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(it) Comidad: Il collaborazionismo e' la chiave del colonialismo

Date Thu, 14 Feb 2008 21:44:56 +0100 (CET)



NEWSCOMIDAD ---- Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare
le news precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"Commentario". ********* IL COLLABORAZIONISMO È LA CHIAVE DEL COLONIALISMO
È significativo che sia la Slovenia a presiedere l'unione Europea nel periodo
in cui occorrerà discutere dell'indipendenza del Kosovo, poiché risulta del
tutto logico e coerente che sia la presidenza di uno Stato-fantoccio ad
occuparsi della nascita di un altro Stato-fantoccio.
Per la precisione, la Slovenia possiede almeno una sua base etnica e
linguistica per fare da pezza d'appoggio alla sua cosiddetta indipendenza,
mentre il Kosovo nasce in tutto e per tutto come una creatura artificiale
della NATO. Il Kosovo è infatti un territorio tradizionale della Serbia che nel
1999 è stato strappato dalla NATO ai suoi originari abitanti in nome di una
minoranza di immigrati che peraltro non è mai stata interpellata in quanto
tale, ma solo tramite una rappresentanza composta da criminali comuni, a sua
volta organizzata dalla stessa NATO. Dal punto di vista etnico, l'attuale
Kosovo si configura dunque come un inutile doppione dell'Albania, cosa che
ridicolizza le posizioni di coloro che quindici anni fa parlarono di "risveglio
etnico" a proposito della destabilizzazione della Jugoslavia; una
destabilizzazione operata in realtà dal colonialismo della Germania e poi,
soprattutto, degli Stati Uniti. Il nuovo Kosovo sarà inoltre uno Stato a
maggioranza islamica, il che non preoccupa affatto la NATO , ciò ad ulteriore
dimostrazione della inconsistenza e pretestuosità della propaganda sullo
"scontro di civiltà" e sul "pericolo islamico".

La pletora di staterelli-fantoccio nati dalla ex Jugoslavia - Slovenia,
Croazia, Bosnia, Montenegro, Macedonia, ora il Kosovo - non ha altra risorsa
economica che fare da base d?appoggio per le operazioni illegali delle
multinazionali, di cui la NATO non è solo il braccio armato, ma anche una
attiva e diretta centrale affaristica. Del Kosovo si tende oggi a parlare il
meno possibile, poiché la sua stessa esistenza pone ormai domande e dubbi
imbarazzanti che si preferisce rimuovere.

Il problema è che quella che Bush chiamava con disprezzo la "vecchia Europa",
oggi deve confrontarsi con Stati nuovi membri dell'Unione Europea che non sono
dei semplici subordinati degli Stati Uniti- come del resto è anche la "vecchia
Europa" - ma delle finzioni giuridiche che coprono veri e propri territori
d'oltremare degli USA, come Portorico.

Non si tratta solo dei Paesi della ex Jugoslavia, ma anche di Stati una volta
satelliti della Russia, come l'Ucraina, la Polonia , l'Ungheria, ecc. È
inevitabile che una tale situazione di accerchiamento da parte degli Stati
Uniti abbia anche riflessi interni per Paesi come la Francia , la Germania o
l'Italia, particolarmente per questi ultimi due, che sono quelli che al loro
interno hanno più basi NATO. L'unico Paese che non ha basi americane sul suo
territorio ed anche una sufficiente potenza militare per opporsi, la Francia ,
ha espresso come leadership il personaggio di Sarkozy, che sembra uscito da una
farsa di Georges Feydeau.

Mentre negli Stati Uniti si svolgono le cosiddette elezioni primarie, in
Europa molti commentatori sembrano in attesa di un successore di Bush che possa
mettere da parte gli aspetti più aggressivi ed "unilaterali" della politica di
quest'ultimo. In realtà proprio la vicenda della Jugoslavia dimostra che
l'attuale politica di Bush non è altro che la continuazione di quella di
Clinton, che è stato colui che ha avviato una vera e propria espugnazione
militare del territorio europeo. C'è un'oggettiva continuità fra Clinton e
Bush, che tutte le polemiche sul presunto "unilateralismo" di Bush non riescono
a smentire.

