressione internazionale contro
il regime israeliano dell'apartheid. Massiccia distribuzione di
volantini sull'assassinio di Bassem."
Conferenza Internazionale di Bil'in
La 4^ Conferenza Internazionale sulla Resistenza Non-Violenta dedicata
a Bassem Abu Rahmeh si è svolta dal 22 al 24 aprile ed ha visto
centinaia di partecipanti da tutto il mondo e dalle regioni palestinesi.
Estratti dall'annuncio
Primo giorno:
Discorsi di benvenuto 09.30-10.30
• Eyad Burnat, dirigente del Comitato Popolare di Bil'in
• Salam Fayad, Primo Ministro di Palestina
• Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo
• Mairead Maguire, premio Nobel per la pace.
Tavola rotonda 10.40-11.40
• 10 minuti per ogni capo-delegazione, incluso Adar Grayevsky, attivista di Anarchici Contro Il Muro
Altre informazioni su http://www.bilin-village.org/english/conferences/conference2009/Fourth-Bilin-conference-on-grassroots-popular-resistance-in-April
Sempre più in basso sulla scala degli esseri umani
Venerdì sera è squillato il telefono. Era mia figlia. Voleva dirmi che
aveva saputo della morte di Bassem. Che una bomboletta di gas lo aveva
colpito al petto da breve distanza durante una manifestazione a Bil'in
e che era collassato di colpo. La voce di mia figlia era del tutto
calma e consapevole. Lei è fatta così. Non ha nessuna illusione sulla
vita. E detesta drammatizzare. Lavora con i tossicodipendenti e
pazienti affetti da AIDS e sa che esiste una lista di categorie di
persone in questo paese che hanno perso, agli occhi dell'opinione
pubblica, il diritto ad essere considerati esseri umani. Tra questa
gente trasparente ci sono quelli percepiti come disgraziati, che sono
essi stessi causa della sfortuna che li colpisce. I Palestinesi sono
una delle categorie in questa lista - insieme ai tossicodipendenti,
alle prostitute, ai malati di AIDS. E' per questa ragione che lei si
sente in obbligo di stare dalla loro parte.
Una volta 2 anni fa, è tornata a casa dopo una manifestazione contro il
muro a Bil'in, ed ha raccontato che aveva conosciuto lì l'uomo più
bello del mondo. Due settimane dopo sono andato con lei a Bil'in per
conoscere lui e la sua famiglia. Mi ero portato come "rinforzo" mia
cugina, Liliane, che era in visita da noi dalla Francia e che era stata
la prima nella nostra famiglia a saltare il fosso e a sposare un arabo
musulmano. Si era unito a noi anche un fotografo, Dan Keinan, che ha
scattato delle foto degli innamorati, di Bassem e mia figlia, seduti
sotto il pergolato della vigna di Zahara.
Zahara è la zia di Bassem. La sua casa è l'ultima del villaggio; dopo
di ché comincia il pendio verso il muro della separazione. Il pergolato
è il consueto luogo di riposo per i manifestanti dopo che hanno corso
su e giù per la collina, in fuga dalle granate di gas che i soldati gli
tirano addosso. Sotto la vigna sedeva anche la madre vedova di Bassem
ed i parenti della famiglia di Abu Rahmeh, che venivano da diverse
parti: chi era lettore all'università di at Al-Quds a Gerusalemme, chi
attivista di partito, chi imprenditore benestante che parlava benissimo
l'ebraico.
Bassem promise che avrebbe imparato l'ebraico, così sarebbe stato più
facile venire a trovare mia figlia. Egli era orgoglioso del permesso
temporaneo che aveva avuto per lavorare in Israele. Infatti era un
permesso di viaggio riservato agli insediamenti ebraici nei territori,
valido per 6 mesi. Bassem mi ha fatto fare un giro del villaggio e mi
raccontò delle case e delle famiglie che ci vivevano. C'erano ricche
case di gusto kitsch con tetti rossi e c'erano semplici case popolari
con il tetto piatto.
Bassem, 31 anni, veniva da una famiglia modesta. Non era un
intellettuale, ma aveva una naturale capacità alla leadership. Sono
ritornato al villaggio tante volte ancora e lo guardavo mentre calmava
gruppi di giovani incazzati vicino al muro della separazione, perché
non provocassero i soldati. L'ho visto mantenere l'ordine durante la
storica manifestazione di un anno fa per la sentenza della Corte
Suprema che dava ragione agli abitanti del villaggio e che sentenziava
la restituzione delle terre rubate al villaggio durante la costruzione
del muro.
Quello fu un grande giorno per il villaggio. Venne pure il Primo
Ministro palestinese a tenere un discorso, insieme ad un gruppo di
funzionari di Ramallah. Tutti si misero spontaneamente a ballare.
