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(it) FdCA: Documento finale del 70° Consiglio dei Delegati

Date Tue, 30 Sep 2008 14:52:09 +0200



Documento finale del 70° Consiglio dei Delegati FdCA
RICOSTRUIRE E RADICARE NEL TESSUTO SOCIALE E TERRITORIALE IDEE E
PERCORSI DI CRITICA E LOTTA ANTICAPITALISTA
Come sempre, l'azione combinata degli Stati e del capitalismo
internazionale diffonde insicurezza e miseria tra le classi
lavoratrici, instabilità e terrore tra i popoli, colpendo in maniera
tale da indurre uno stato perenne di crisi che ha il solo scopo di
impedire qualsiasi riorganizzazione di una opposizione anticapitalista
ed antimperialista e qualsiasi progettualità di liberazione e di
solidarietà a livello dei singoli paesi ed a livello internazionale.
Lo stato di guerra, che muove ormai eserciti ovunque gli interessi
imperialisti confliggono, (come di recente nel Caucaso), porta morte e
distruzione tra popoli resi nemici da materie prime e corridoi
energetici su cui non hanno alcun potere decisionale e da cui non
riceveranno alcun beneficio, salvo l'appello nazionalista del
presidente e delle élites di Stato che sono stati chiamati a votare ed
a cui hanno delegato la loro vana speranza di benessere.
Il sisma finanziario che sta facendo crollare storiche cittadelle del
capitalismo, ramificandosi tra gli istituti bancari e finanziari
mondiali, porta impoverimento e miseria tra decine di milioni di
lavoratori messi sul lastrico da banche ed agenzie di credito, su cui
non hanno alcun potere decisionale e da cui non riceveranno alcuna
restituzione dei loro risparmi o piccoli investimenti, salvo
l'intervento degli Stati teso a salvare non il risparmio popolare ma
quello stesso sistema che essi hanno alimentato (vedi la Federal
Reserve, la quale mentre si distribuivano mutui a pioggia ed il prezzo
degli immobili raggiungeva quotazioni fuori dalla realtà, anziché
frenare procedeva ad una riduzione continua dei tassi d'interesse
portandoli sino all'1%, per paura che il mercato dei mutui e degli
immobili subissero una contrazione ed il gioco venisse scoperto).
Lo Stato, quindi, non è affatto il salvatore che ci protegge dal
capitalismo malato, dopo averne garantito la rapacità e la voracità,
bensì garantirà liquidità monetaria alle istituzioni capitalistiche,
prendendola dalle sue casse (cioè i soldi dei contribuenti, almeno di
quelli che pagano le tasse). Il neoliberismo - come si sa - ha sempre
contato sull'intervento dello Stato..., sulle privatizzazioni dei
gioielli pubblici o sulla loro quotazione in borsa, come sul prestito
per sostenere la metamorfosi necessaria alle banche di investimento
per diventare banche commerciali, quindi abilitate a mettere le mani
nei depositi dei clienti!
E lo stesso Stato italiano -dalla privatizzazione con spezzatino di
Telecom allo scippo del TFR nei fondi pensione (il Fonchim dei chimici
e il Cometa dei metalmeccanici hanno in portafoglio obbligazioni
Lehman Brothers per importi pari rispettivamente a 3.650.000 euro e
3.850.000, ed anche se l'incidenza sul patrimonio è dello 0,2%-0,1%, è
evidente che di fronte ad ulteriori fallimenti tale percentuale
aumenterà), alla svendita di Alitalia e lavoratori compresi- ha
dimostrato invariabilmente la sua alleanza col grande capitale
finanziario, con scelte sottratte a qualsiasi controllo da basso,
senza che i lavoratori avessero potuto esercitare il controllo ed il
potere decisionale sul loro posto di lavoro, sul salario e sulla
pensione.
L'azione combinata del governo di destra e del padronato sta
irrigidendo le relazioni industriali, sta sigillando in una dimensione
repressiva ogni istanza di opposizione sociale alle scelte di politica
economica e sociale.

In Italia, infatti, siamo di fronte ad un evidente *deperimento dei
livelli di democrazia nel paese*, le cui espressioni sono rinvenibili
a livello istituzionale e sociale:

- nella concentrazione di potere nell'esecutivo, con conseguente
tendenza autoritaria tramite il ricorso usuale ai decreti legge ed
alla delegificazione;

- nel declino del potere legislativo del parlamento a semplice
esercizio di ratifica dell'operato del governo e delle decisioni prese
nelle alte stanze del potere, dove avviene la collusione e la
connivenza tra l'esecutivo e le varie oligarchie economiche e la
ricomposizione degli interessi dei vari settori della borghesia
italiana;

- nell'attuale uso del parlamento contro il potere giudiziario;

- nella distruzione della rappresentanza delle minoranze a favore
dell'omologazione degli interessi borghesi.

Questa situazione ha di fatto reso marginale la strategia parlamentare
come strumento di emancipazione delle classi popolari e reso
evidentemente inutile la rincorsa alla rappresentanza degli interessi
dei lavoratori per via elettorale e/o governativa.

