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(it) [MEDIA] Due articoli dopo il corteo di Bologna

Date Thu, 14 Feb 2008 15:14:00 +0100 (CET)



Di Nicola: "Ok manifestare, ma non fare apologia di reato" *************
Pugno duro contro gli anarchici anche da parte della Procura: "Contrasto
di tutte le forme di violenza e massima apertura alla manifestazione di
opinioni. Ma una cosa e' esprimere un'opinione e una cosa e' fare
apologia di un delitto o esprimere una minaccia collettiva". Il che
significa, tra le righe, che il Questore avra' le punizioni dure che
invoca Bologna, 11 febbraio 2008 - Il Questore Francesco Cirillo chiede
punizioni severe per il corteo anarchico e la Procura di Bologna
risponde che anche questa volta si muovera' secondo le proprie
posizioni, che e' lo stesso procuratore capo Enrico Di Nicola a
ribadire: "Contrasto di tutte le forme di violenza e massima apertura
alla manifestazione di opinioni". Dove pero', e' la postilla di Di
Nicola, "una cosa e' esprimere un'opinione e una cosa e' fare
apologia di un delitto o esprimere una minaccia collettiva". Il che
significa, tra le righe, che il Questore avra' le punizioni dure che
invoca.

"Non sono tenero- assicura infatti il numero uno di piazza Trento
Trieste- l'importante e' che l'autorita' si esprima nel rigore
assoluto dell'applicazione della legge". Sara' lui stesso, annuncia
poi, a esaminare personalmente "tutte le risultanze" che arriveranno
da parte della Digos sulla manifestazione anarchica di sabato pomeriggio.
Ma in Procura, per ora, non e' ancora arrivato nulla.
Informato per il momento solo preliminarmente dal pm di turno (Antonello
Gustapane) e dal numero uno della Digos Vincenzo Ciarambino, il
procuratore capo di Bologna si limita per ora a dire di essere "lieto
che non ci siano stati danni a persone e rilevanti danni alle cose".
Questo, precisa subito, "rispetto a quelli che si potevano anche
prevedere".

Insomma, "dal punto di vista dell'ordine pubblico non ci sono stati
disordini e questo e' un fatto positivo". Cio' non toglie che siano
successe cose che non gli sono piaciute, in particolare l'episodio
delle bandiere della Resistenza di porta Lame a cui gli anarchici hanno
appiccato il fuoco. "E' un fatto che non mi piace- dice a questo
proposito Di Nicola- bruciare le bandiere e' la manifestazione di un
atteggiamento che io considero di violenza verso la Costituzione".

Il rogo delle bandiere, ma anche la rappresaglia nei confronti del
camera-man della Rai, colpito da una pioggia di accendini per indurlo a
smettere di riprendere.
Sono entrambi atteggiamenti, dice ancora il procuratore capo, "che vanno
contro la democrazia e in quanto tali vanno puniti".
Ecco perche' Di Nicola assicura che "la valutazione sara' molto
severa, soprattutto quando si tratta di beni tutelati in via primaria
dalla Costituzione". Lo e' la bandiera, prosegue il numero uno di
piazza Trento Trieste, che "e' citata nell'articolo 12 della
Costituzione e rappresenta l'unita' e il simbolo della Repubblica
italiana, basata sulla Resistenza". Un bene intoccabile, per il
procuratore di Bologna, cosi' come intoccabile- conclude riferendosi
all'episodio del camera-man colpito "mentre faceva il suo dovere di
informare"- deve essere la liberta' di informazione, salvaguardata
dall'articolo 21.

A parte questo primo giudizio sommario, pero', il procuratore Di Nicola
ripete piu' volte di voler "aspettare tutte le informazioni della
Digos" prima di pronunciarsi. "Piu' sono gli elementi di conoscenza,
maggiore e' la possibilita' di valutare", afferma il numero uno di
piazza Trento Trieste. "Ho gia' dato ordine di ricevere tutti gli
elementi di prova acquisiti, le denunce che si sentiranno di fare e le
registrazioni, dove ci sono, dei momenti importanti.
Esaminero' personalmente tutte le risultanze, ma prima attendo il
maggior numero di elementi di valutazione ed e' per questo che non ho
messo fretta alle forze dell'ordine".

http://qn.quotidiano.net/2008/02/11/64248-nicola_manifestare_fare_apologia_reato.shtml

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http://www.emilianet.it/Sezione.jsp?titolo=Bologna.%20Dure%20misure%20nei%20confronti%20del%20corteo%20degli%20anarchici&idSezione=17049&idSezioneRif=2


Dure misure nei confronti del corteo degli anarchici
Il questore annuncia fermi provvedimenti. Cofferati: il Comune si
costituirà parte civile contro i promotori

BOLOGNA (11 feb. 2008) - Provvedimenti 'fermi e duri' contro gli autori
dei danneggiamenti avvenuti durante il corteo degli anarchici di sabato
scorso. A invocarli è il Questore di Bologna, Francesco Cirillo,
precisando che la Digos ha già mandato una prima informativa alla
Procura, e altre seguiranno.

"Le identificazioni sono in corso, anche perché la maggior parte dei
manifestanti era di fuori Bologna - spiega Cirillo - ma di certo le
singole responsabilità saranno attribuite. Ci auguriamo che le misure
siano adatte a quello che hanno fatto, del resto anche in passato le
misure della Procura sono state abbastanza ferme e dure". Il Questore
ha precisato che nel primo resoconto inviato all'Autorità gli
investigatori della Digos hanno ricostruito i fatti, successivamente
verranno approfonditi tutti i singoli episodi e le responsabilità, dai
danneggiamenti di bancomat e telecamere, all'imbrattamento dei muri.
"La Procura deciderà i provvedimenti, ma l'auspicio - ha concluso -
che ogni atto venga punito nella giusta misura".

Il corteo di sabato, organizzato dagli anarchici del coordinamento
'Rompere il silenzio', ha visto sfilare oltre 500 persone dal centro
di Bologna a Piazza dell'Unità, per protestare "contro la repressione
e per chiedere libertà per i 'compagni' in carcere". Tra gli atti
vandalici compiuti lungo il percorso, sono state distrutte le telecamere
di una filiale Unicredit ed é stato gettato letame contro un paio di
agenzie interinali nei pressi di piazza XX Settembre.

Domenica, il coordinatore del Partito Democratico di Bologna Andrea De
Maria ha parlato di "inaccettabile intolleranza di un piccolo gruppo di
estremisti", stigmatizzando in particolare l'atto vandalico compiuto
contro il monumento ai Partigiani in piazza dell'Unità che ricorda la
battaglia della Bolognina.

Il Comune di Bologna si costituirà parte civile contro i promotori della
manifestazione anarchica di sabato scorso. E' l'intenzione del sindaco
Sergio Cofferati il quale ha aggiunto che partirà immediatamente
l'opera di ripulitura "di tutte le scritte lasciate da una brutta
manifestazione, a partire da quelle più oltraggiose". Secondo
Cofferati, che non ha voluto entrare nel merito del corteo ("Ognuno è
libero di dire quello che vuole e di assumersi le proprie
responsabilità"), "é stata una brutta manifestazione perché non
rispettosa della città e dei suoi valori, a cominciare da quelli
fondativi". Dunque, ha continuato il sindaco, "non appena sarà
quantificato il danno, il Comune si costituirà parte civile contro i
promotori".

Da: "FENIX!" <fenix-occupato -A- inventati.org>
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