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(it) Comunicato CdD-FdCA: Laicità strumento di educazione alla convivenza

Date Wed, 30 Jan 2008 14:56:31 +0100 (CET)



LAICITA' STRUMENTO DI EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA
Oggi lo Stato, nei paesi economicamente più avanzati, mentre diviene sempre
più "leggero" in economia e riduce l'erogazione di servizi sociali - anche per
adeguare il costo dei servizi sociali allo standard di mercato compatibile con
le ragioni della produzione (vedi minore spesa sociale delle economie
emergenti) - si occupa sempre più di etica e bioetica, legifera su queste
materie (aborto, procreazione medicalmente assistita, staminali, eutanasia,
infibulazione, ecc.) e fa altrettanto sulle cosiddette materie
personalizzabili (coppie di fatto, divorzio, separazione, ecc.).

Lo Stato, in un periodo congiunturale difficile dell'accumulazione
capitalistica, caratterizzato da un assetto maturo del capitale e
dall'ingresso sul mercato di nuovi agguerriti produttori, sviluppa una delle
sue funzioni classiche, quella di polizia, per contribuire a controllare il
mercato del lavoro e i meccanismi di produzione sociale che concorrono alla
creazione del profitto. Non potendo deprimere oltre una certa misura il ruolo
del settore terziario coinvolto nell'erogazione di servizi - anche esso
produttivo di profitto per il capitale - pone norme per amministrare le
materie personalizzabili e governare il mutamento della composizione sociale
della forza lavoro.

Le caratteristiche della forza lavoro alla fine del secolo scorso e la
struttura di salari e retribuzioni avevano creato un equilibrio demografico
fatto in occidente di bassa natalità, in modo da reggere un tenore di vita
compatibile con il reddito disponibile, caratterizzato da standard
relativamente elevati. Facevano parte di queste misure sul piano sociale una
politica demografica che utilizzava come strumento di pianificazione
demografica il reddito, l'aborto, i sistemi di contraccezione. A sconvolgere
il quadro e a rendere necessari ulteriori interventi era l'esplodere del
movimento delle donne, che modificava profondamente non solo il loro ruolo
sociale individuale, ma anche quello collettivo di uomini e donne. Da qui
interventi relativi alle famiglie come il divorzio e la convivenza registrata,
che non è altro che la creazione di un nuovo tipo di relazione giuridica per
far rientrare nell'ambito dello spazio delle relazioni gestite dal diritto e
dallo Stato, rapporti che rischiano di essere eversivi se ne restano fuori.

La tendenza alla giuridicizzazione delle relazioni affettive sia omo che etero
sessuali riconosce e al tempo stesso norma il cambiamento, con modalità
tipiche del riformismo illuminato.

I forti e inarrestabili flussi migratori, frutto di scelte strategiche del
capitale sulla gestione del mercato del lavoro, ma anche di fenomeni economici
e sociali più ampi, hanno allargato e modificato lo spettro dei problemi e
pertanto la funzione di polizia dello Stato nei paesi cosiddetti a capitalismo
maturo è venuta rafforzandosi attraverso l'adozione di un adeguato apparato
strumentale di leggi.

E dove lo Stato non era e non è in grado di produrre queste leggi, è stato il
capitale stesso a farle attraverso il mercato.

Tra i giuristi - perfino quelli più tradizionali - è scontato ormai che siano
il mercato, le corporazioni professionali (medici, biologi, case
farmaceutiche, ecc.) a produrre leggi e a dotarle di sanzioni ben più efficaci
di quelle dello Stato, perché vengano rispettate, facendo a meno di ogni
Parlamento. Il fenomeno prende il nome di applicazione della Lex Mercatoria.

Si consolidano pertanto

* Il pluralismo giuridico: contemporanea presenza di più ordinamenti giuridici
che coesistono (si pensi al diritto dello Stato, a quello della mafia, a
quello dei mercati, a quello religioso che insistono su uno stesso
territorio);

* Pluralismo normativo: contemporanea vigenza - indipendentemente dai confini
nazionali o statali - di più norme emanate da fonti diverse che regolano lo
stesso fenomeno (comunali, regionali, statali, europee, internazionali, ma
anche delle Chiese, delle comunità culturali o etniche, ecc.);

* Pluralismo etico: ricerca di formanti (elementi essenziali) condivisibili da
tutti che costituiscano dei denominatori comuni, oltre i quali vige il
relativismo dei valori. Ovvero ognuno ha i suoi valori e può coltivarli ed
esercitarli.

Da ciò discende che non esiste una verità, ma tante verità che coesistono; che
non esiste un diritto, ma tanti diritti; che non esiste una azienda, ma tante
aziende che producono e vivono; che non esiste un individuo, ma tanti
individui.

E' il trionfo del relativismo nel diritto, nella morale, nell'economia, nella
vita sociale e di relazione. Quel relativismo che permette, ad esempio, di
considerare coppie sia quelle monogamiche che quelle poligamiche, quelle etero
come quelle dello stesso genere.

