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(it) Comidad: L'autrazzismo ai tempi del colera

Date Fri, 11 Jan 2008 10:41:28 +0100 (CET)



NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce "Commentario"
e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/
*********************
L'AUTORAZZISMO AI TEMPI DEL COLERA
Il ministro della Difesa Parisi ha annunciato che invierà a Napoli l'esercito
per affrontare l'emergenza rifiuti. Cosa dovrebbe fare l'esercito non ci viene
spiegato, dato che ci era stato precedentemente detto che il problema
riguardava le discariche e non la rimozione dell'immondizia. Ma questi sono
dettagli, basta dire "Napoli" e tutto diventa credibile, anche che i soldati
stiperanno i rifiuti in eccesso nelle caserme.

Del resto la credulità dell'opinione pubblica si era già allenata parecchio in
questi giorni, e persino la storia della rivolta di Pianura dovuta alla
delusione per la mancata costruzione di un campo da golf a diciotto buche, non
ha avuto difficoltà a passare. In questi casi la credulità non è dovuta a
passiva ingenuità, ma ad un attivo sforzo mentale. Tutte le varie suggestioni
slegate e contraddittorie della comunicazione ufficiale (l'onnipotente boss
Bassolino esautorato da un Commissario Straordinario che non si sa cosa
faccia, la camorra altrettanto onnipotente e onnipresente, la denuncia contro
gli "ecofondamentalismi" e contro gli egoismi locali, ma anche la predica
anticonsumistica), vengono ricomposte attraverso il filo dell'odio razziale
che spiana gli ostacoli e riempie le crepe della cosiddetta informazione.

Negli esperimenti di psicologia sociale di Solomon Asch fu dimostrato come la
pressione dell'opinione pubblica può condizionare e modificare persino la
percezione sensoriale delle singole persone, perciò anche la documentazione
visiva può essere letta all'incontrario. Si è potuto osservare una polizia che
aggrediva senza motivo ed altrettanto senza apparente motivo si ritirava, che
operava con un tattica da guerriglia, il "mordi e fuggi". È chiaro che la
polizia si trovava lì per provocare, per trasformare in rivolta e guerriglia
delle semplici manifestazioni, ma la mente abituata a credere che i quartieri
di Napoli siano in perenne rivolta verso le sedicenti "Forze dell'Ordine", si
è andata a soffermare sulla parolaccia o sulla sassata proveniente dalla
folla. Anche lo strano comportamento della polizia ha trovato però
nell'opinione pubblica il consueto conforto dei luoghi comuni del vittimismo
poliziesco: i poliziotti vengono intimiditi dai camorristi che la fanno da
padroni, non possono difendersi altrimenti i magistrati li incriminano, ecc.,
ecc.

I giornalisti si sono anche precipitati a chiedere l'opinione di Luca di
Montezemolo sull'immondizia, di cui evidentemente è un esperto, ma nessuno dei
tanti inviati speciali che gli organi di informazione di tutto il mondo hanno
spedito a Napoli, si è preoccupato di verificare la storia delle discariche
già colme, oppure di accertare cosa contengano effettivamente tali discariche.
Insomma, si può mettere in dubbio la competenza e persino l'onesta delle
autorità, ma mai la loro sincerità.

Finanche tra coloro che dubitano della versione ufficiale sull'11 settembre o
sull'assassinio di Benazir Bhutto, la rappresentazione dell'emergenza rifiuti
non ha suscitato scetticismo, perché la suggestione-Napoli può veramente
mandare in vacanza ogni senso critico. Anche questo aspetto era stato
sperimentato da un gruppo di psicologi del secondo Policlinico di Napoli, che
una decina di anni fa misero in circolazione la falsa notizia delle magliette
con la cintura di sicurezza dipinta sopra, utili per aggirare l'obbligo delle
cinture. L'informazione ufficiale recepì la falsa notizia senza problemi, e
seppellì rapidamente le successive notizie della smentita e dell'esperimento.
Ancora in questo periodo circola la leggenda che a Napoli i motociclisti non
possano circolare con il casco in molti quartieri perché ciò li renderebbe
sospetti di essere dei killer. Ovviamente nessun giornalista si è mai
preoccupato di verificare questa notizia, che è ritenuta credibile di per sé.

È chiaro che il colonialismo ha le sue tecniche di "psychological war" che si
ripetono a volte in modo puntuale. Quanto sta accadendo oggi ha il suo
precedente nel finto colera dell'agosto e settembre 1973. Anche allora
l'opinione pubblica italiana ed europea fu entusiasta di apprendere che Napoli
era in preda ad un'epidemia, ed anche allora nessun cronista si preoccupò di
verificare i dati.

D'altro canto il razzismo verso i vicini confina con l'autorazzismo, anzi
prepara all'autorazzismo, ed un' Europa disposta a credere al colera
napoletano, fu poi facilmente indotta, di lì a due mesi, a subire l'emergenza
della presunta mancanza di petrolio e delle domeniche senza traffico,
un'emergenza che, ci si disse, fosse stata causata da una guerra in cui
peraltro nessuno dei Paesi coinvolti (Egitto, Israele, Siria) è produttore di
petrolio. Attualmente il petrolio a cento dollari al barile risulta
altrettanto non spiegato ed altrettanto immotivato dell'emergenza napoletana,
ma il consumatore europeo si adatta a pagare a cento una merce che in realtà è
costata venti. La comunicazione ufficiale non ci informa su quello che sta
realmente accadendo, ma in compenso ci può propinare contemporaneamente la
denuncia contro gli ecofondamentalisti che impediscono il nucleare e la
predica contro il consumismo.

Noam Chomsky una volta ha parlato della differenza di atteggiamento che ha
riscontrato tra i Latinoamericani e gli Europei nei confronti dell'aggressione
statunitense, determinati e spesso coraggiosi i primi, rassegnati e timidi i
secondi. Il problema è che i Latinoamericani sanno di essere oggetto di
un'aggressione coloniale, perciò si pongono il problema di contrastarla,
mentre gli Europei ancora rifiutano di prendere in considerazione l'ipotesi,
preferiscono ripiegare sull'autorazzismo. Per il colonialismo non essere
percepito come tale è il massimo risultato che si possa ottenere, poiché ogni
resistenza al colonialismo stesso diviene inconcepibile.

Per coronare il quadro, il governo ha assunto la decisione che meglio esprime
la sua sudditanza colonialistica, quella di inviare a Napoli, come nuovo
Commissario Straordinario, l'uomo delle provocazioni di Stato al G8 di Genova,
De Gennaro. Grazie all'azione ferma e illuminata di questo filoamericano al
cento per cento, i rifiuti tossici prodotti dalle multinazionali statunitensi
potranno essere smaltiti con piena efficienza e discrezione nelle discariche
napoletane.

10 gennaio 2008


Da: "Italiano" <italianovinc -A- alice.it>

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