Bassem se ne stava in disparte, impassibile, forse perché al pari di
mia figlia non aveva nessuna illusione e non gli piaceva fare drammi.
Infatti la sentenza della Corte Suprema non è che avesse valore da quel
giorno. Le manifestazioni contro il muro della separazione sono
continuate come sempre ogni venerdì. Dopo la preghiera nella moschea
locale, il qadi, che è anche il paramedico del posto, con indosso una
fosforescente veste Rosso Crescente e i manifestanti, che aspettano la
fine della preghiera all'ombra degli alberi nell'adiacente cimitero, si
sono posizionati ai piedi della collina del muro. Alla testa della
processione marcia un uomo anziano, uno dei fondatori di Fatah, che mi
ricorda sempre mio nonno - uno degli anziani dell'organizzazione
sportiva sionista Maccabi, il quale era solito anch'egli marciare alla
testa della sfilata di apertura degli eventi del Maccabi nello stadio
di Ramat Gan.
Nel corso degli anni, il conflitto tra i manifestanti ed i soldati è
diventato una sorta di rituale con elementi di routine. Al di là del
muro staziona una fila di soldati senza espressione sul viso, con
elmetti ed armi cariche. Il loro comandante, seduto in una jeep dietro
di loro, attraverso un megafono invita i manifestanti ad andarsene.
E' chiaro fin dal principio che i manifestanti non hanno nessuna
possibilità contro i soldati e che la protesta è solo simbolica. Sulla
collina che sovrasta l'arena degli scontri che avvengono regolarmente
tra i manifestanti ed i soldati, si mettono le donne e gli operatori
dei media; se ne stanno lì come una sorta di pubblico a guardare i
gladiatori senza partecipare agli eventi. Eppure a volte, anche il
pubblico diventa un attore volente o nolente.
E' quello che una volta è successo proprio a me. Me ne stavo lassù a
guardare da lontano quello che succedeva, quando una granata di gas è
caduta vicinissima a me e le sue schegge mi hanno ferito al collo. Lo
scorso venerdì qualcosa del genere è successa ad una giornalista
francese. Una scheggia di granata le ha tagliato il viso. Bassem si era
precipitato in suo aiuto ed aveva urlato al soldato al di là del
recinto di non sparare mentre la portava via. Per tutta risposta il
soldato ha caricato una granata di gas nel suo fucile ed ha fatto fuoco
sul petto di Bassem.
Finisce così la breve storia della vita di Bassem Abu Rahmeh, che era
bello, alto e carismatico, ma che aveva la sfortuna di trovarsi molto
in basso nella scala di valore delle categorie dell'umanità.
Un articolo dei mass-media
"Nelle manifestazioni in Cisgiordania contro il muro della separazione
di Israele ci sono stati 29 feriti venerdì 24 aprile, in seguito
all'uso di granate di gas e di proiettili di gomma da parte dei soldati
della Forza di Difesa Israeliana. Circa 1.000 palestinesi ed attivisti
di sinistra hanno protestato sulla strada del muro di sicurezza nelle
città di Bil'in e Ni'ilin in Cisgiordania.
Le fonti palestinesi dicono che tra i feriti ci sono giornalisti
palestinesi e membri della famiglia di Bassem Abu Rahmeh, che era stato
ucciso durante una manifestazione simile la settimana scorsa. Dodici
manifestanti sono stati feriti a Bil'in e 4 manifestanti feriti a
Ni'ilin. Tredici i feriti tra le fila dei soldati israeliani. Si tratta
di ufficiali della polizia israeliana e della polizia di confine
leggermente feriti da pietre lanciate contro di loro.
I manifestanti contano 10 persone ferite da proiettili di gomma, tra
cui 3 attivisti israeliani [di Anarchici Contro il Muro - I.S.]. Tutti
i feriti riportano lesioni leggere ai piedi.
Abu Rahmeh, 31 anni, è stato ucciso la settimana scorsa durante una
protesta a Bil'in, che è stata un punto incandescente degli scontri tra
soldati e manifestanti anti-muro. Le fonti dell'esercito dicono che la
granata di gas che ha ucciso Bassem lo scorso sabato è stata sparata in
violazione degli ordini impartiti."
Bil'in 24.04.09 - link a video di Israel http://www.youtube.com/watch?v=QEXrKU2m2wU
ed al video di David http://www.youtube.com/watch?v=Nz_i9B9Q7OU
Quando siamo arrivati al cancello del muro della separazione lo forze
di Stato hanno iniziato a lanciare i gas. Nonostante ciò, gli attivisti
più tenaci non si sono ritirati ed hanno costruito un monumento in
memoria di Bassem sul luogo in cui è stato ucciso lo scorso venerdì.
