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(it) Comidad: Psychological War NATO - Gomorra

Date Thu, 29 May 2008 13:37:55 +0200 (CEST)



NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce "Commentario"
.
*****************************
PSYCHOLOGICAL WAR N.A.T.O.: GOMORRA
A Napoli la cosiddetta rivolta di Chiaiano ha ricalcato il copione già visto
con la "rivolta" di Pianura il gennaio ultimo scorso: la polizia da una parte
lascia scorazzare a piacimento le sue bande di provocatori di professione, e
dall'altra carica sadicamente inermi cittadini che manifestano in modo
pacifico. Il copione è lo stesso, ma il copyright è sempre quello del G-8 di
Genova e del suo autore, Gianni De Gennaro.

Nel frattempo è ritornata all'attenzione la questione dei rifiuti tossici
scaricati illegalmente sul territorio campano. La versione dei fatti accettata
anche dai movimenti di opposizione è quella formalizzata a suo tempo da
Roberto Saviano e Milena Gabanelli: la camorra - in particolare la novella
Spectre, cioè il mitico Clan dei Casalesi - avrebbe organizzato la discarica
abusiva di rifiuti tossici provenienti dalle industrie del Nord-Italia. Anche
l'uscita dell'atteso film tratto dal libro di Saviano ha contribuito parecchio
a rilanciare questa tesi, trattata in uno degli episodi. Nella versione
cinematografica la suggestione delle immagini, un regista abile ed un attore
fenomenale - che rende con toni realistici un personaggio luciferino -,
ottengono l'effetto di impedire di accorgersi delle crepe evidenti nei sofismi
proposti dalla pur insinuante scrittura di Saviano.

Come mistificazione, "Gomorra" ha il suo precedente in "Fronte del porto" ("On
the waterfront", 1954), un film di Elia Kazan, tratto anch'esso da un racconto
e da una serie di reportage giornalistici, che fu a suo tempo oggetto di
un'accurata analisi demistificatoria da parte di Roland Barthes. Anche in
"Fronte del porto", l'illegalità veniva descritta come un nemico interno ai
lavoratori, una sorta di malattia dello spirito; e, infatti, in "Gomorra", il
sistema camorristico è tratteggiato come un'entità metafisica, priva di
precise radici, perciò le sole spiegazioni concrete che vengono suggerite sono
quelle razzistiche ed autorazzistiche.

Quando occorre chiarire il motivo della strana impotenza dello Stato di fronte
a questi fenomeni criminali, si ricorre a spiegazioni riduttive come
corruzioni, complicità e, naturalmente, la spiegazione/madre: l'incompetenza.
Coloro che pretendono di chiarire tutto ricorrendo all'argomento
dell'incompetenza, dovrebbero essere i primi a dimostrare di parlare con
competenza, ma si guardano bene dal farlo.

In uno Stato alcuni comportamenti illegali individuali e slegati possono
sempre verificarsi, ma solo lo Stato è materialmente in grado di organizzare
un'illegalità di massa. Qui non si tratta di supporre oscure trame, al
contrario: la demistificazione è un'arte dell'ovvio.

Se si domanda che fine fanno i rifiuti prodotti dalle basi militari, la
risposta sarà, ovviamente, che è un segreto militare. Ciò è comprensibile,
poiché anche noi, quando depositiamo un sacchetto dell'immondizia, stiamo
lasciando a disposizione una specie di autobiografia. Dai nostri rifiuti, si
può sapere infatti quasi tutto dei nostri gusti e delle nostre abitudini. Allo
stesso modo, dai rifiuti prodotti da una base militare si può risalire ad ogni
sua attività.

Se i rifiuti di una base militare costituiscono un segreto militare, allora lo
scarico dei rifiuti non può che essere sotto controllo militare, e più sono le
basi militari, più questo controllo sarà capillare.

Come nasce, ad esempio, una discarica abusiva?

Vi sono rifiuti di origine militare che, per motivi di particolare segretezza,
non possono essere smaltiti nelle discariche legali, allora si reclutano dei
criminali comuni per svolgere insieme questo lavoro sporco. Una discarica
abusiva è anche un enorme affare, un racket, attraverso il quale, la
criminalità può essere finanziata e organizzata per altri lavori sporchi utili
alle forze armate. L'intreccio tra militarismo e affarismo è quindi un dato
oggettivo, non dovuto a corruzione dei singoli, ma che risulta dalle stesse
procedure che si devono applicare.

È difficile stabilire se nasca prima l'uovo o la gallina, se sia il
militarismo a determinare l'affarismo o se sia l'affarismo a incentivare il
militarismo. Sta di fatto che esiste un complesso
militare/affaristico/criminale che è motivato e giustificato dal segreto
militare e che genera sempre nuova illegalità.

Nel momento in cui in Italia lo smaltimento dei rifiuti, da segreto militare
che era, è addirittura divenuto per legge un segreto di Stato, si può capire
quanti nuovi racket sorgeranno attorno ad ogni procedura segreta.

Da parte dei movimenti di opposizione, si tende ancora a suddividere
l'intervento in tante fettine: l'antimilitarismo, l'antirazzismo,
l'ambientalismo, mentre i vari problemi sono aspetti di un unico problema: il
controllo militare/criminale del territorio. Da questa frammentazione
dell'intervento di opposizione, nascono poi le soluzioni utopistiche che
sembrano fatte apposta per favorire la propaganda ufficiale, per consentirle
di dire: "Ragazzo, levati e lasciami lavorare".

Mentre la drastica riduzione dei rifiuti - attraverso una riorganizzazione
della produzione ed una raccolta differenziata porta a porta -, costituisce un
obiettivo più che realistico, la parola d'ordine del "rifiuti zero" è una
promessa che non sarebbe possibile mantenere, e quindi finisce per fornire
alibi e giustificazioni al business militar/criminale dei rifiuti.

La militarizzazione del territorio è la matrice della devastazione ambientale
e dell'illegalità di massa, mentre il razzismo costituisce il messaggio con
cui la guerra psicologica deve coprire tutto questo. Non c'è poi da stupirsi
se la guerra psicologica ed il suo messaggio razzistico diventino anch'essi un
business, come è dimostrato dagli incassi di "Gomorra", sia libro che film.

Un film come "Gomorra" non ha solo una finalità di copertura, ma anche di
rassicurazione per le popolazioni dell'Italia settentrionale, a cui viene
lasciato credere che la questione dello scarico illegale dei rifiuti tossici
riguardi solo l'Italia meridionale.

Con centotredici tra basi militari americane e NATO diffuse sul territorio
ex-italiano, è del tutto irrealistico e illusorio pensare che il pericolo
dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici riguardi solo le regioni
meridionali.

29 maggio 2008


Da: "Italiano" <italianovinc -A- alice.it>
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