In una situazione come quella descritta la laicità delle istituzioni e delle
persone è elemento essenziale per la gestione della fase (quale sviluppo delle
forze produttive e delle dinamiche economiche contingenti).

E qui ogni forza politica, ogni partito, ma anche ogni confessione religiosa,
dà una propria versione di laicità, in genere utilizzando un aggettivo per
definirla e completarla. Pertanto la laicità, a seconda dei casi, diviene
giusta, vera, positiva, relativa, ecc.

Soffermandosi sulla visione di laicità delle confessioni religiose (che noi
comunisti anarchici identifichiamo come un gruppo di persone che si
considerano tali e sanno di esserlo e che perciò costituiscono delle agenzie
internazionali, ovvero delle imprese che vendono il sacro) e in particolare di
quella cattolica, occorre ricordare che per i pontefici e soprattutto per
quello regnante, la laicità nella visione cattolica è quella giusta e positiva
che nasce dalla cultura cattolica (vedi a riguardo i numerosissimi documenti
vaticani).

La laicità per i cattolici muove dal rifiuto del relativismo, come spesso
ricorda il pontefice regnante. Esiste una sola verità, quella del Dio
rivelato, interpretato dalla gerarchia cattolica. Il rapporto con lo Stato e
le istituzioni si risolve nell'uniformarsi ai valori cattolici, temperati
dalla tolleranza misurata verso le posizioni altrui, nei confronti delle quali
esiste tuttavia una superiorità morale dei credenti (superiorità dei valori
occidentali, cristiani, e cattolici in particolare).

Le leggi devono ispirarsi a valori cattolici e vanno rispettate solo se
rispondenti ai comandamenti religiosi. Perciò, ecco il no al divorzio e a
forme diverse di convivenza affettiva giuridicizzate, no all'aborto, alla
contraccezione, all'intervento genetico sugli embrioni, alla sessualità non
finalizzata alla procreazione, all'eutanasia in qualsiasi forma.

Per veicolare queste scelte: ecco il sì alle scuole cattoliche, sì a contenuti
cattolici nei programmi della scuola pubblica e all'insegnamento religioso
come parte dei programmi, sì al finanziamento dell'assistenza e della
beneficenza cattolica, sì all'aiuto economico alle strutture della Chiesa e ai
privilegi fiscali.

In questa strategia si sviluppa l'attacco alla Legge 194/78, che sia detto per
inciso ha ridotto il ricorso all'aborto del 60% da parte delle cittadine
italiane, mentre ancora molto resta da fare con le donne immigrate. Questa
legge, comparata con altre vigenti in numerosissimi altri paesi, è stata di
gran lunga la più efficace nel ridurre il ricorso all'aborto, e sarebbe
certamente più efficace se non vi fosse una continua dissuasione da parte
cattolica del ricorso alla contraccezione e all'uso di anticoncezionali per
una maternità responsabile.

L'attacco alla legge - oggettivamente rivolto ai diritti delle donne il cui
corpo viene considerato portatore di una funzione sociale, ovvero un
elettrodomestico familiare e sociale - rende palese la profonda mancanza di
rispetto umano per le donne, la misoginia delle gerarchie ecclesiastiche e del
corpo della Chiesa cattolica, la sua visione sublimata, profondamente malata
dell'amore e del bene, rivolto ad una costruzione fantastica dell'uomo, quale
è l'idea di Dio.

Al sentimento fatto di vicinanza, corporalità, sessualità, materialità tra due
persone viene sostituito l'amore alienato per un Dio astratto, prodotto
dall'angoscia degli esseri umani.

Ma l'attacco alla legge 194/78 nasce ancor più da ragioni politiche
contingenti, dettate dalla necessità di una strategia volta alla costruzione
di un blocco politico e sociale fondamentalista e neoconservatore, per dare
collante a una aggregazione politica che ha come obbiettivo la restaurazione
di rapporti sociali e produttivi, nonché politici, di stampo autoritario, in
grado di sostenere al meglio l'accumulazione capitalistica.

Occorre smascherare e combattere soprattutto questo disegno, assumendo il
principio della laicità senza aggettivi come strumento di educazione alla
convivenza.

Nella concezione del comunismo anarchico, la società che esso vuole costruire
è un soggetto dinamico, in continua evoluzione e cambiamento, che ammette la
diversità come valore, che - a differenza di quella marxista - non ha verità
da imporre, nemmeno l'ateismo, che mira alla piena realizzazione della
felicità sulla terra, attraverso l'uguaglianza, anche di genere, e la fine
dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo e la liberazione dal lavoro salariato.


Consiglio dei Delegati
FEDERAZIONE dei COMUNISTI ANARCHICI
Pesaro, 27 gennaio 2008

http://www.fdca.it
fdca@fdca.it

Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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