La dualità di poteri sul territorio determinata dall'espansione del
potere amministrativo e del ricorso alla sussidiarietà verticale (UE)
e orizzontale su regioni e macroregioni che indirizzano gli assetti
economico-finanziari-occupazionali dei servizi, laddove allo Stato
restano da gestire le compatibilità di Maastricht e le contraddizioni
sociali che ne derivano, conduce di fatto ad impedire la possibilità
di organizzazione e partecipazione dal basso, sia in fase propositiva
che vertenziale.

*Il deperimento della democrazia e della partecipazione colpisce anche
il mondo sindacale attraverso*

- la modifica degli assetti e dei rinnovi contrattuali senza
consultazione preventiva dei lavoratori;

- l'emarginazione delle minoranze interne alla CGIL;

- l'emarginazione dell'opposizione sindacale di base.

Le riforma della contrattazione imposta da Confindustria punta ad
accelerare questi processi spingendo per il pieno coinvolgimento del
sindacato nella logica d'impresa (dai minimi tabellari nel CCNL
all'indice di inflazione previsionale depurato, dalla durata di 3 anni
dei contratti al congelamento del diritto di sciopero per 7 mesi
durante le vertenze, dagli enti bilaterali alla contrattazione
decentrata al ribasso) e per la decontrattualizzazione di fatto di
migliaia di lavoratori delle pmi, dove il sindacato non è presente.

In cambio della concentrazione e blindatura a livello verticistico
della contrattazione e della scomparsa del suo carattere collettivo,
universale e solidaristico, al sindacato vengono offerti enti
bilaterali e garanzie di sopravvivenza, cercando di costringerlo a
accelerare il percorso già in atto di trasformazione in agenzia di
servizi. Il regime sanzionatorio per chi violasse le regole imposte
dal documento di Confindustria vuole siglare la fine di ogni autonomia
delle organizzazioni sindacali e di qualsiasi azione dal basso nei
posti di lavoro.

Ma il deperimento della democrazia si manifesta anche attraverso la
riduzione degli spazi di partecipazione grazie all'implementazione di:

- politiche razziste che puntano alla persecuzione e criminalizzazione
degli immigrati;

- politiche autoritarie che pretendono di risolvere con la forza le
contraddizioni ambientali e di gestione del territorio, sia a scala
locale (rifiuti, cave ecc) che a larga scala (basi militari, nucleare
e energia in genere);

- politiche di riduzione del reddito e induzione all'indebitamento che
aumentano la ricattabilità della classe lavoratrice, spingendo alla
ricerca di soluzioni individuali (aumento della produttività, doppio
lavoro, straordinari, lavoro dopo la pensione) di fronte
all'indebolimento e allo svuotamento delle contrattazioni collettive e
delle lotte sindacali;

- politiche di distruzione della sfera pubblica e sociale, dalla
scuola ai trasporti, dalla sanità alla previdenza.

Anche il rigurgito del fascismo contribuisce alla riduzione degli
spazi di democrazia colpendo e criminalizzando ogni minoranza etnica,
di genere, politica.

Infine l'attacco alle libertà etiche colpisce il diritto
all'autodeterminazione riproduttiva, relazionale, di cura e di
comportamenti individuali.

Di fronte alla finzione della democrazia istituzionale, alla
recinzione della democrazia sindacale, alla democrazia passiva nella
società, occorre rilanciare la democrazia di base e dal basso, la
democrazia diretta nel paese attraverso:

- la difesa e la creazione di spazi collettivi di base, autogestiti,
di confronto e di decisionalità nel territorio e nei posti di lavoro;

- a livello politico si tratta di costruire relazioni tra
organizzazioni, militanti ed attivisti, sulla base
dell'auto-organizzazione, della reciproca legittimazione e della
parità di rapporti, al fine di contribuire allo sviluppo
dell'opposizione politica e sociale nei territori contro le scelte
legislative, amministrative ed economiche che sostengono il
neoliberismo. A tal fine è opportuno individuare filoni di lotta
unificanti; è utile costruire reti antifasciste, antirazziste,
antisessiste; coordinamenti ed associazioni di base che favoriscano la
partecipazione popolare e di attivisti della lotta di classe, lo
sviluppo di vertenze e di rapporti di forza alla base nel territorio;

- a livello sindacale si tratta di sostenere un processo di
aggregazione dell'opposizione interna alla CGIL, che parta dai luoghi
di lavoro, dai delegati e dalle RSU;

- di sostenere i processi di aggregazione sindacale, i più ampi
possibili, del sindacalismo di base a partire dai luoghi di lavoro e
dal territorio;

- di costruire strutture autogestite sul territorio di confronto e di
elaborazione, di controinformazione e di mobilitazione sindacale,
trasversale alle singole appartenenze sindacali;

- di difendere il contratto collettivo nazionale di lavoro, il suo
stretto rapporto con la contrattazione decentrata, di garantire gli
spazi di democrazia e di decisionalità dei lavoratori nei luoghi di
lavoro.

Per il protagonismo degli sfruttati e degli oppressi, per l'autonomia
degli interessi immediati delle classi lavoratrici:

ricostruire e radicare nel tessuto sociale e territoriale idee e
percorsi di critica e lotta anticapitalisti;

accumulare, formare e federare istanze ed esperienze potenzialmente
rivoluzionarie per un progetto di società solidale e comunista,
autogestita e libertaria.

70° Consiglio dei Delegati
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
Cremona, 28 settembre 2008

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca-A-Fdca.it>
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