TEL AVIV
Giovedì sera 23 aprile, attivisti di Anarchici Contro il Muro ed altri
simpatizzanti hanno manifestato nel centro di Tel Aviv in solidarietà
con Neta Mishli. Le forze di Stato non hanno apprezzato ed hanno
arrestato 2 dei nostri compagni mettendoli in prigione per una notte.
Neta Mishli, 18 anni, di Tel Aviv, è stata nel 2008 una delle
firmatrici della lettera di rifiuto del servizio militare scritta dagli
studenti dell'ultimo anno delle scuole superiori, http://www.new.facebook.com/group.php?gid=46805270728
ed ha iniziato il suo primo periodo di reclusione il 23 aprile. Neta è
arrivata il 22 aprile nella base di reclutamento militare ed ha
rifiutato di arruolarsi. Per questo è stata condannata a 7 giorni di
reclusione nella base (le era stato detto che non c'erano celle per le
donne nel carcere militare). Comunque, il giorno dopo è stata di nuovo
processata e condannata a 20 giorni di carcere militare. Le è stato
detto che l'Ufficio del Procuratore Militare era in procinto di
rinviarla a giudizio ancora una volta per la stessa ragione.
Neta ha preparato la seguente dichiarazione al momento del suo ingresso in carcere:
"Non intendo far parte di una organizzazione che commette crimini di
guerra, che toglie la vita a migliaia di civili innocenti,
un'organizzazione che, in nome dell'umanitarismo e della democrazia,
costringe me ed i miei coetanei a sacrificare un periodo della nostra
vita ed a sacrificare le nostre stesse vite, per una pace falsa, poiché
nessuna pace verrà finché Israele non decide di smettere la sua
politica di guerra e si mette a lavorare per la vera pace. Perciò, come
piccolo passo verso la fine di questo ciclo di sangue, io mi rifiuto di
entrare nelle forze armate".
Neta Mishli dovrebbe uscire dal prigione il 10 maggio, ma probabilmente verrà incarcerata nuovamente poco dopo.
UM SALMUNA
R.W. scrive:
"4 attivisti Israeliani e circa 15 internazionali si sono uniti agli
oltre 30 Palestinesi per manifestazione settimanale contro il muro ad
Um Salmuna. Dopo un breve percorso il corteo ha raggiunto la barriera
di filo spinato messa dai soldati per impedire ai manifestanti di
raggiungere le loro terre. I manifestanti hanno cercato di superare la
barriera e sono anche riusciti a rimuoverla, ma sono stati bloccati con
la forza dai soldati. Dopo i comizi commemorativi per l'assassinio di
Bassem Abu Rahmeh a Bil'in una settimana fa e per il 64° anniversario
della caduta del regime fascista in Italia, i manifestanti hanno
cercato di nuovo di superare la barriera, ma sono stati violentemente
respinti dai soldati, che hanno minacciato di arrestare gli
organizzatori non violenti della manifestazione nonostante i loro
sforzi continui ed efficaci per prevenire la violenza ed una sua
esasperazione. Dopo un breve confronto la manifestazione si è ritirata
verso il
villaggio e si è sciolta."
SAFFA
Siamo stati invitati alla lotta unitaria a Saffa sabato 25 aprile:
Brevi videoclips dell'attacco dei coloni a Saffa l'8 aprile, nell'area
vicino a Beit Ommar. 11 persone colpite dai militari ma migliaia di
palestinesi hanno reagito.
http://www.youtube.com/watch?v=5yDKiX9_ocI
http://www.youtube.com/watch?v=RBJvFkLq0_Y
Sabato 25 aprile alle 9:30 contadini di Saffa (località nota anche come
Khirbet Saffa, tra Beit Ommar e Sourif) decidono di andare sulla loro
terra nei pressi dell'insediamento coloniale di Ayn per preparare la
terra e le coltivazioni di prugne e vite prima dell'estate.
Circa 10 attivisti sono partiti sabato mattina da Tel Aviv per unirsi
agli agricoltori palestinesi che tentavano di riprendersi le loro
terre, in azioni coordinate dal PSP e da Ta'ayush. Era prevista
un'azione a Saffa, nei pressi di Bat Ayin (una colonia notoriamente
pericolosa), e un'altra a Hebron. In entrambi i luoghi c'era un gran
numero di poliziotti in attesa presso i checkpoints più vicini. La
polizia diceva di essere presente per prevenire l'arrivo di
provocatori, con il quale termine intendono dire gli attivisti solidali
che accompagnano gli agricoltori. La polizia non è riuscita del tutto
nel tentativo di impedire l'arrivo degli attivisti, riuscendo solo a
ritardarlo. Una buona notizia: gli agricoltori a Saffa sono riusciti a
lavorare le loro terre anche senza l'aiuto degli attivisti israeliani.
Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/
Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org
Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall
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