Questura, antifascisti, scontri e 25 aprile
La versione degli aggrediti sulle cariche
«In via XX settembre violenza e bugie»
Con questo comunicato intendiamo chiarire la nostra posizione e la
realtà dei fatti accaduti nei pressi di via Sonnino il pomeriggio del 25
aprile.
Innanzitutto vogliamo sottolineare alcuni punti sul corteo di chiaro
stampo neofascista organizzato dal coordinamento "Continuità ideale",
espressione dell'unione dei vari movimenti/partiti che vanno dalla
Fiamma Tricolore sino ai giovani di Alleanza Nazionale, passando per
Forza Nuova e Sardegna Skinheads.
La Costituzione italiana proibisce l'esposizione di simboli, slogan e
ideologie che si rifacciano chiaramente al fascismo, per questo tale
corteo doveva essere vietato. Inoltre le rivendicazioni stesse del
corteo, ovvero l'abolizione del 25 aprile, richiesta dai gruppi
neofascisti in quanto per loro quel giorno dovrebbe essere ricordato
più come "lutto nazionale" che come festa, e la commemorazione dei
combattenti della Repubblica di Salò, sono anch'esse riconducibili al
reato di apologia del fascismo. Nonostante tutte queste chiare
motivazioni che avrebbero dovuto portare la questura a vietare lo
svolgimento del corteo, la parata nazi-fascista è stata autorizzata
come una qualsiasi altra manifestazione in un qualsiasi giorno
dell'anno.
Per questo, come antifasciste e antifascisti, abbiamo ritenuto nostro
dovere scendere in piazza per opporci a questa manifestazione.
Costretti dagli eventi abbiamo indetto un sit-in nella centrale piazza
Gramsci, luogo della conclusione del corteo dei fascisti, sperando che
Questura e Prefettura si ravvedessero in extremis dell'errore commesso
e impedissero lo svolgersi della manifestazione di "Continuità ideale".
I primi gruppi arrivati in piazza Gramsci sono stati allontanati in
maniera poco gentile. Per questo dopo essersi ricompattati in piazza
Costituzione si sono spostati sul marciapiede di via Sonnino
all'altezza della rotonda di via XX Settembre.
Carabinieri e polizia in assetto antisommossa sono giunti prontamente
verso di noi da piazza Gramsci e senza intimarci di disperderci, senza
prima spingerci con gli scudi (procedure propedeutiche ad una carica in
situazione di piazza) ci hanno ripetutamente e violentemente caricato,
suscitando per altro l'ira dei residenti testimoni della vicenda.
Inoltre vorremmo chiarire un'altra falsità riportata dalla stampa: in
piazza non c'era nessuna busta contenente spranghe o bottiglie di
vetro. I racconti che abbiamo letto ricordano la triste vicenda della
scuola Diaz di Genova quando la polizia aveva trasportato false molotov
per giustificare la mattanza avvenuta all'interno della scuola. Questa
è la versione dei fatti che si differenzia sostanzialmente da quella di
Questura e stampa isolana che così facendo hanno criminalizzato gli
antifascisti dipingendo invece come vittime i fascisti.
Reputiamo tutto ciò inaccettabile e indichiamo nella Prefettura, nella
Questura e nel Comune di Cagliari i responsabili degli scontri avvenuti
sabato 25 Aprile, giorno della festa della Liberazione, che sono
costati spalle lussate, nasi rotti e contusioni varie ai partecipanti
della legittima protesta antifascista.
(Antifasciste e antifascisti cagliaritani.)
Da: "12-12" <12dicembre -a-
tiscali.it>
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