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(it) Comunicato FdCA: La favola del nucleare

Date Fri, 30 May 2008 14:27:30 +0200 (CEST)



LA FAVOLA DEL NUCLEARE
Era cominciata durante la recente campagna elettorale, inizialmente quasi alla
chetichella, sussurrata dai paladini Casini e Fini. Via via ha acquistato
sempre più forza fino ad essere contenuta nel programma del nuovo governo
italiano e finalmente ha preso forma attraverso la voce del Ministro Scajola,
che con italico ed enfatico orgoglio, di fronte al gota padronale italiano, ha
annunciato: "Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la
costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova
generazione". Ma Ministro ci faccia il piacere! I cosiddetti impianti di IV
generazione (di nuova generazione appunto), non saranno pronti prima di almeno
30 anni, sempre che non si presentino quelle difficoltà tipiche delle nuove
tecnologie in fase di sperimentazione, che ne prolungherebbero ancora di più i
tempi di attesa. Nel frattempo ci dovremo accontentare di impianti la cui
sicurezza non è assolutamente certificata, ma che anzi sono stati oggetto di
numerosi incidenti, sempre prontamente occultati dai relativi Stati
proprietari.

Per convincerci che la scelta fatta dal popolo italiano nel 1987 è stata una
scelta immatura, fanno del tutto per farci apparire il nucleare pulito,
economico ed autarchico.

Ci dicono che il nucleare è pulito perché permetterebbe la diminuzione di
emissione di CO2 nell'atmosfera, con benefici effetti sull'ambiente,
dimenticando, anzi colpevolmente omettendo, che se consideriamo tutta la
filiera di produzione energetica, dall'estrazione dell'uranio, al suo
arricchimento fino alla dismissione delle centrali obsolete, è ben lungi
dall'essere a emissione zero.

Inoltre nessuno fino ad ora è riuscito ad eliminare il problema ambientale più
grave associato allo sfruttamento del nucleare: e cioè la produzione di scorie
radioattive. Dove le metteremo signor Ministro? L'Italia oltre ad essere un
territorio fortemente antropizzato è anche un paese geologicamente troppo
instabile per contenere depositi che devono essere custoditi anche migliaia di
anni. Forse si pensa di risolvere la questione con qualche trafficuccio
oltremare, magari in qualche ex colonia?

Ci dicono che il kilowattore nucleare è più a buon mercato rispetto a quello
ricavato da altre energie, ma anche su questo mentono. Ancora una volta viene
considerata la sola porzione della filiera produttiva legata alla produzione
stessa di energia, tralasciando tutti gli altri costi tra cui quello
principale, connesso alla gestione delle scorie e quello sempre notevole
collegato allo smantellamento degli impianti quando divengono obsoleti. Detto
per inciso, noi contribuenti stiamo ancora pagando per lo smantellamento, la
messa in sicurezza (?) e la gestione delle scorie radioattive dei pochi
impianti nucleari costruiti in Italia prima che fossero definitivamente
bocciati dal referendum del 1987. Sempre per inciso in Francia lo Stato è
costretto ad impiegare circa 10.000 persone perché si occupino esclusivamente
della gestione dello smaltimento delle scorie.

Ma poi, signor Ministro, chi investirà sul nucleare, chi farà gli investimenti
quando per costruire una centrale nucleare ci vogliono circa 2000-2200 euro
per kilowattore installato, ossia se si calcola il costo di un impianto da
1000 MWe si arriva a dover investire inizialmente circa 2 miliardi di euro?
Appare subito ovvio che lo Stato dovrà massicciamente e nuovamente intervenire
con i soldi della collettività, perché i soldi da rischiare sono veramente
tanti per i privati: e allora ci vien da dire "...coraggio liberisti, buttate
giù le carte..." come recitava una canzone di Guccini, ma più che le carte
verrebbe da dire: buttate giù la maschera, perché di questi liberisti non se
ne vista nemmeno l'ombra nel gotha padronale italiano, tutto proteso a
benedire il nuovo corso nucleare dello Stato italiano. D'altronde quando si
tratta di investire soldi altrui per fare affari, i nostri industriali sono
tra i migliori del mondo.

Ci dicono che il nucleare renderà l'Italia indipendente energeticamente, che
potremo finalmente svincolarci dal petrolio e dal carbone, che siamo costretti
a comprare energia elettrica dalla Francia.

Sfatiamo subito un mito signor Ministro: con l'energia nucleare si può
produrre solo elettricità, che rappresenta solo circa il 20% dell'energia
consumata in Italia, la restante proviene dal petrolio, dal carbone e dal gas.
Quindi a meno che non trasformiamo in pochi anni tutto il sistema di
autotrazione, di riscaldamento e di approvvigionamento energetico industriale,
a ben poco servirà il nucleare per renderci indipendenti. D'altronde la
Francia docet: con decine di impianti nucleari ed una sovrapproduzione di
energia elettrica è costretta lo stesso ad importare gas e petrolio, quasi con
le nostre stesse quantità.

Allora diciamola tutta Signor Ministro: a chi serve veramente il rilancio del
nucleare?

Qualsiasi risposta vorrete darci, nessuno ci toglierà dalla testa che servirà
ad arricchire quelle lobby che non avranno scrupoli, pur di realizzare
profitto, ad avvelenare i nostri territori. D'altronde i soldi in gioco sono
veramente tanti e allora ci viene il sospetto che tutti questo denaro pagato
dalla collettività verrà drenato anche da quei servizi di pubblica
collettività che riguardano il benessere dei lavoratori, che non a caso
ultimamente sono oggetto di un pesante attacco.

E allora finalmente buttiamo giù le carte con chiarezza e diciamo, signor
Ministro, che l'utilità civile del nucleare è una grande bufala, e che
l'ambizioso progetto, oltre ad arricchire i soliti noti, è più facilmente
quello di cercare di accreditare l'Italia, in un prossimo futuro, come una
delle potenze militari in grado di utilizzare il deterrente nucleare per
impadronirsi e spartirsi le risorse energetiche mondiali.

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI

30 maggio 2008

http://www.fdca.it


Da: Federazione Dei Comunisti Anarchici <fdca -A- fdca.it>

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