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(it) Comidad, le news del 30 ottobre 2008

Date Fri, 31 Oct 2008 08:37:29 +0100



NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ (in una
nuova veste grafica)sotto la voce "Commentario" e all'indirizzo
http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
TREMONTI IL SACCHEGGIATORE
In questi ultimi due o tre anni è stata costruita dai media l'immagine
di un Giulio Tremonti come intellettuale tormentato e dolente, in
guerra contro il pensiero unico ed i dogmi della cosiddetta
globalizzazione. Quando i media si impegnano in una operazione
d'immagine di questa portata, è segno certo che c'è qualche grosso
affare losco in corso, ed occorre dissimularlo agli occhi
dell'opinione pubblica, già distratta dal Luna Park ideologico del
dibattito fine a se stesso.
Tremonti, da ministro dell'economia del precedente governo Berlusconi,
incorse in una ondata di critiche indignate allorché tentò di varare
una legge per favorire la vendita di beni demaniali, cioè delle
proprietà dello Stato, ai privati. Dato che nessun privato possiede i
mezzi finanziari per acquistare davvero questi beni, si trattava in
realtà di una svendita, e il progetto di Tremonti fu all'epoca
facilmente individuato e smascherato.
Quell'infortunio è stato già dimenticato e, grazie al nuovo alone
mistico ed eroico di cui oggi è circondato, nessuno si è accorto che
Tremonti è recidivo; anzi stavolta è riuscito a commettere quel
crimine contro la società che gli fu impedito cinque anni fa.

Il decreto Tremonti è diventato legge il 6 agosto di quest'anno,
perciò oggi costituisce la legge 133/2008, che all'articolo 16
istituisce le fondazioni universitarie che consentono ai privati di
impadronirsi degli Atenei. Nel comma 2 dell'articolo 16 c'è però il
colpo grosso: non solo alle fondazioni passa la proprietà dei beni
immobili delle Università, ma addirittura l'Agenzia del Demanio
trasferisce alle stesse fondazioni la proprietà dei beni immobili già
in uso da parte delle stesse Università.

Quindi non soltanto oggi i privati possono mettere le mani sui
vastissimi e preziosissimi patrimoni immobiliari delle Università
italiane, ma addirittura lo Stato gli regala tutti i beni demaniali
che in qualche modo vengono usati dalle stesse Università. La perfida
vaghezza di questo passaggio della legge consente di fatto di regalare
ai privati qualunque bene immobile con cui le Università abbiano in
qualche modo a che vedere.

L'affare è mastodontico, mostruoso, comporta cifre inimmaginabili; e
il tutto avviene mentre si discute dei significati simbolici e
ideologici del maestro unico o del voto in condotta, oppure si
commenta con indignazione che esistono università con tre o quattro
studenti, come se c'entrasse qualcosa con le manovre per sbancare lo
Stato a vantaggio di cosche affaristiche italiane e straniere.

Il complesso affaristico/mediatico ha quindi segnato uno storico
risultato a suo favore, poiché la mega-operazione di latrocinio
legalizzato è stata accuratamente nascosta all'opinione pubblica; e
ciò avviene proprio nel periodo in cui chiunque può immediatamente
consultare i testi delle leggi connettendosi a internet. Per
nascondere il crimine non è stato necessario far sparire le prove, ma
è bastato semplicemente distrarre l'attenzione, indurre a parlare
d'altro; e, non a caso, negli attuali "pour parler" si è arruolato in
prima linea anche un opinionista della tempra morale di Giampaolo
Pansa.

A differenza della Gelmini - che è una donna di paglia, un fantoccio
mediatico -, Tremonti è un uomo di fiducia delle cordate affaristiche
guidate dalle Corporation statunitensi. Attualmente le Corporation
dissimulano i loro affari dietro le tattiche di "understatement"
tipiche della propaganda statunitense, perciò mentre sui media si
discetta sulla possibile fine del capitalismo e dell'impero americano,
gli affaristi possono mettere a segno i loro colpi più redditizi a
scapito di colonie come l'Italia.

L'entrata delle multinazionali nelle fondazioni universitarie verrebbe
celebrata da una campagna mediatica, che saluterebbe come una nuova
era di progresso la collaborazione tra capitale privato e ricerca
pubblica; e ciò mentre i patrimoni immobiliari dello Stato italiano
verrebbero intascati dalle stesse multinazionali che, per questi
regali, non dovrebbero pagare alcunché allo Stato, ma solo a Tremonti.

Più soldi Tremonti smuoverà a favore degli affaristi privati, più la
sua beatificazione mediatica navigherà a gonfie vele. Non ci sarebbe
perciò da sorprendersi se lo stesso Tremonti, venisse fatto oggetto di
minacce terroristiche o camorristiche. In tal caso la sua santità
diverrebbe intoccabile, e chi osasse dubitarne, sarebbe immediatamente
scomunicato.

30 ottobre 2008
Da: "Italiano" <italianovinc@alice.it>
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