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(it) Appello per la costituzione di un Coordinamento Nazionale di lavoratori e lavoratrici del terzo settore

Date Wed, 28 May 2008 11:17:40 +0200 (CEST)



APPELLO PER LA COSTITUZIONE DI UN COORDINAMENTO NAZIONALE DI LAVORATORI E
LAVORATRICI NEL TERZO SETTORE
La situazione nel terzo settore, nel quale sono comprese attività diverse dai
servizi alla persona di ambito sanitario o socio assistenziale, educativo e
scolastico fino ai servizi culturali e ambientali, di mediazione
interculturale, di vigilanza e di guardiania, spesso con servizi pubblici
esternalizzati, sta risentendo in maniera più decisa dei generali problemi sul
lavoro e della riduzione dei diritti a lavoratori e lavoratrici. Un precariato
esteso e strutturale, salari bassi e condizioni di lavoro e di vita
insoddisfacenti in questo settore, anche per chi ha un lavoro a tempo
indeterminato ma è soggetto ai ritmi di bandi di gara e di affidamenti di
servizi e progetti, sta diventando una delle caratteristiche fondamentali,
accompagnato da una progressiva dequalificazione dei servizi pubblici erogati
alla cittadinanza.

Altrettanto insufficiente e inadeguato è stato il ruolo dei partiti e dei
"sindacati concertativi", troppo spesso incastrati in dinamiche politiche e di
intrecci economici da non poter efficacemente rappresentare gli interessi di
lavoratori e lavoratrici, anzi nel caso di molti sindacalisti l?intreccio con
i responsabili di cooperative, associazioni, aziende e enti rende ancora più
difficile la comprensione del soggetto da individuare come "prima
controparte".

Del resto, è ancora incompleto l?intervento dei vari sindacati di base e
autorganizzati, che pure in questo settore hanno raggiunto importanti
risultati in diverse situazioni aziendali o locali, ma che non sono ancora
riusciti a fare un deciso passaggio di unità di azione, pur mantenendo le loro
differenze e specificità, creando le condizioni per un coordinamento nazionale
che sappia collegare realtà diverse e settori solo in minima parte organizzati
sui posti di lavoro, superando l?attività sindacale "classica" e raggiungendo
quei rapporti di forza tali da rimettere in discussione i rinnovi
contrattuali, le condizioni di adeguamento salariale con l?aumento del costo
della vita, le condizioni di vita di operatori e operatrici e lo stesso
meccanismo di esternalizzazione di importanti e strategici servizi pubblici o
la privatizzazione degli stessi, con un peggioramento di chi lavora e di
coloro che sono i beneficiari dei servizi stessi.

Per contrastare questa tendenza e trovare strumenti agili ed efficaci che
rompessero tali meccanismi "ingessati" dal punto di vista
dell?autorganizzazione sui posti di lavoro (pratica che riteniamo fondamentale
e anche vincente in molte vertenze di lavoro o sui servizi) da febbraio del
2008 a Roma abbiamo costituito un coordinamento di lavoratori e lavoratrici
del terzo settore, alla luce di esperienze precedenti, che comprendesse
settori diversi a prescindere dal contratto collettivo nazionale di
riferimento o dall?essere dipendenti, soci o precari di vario tipo,
coordinamento unificato da percorsi ed esigenze comuni e condivise, strumento
costruito e gestito dal basso che ponesse di nuovo come prioritari alcuni
fatti e interessi, spesso sacrificati: quelli dei lavoratori e delle
lavoratrici e indirettamente anche dei beneficiari dei servizi, "gli utenti".

Compito difficile nell?attuale scenario di profondi cambiamenti e di attacchi
ai diritti minimi, ma che non intendiamo far rimanere una esperienza solo
locale.

Per questo, con questo appello, intendiamo lanciare un chiaro segnale ad altre
realtà e gruppi attivi o desiderosi di muoversi, per ricostruire un efficace e
combattivo CCOORDINAMENTO NAZIONALE NEL TERZO SETTORE, con pratica
autorganizzata, partecipazione con scelte dal basso e decisioni di intervento
in ambito nazionale sugli aspetti sopra enunciati, di sostegno a situazioni
locali, che rompa forme di isolamento, di collocazione solo territoriale, di
scelte di stampo verticistico nelle questioni lavorative e della gestione dei
servizi in questo settore, non delegando più agli apparati sindacali
filodatoriali, al sistema partitico, la difesa e la rappresentanza degli
interessi di lavoratori e lavoratrici.

Siamo consapevoli e in alcune realtà locali lo abbiamo già verificato, che
dalla nostra parte possono schierarsi sindacati di base, strutture
autorganizzate o delegati-e che sono ancora interni ai sindacati confederali,
che spesso come nella nostra situazione locale hanno sostenuto o sono parte
attiva nelle lotte e nella costruzione di piattaforme, ma siamo anche
consapevoli che non esiste un modello esportabile in tutta Italia o anche solo
in altre Regioni.

Coloro che condividono con noi gli obiettivi minimi, la pratica e la necessità
di organizzarsi in un coordinamento nazionale del terzo settore, sono i
benvenuti per mettere in pratica, con i fatti e non solo con le dichiarazioni,
questo importante strumento. A Roma il coordinamento locale raccoglie in due
mesi di attività circa 15 situazioni di posto di lavoro, gli impegni non
mancano e a fine maggio terremo la nostra prima assemblea pubblica cittadina.
Invitiamo strutture già organizzate, gruppi di lavoratori e lavoratrici, altri
coordinamenti locali già formati, a percorrere con noi questa strada e a
contattarci per una riunione finalizzata alla costituzione di un COORDINAMENTO
NAZIONALE DI LAVORATORI E LAVORATRICI DEL TERZO SETTORE.

Per adesioni e contatti: <coord.terzosettore@email.it>


COORDINAMENTO ROMANO LAV. DEL TERZO SETTORE
e mail: <coord.terzosettore@email.it>


Da: "USI AIT" <usiaitl -A- yahoo.com>

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