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(it) Torino. Azione alla scuola militare

Date Tue, 4 Nov 2008 10:50:55 +0100



Torino. Azione alla scuola militare
Il 4 novembre di guerra e propaganda di La Russa e Fini è stato macchiato
dall'azione di alcuni antimilitaristi torinesi, che hanno visitato la
Scuola di Applicazioni militari lasciando di fronte all'ingresso alcuni
manichini insanguinati e la scritta "Scuola di Assassini".
Il militare addetto ai monitor evidentemente dormiva, perché ancora a
tarda notte un fotografo di passaggio ha potuto scattare un'istantanea che
documenta l'azione.
La trovate a quest'indirizzo:
http://piemonte.indymedia.org/article/3323
Di seguito il volantino che verrà distribuito nel pomeriggio di martedì 4
novembre in occasione del punto info antimilitarista. Appuntamento dalle
18 in via Po 16 con mostra sulle guerre dell'Italia: dalla Somalia al
Kosovo all'Afganistan.
Musica, interventi, distro.

4 novembre. Festa degli assassini
W i disertori!
"Quando lo Stato si prepara ad assassinare, si fa chiamare patria" (F.
Durrenmatt)
L'Italia è in guerra. Truppe tricolori combattono in Afganistan. Lo
chiamano "peace keeping": suona meglio e mette la coscienza a posto. Ma,
là, in Afganistan, ogni giorno bombardano, uccidono, imprigionano,
torturano. Sette anni di guerra e la chiamano pace. Un massacro senza
fine. Ma che importa? Gli affari dei petrolieri e dei fabbricanti di armi
vanno a gonfie vele.

In occasione del 4 novembre, festa della "vittoria" in quell'immane
carneficina nazionalista che fu la prima guerra mondiale, La Russa invia i
militari nelle scuole per una bella lezione di propaganda bellica:
l'esercito ha bisogno di volontari. Dopo le dichiarazioni di guerra agli
studenti in lotta fatte da Berlusconi viene il sospetto che potrebbe
trattarsi di un'esercitazione pratica.

Cosa sia stata quella guerra ce lo dicono i numeri.
Morti: 50.000 civili e 680.000 mila soldati. Prigionieri e dispersi:
600.000. Feriti e mutilati. 950.000. Disertori e i renitenti: 370.000
denunce, 350.000 i processi con 220.000 condanne detentive. Condannati a
morte: 729. Fucilazioni sommarie e decimazioni: 2.000 cui si sommano i
5.000 i fucilati durante la disfatta di Caporetto.
Nella nostra città nel 1917 lo sciopero generale contro la guerra divenne
una rivolta popolare che tenne in scacco la polizia e i regi carabinieri.
Questa storia, quella dei disertori, dei ribelli, degli operai di Torino
insorti è quella che vogliamo ricordare, quella che in questo 2008 di
guerra può dare il migliore "insegnamento" a tutti.

In Afganistan ci sono 2.600 soldati italiani: questo orrore costa a tutti
noi milioni di euro, sottratti a scuola, trasporti, sanità, tutela del
territorio. La spesa di guerra comprende il mantenimento di basi, caserme,
aeroporti ed un buon numero di ben addestrati assassini di professione. I
governi di destra e quelli di sinistra hanno fatto a gara nel finanziare
le imprese belliche.
A Vicenza vogliono fare la più grande base militare USA d'Europa. A Novara
stanno per costruire uno stabilimento per l'assemblaggio dei nuovi
bombardieri F35, giocattolini da 150 milioni di euro l'uno.

L'esercito è anche nelle nostre strade. Nel mirino sono i poveri, gli
immigrati, i rom, i senza casa, chi si ribella alla devastazione del
territorio ed al saccheggio delle risorse.
Lo Stato militarizza il territorio e tratta da delinquenti quelli che si
ribellano. È la guerra. La guerra interna. Anche questa serve alla pace,
la pace sociale.

Guerra interna e guerra esterna sono due facce della stessa medaglia:
quella del potere che perpetua se stesso ad ogni costo, quella del
capitalismo che macina vite, risorse e futuro della più parte di noi.
Opporsi alla guerra senza opporsi al militarismo, senza opporsi
all'esistenza stessa degli eserciti, vere organizzazioni criminali legali,
è mera testimonianza.
Fermare la guerra, incepparne i meccanismi è un'urgenza che non possiamo
eludere. A partire da noi, dal territorio in cui viviamo, dove ci sono
caserme, aeroporti, scuole militari, fabbriche d'armi.

Contro tutte le guerre, contro tutti gli eserciti!

Federazione Anarchica Torinese – FAI
Corso Palermo 46
La sede è aperta ogni giovedì dalle 21
Info: fai_to@inrete.it
338 6594361
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