Quella dell'unilateralismo è stata infatti un?apparenza che è rimasta
circoscritta alla questione dell'aggressione all'Iraq, in cui gli USA hanno sì
agito da soli, ma solo dopo che la Francia e la Germania avevano convinto
Saddam Hussein a disarmare con la promessa di una revoca delle sanzioni
economiche. A quel punto Francia e Germania non avevano altra scelta che
dichiararsi ufficialmente in dissenso nei confronti di Bush, per non dichiarare
sfacciatamente di avergli spianato la strada per l?occupazione dell'Iraq.

Quindi il colonialismo statunitense si è sempre avvalso, e continua ad
avvalersi, della attiva collaborazione dei suoi colonizzati, in particolare di
quelli europei.

14 febbraio 2008



COMMENTI FLASH

PETROLIO
Il gigante petrolifero cinese PetroChina è stato quotato in borsa con una
piccola parte del suo capitale (2,5%). Le azioni sono state vendute in pochi
minuti e PetroChina si è affermata come la prima azienda a livello mondiale. La
capitalizzazione è ormai il doppio della ExxonMobil e lascia indietro di molto
General Eletric e Microsoft. L?azienda petrolifera è presente ovunque ci sia
petrolio da acquistare, da Teheran all?Alberta. I commentatori occidentali sono
molto preoccupati: pare che PetroChina sia interessata solo ai barili di
greggio, da pagare magari con armi o con dollari ( La Cina possiede la più
importante riserva di dollari fuori dagli USA con 1400 miliardi); non è affatto
interessata alla difesa dei diritti umani né alle campagne contro la fame né
alle sanzioni contro i dittatori. Il successo di PetroChina sarebbe dovuto
dunque a cinismo e a mancanza di scrupoli. Questa ricorrente accusa di slealtà
nei confronti della concorrenza cinese è commovente. A sollevarci da questa
commozione, contribuisce la notizia che a preparare il successo borsistico dei
cinesi e il conseguente finanziamento dei massacri in Sudan e altrove sia stata
l?UBS di Zurigo, un istituto di credito senz?altro disinteressato.

ESORCISMI
Il ritorno del fervore religioso, dopo qualche decennio di incertezza, è ormai
consolidato. E siccome
questo fervore - o intrattenimento religioso - riguarda anche, se non
soprattutto, il cosiddetto ?Occidente?, diventa sempre più imbarazzante parlare
di fanatismo religioso dei non-occidentali senza svelare secondi fini.
Se nel 1966 il Time lanciava in copertina l?inquietante domanda : ?Dio è
morto??, l?Economist,
nel suo numero del millennio faceva un bel necrologio all?Onnipotente. Ma i
tempi sono cambiati e
l?Economist ci informa che il movimento religioso pentecostale è quello con il
più alto tasso di
crescita: i fedeli sono oggi quasi 400 milioni e i risultati si vedono.
L?autorevole Economist ci informa in dettaglio della percentuale di fedeli
pentecostali testimoni di: guarigioni divine, rivelazioni divine, esorcismi.
Ecco le cifre : Stati Uniti 62 gd, 54 rd, 34 es, - Brasile 77 gd, 64 rd, 80 es,
- Kenya 87 gd, 57 rd, 86 es, - Sudafrica 73 gd, 64 rd, 60 es. Come si vede da
queste cifre, è proprio il tasso di esorcismi in USA a non essere competitivo
con gli altri paesi.

DISOBBE-DIVO
Non c?è solo la musa dei No-global, Naomi Klein, che nella trasmissione del
chierico Fabio Fazio ci spiega pacatamente come convincere i capitalisti a ?non
esagerare?. Non c?è solo Saviano, che per pubblicare un libro contro la camorra
ha scelto la Mondadori , il cui padrone, Silvio Berlusconi, è uno che al
malaffare non glielo manda a dire. Ecco il ruvido e intransigente leader dei
Disobbedienti, Luca Casarini, che pubblicherà un romanzo ?noir? proprio con la
Mondadori , casa editrice del ?nemico di classe?. Se va avanti così, la
Mondadori finirà per soppiantare l?editoria alternativa, a sostenere tutte le
parti in commedia.


Da: "Italiano" <italianovinc -A- alice.it>
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