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(it) Comunicato ZACF: La classe lavoratrice non ha dubbi: fermare l'invio di armi al regime dello Zimbabwe! [en, tr, de, nl]

Date Mon, 21 Apr 2008 13:30:25 +0200 (CEST)



LA CLASSE LAVORATRICE NON HA DUBBI:
FERMARE L'INVIO DI ARMI AL REGIME DELLO ZIMBABWE!
Non possiamo cha salutare con soddisfazione ed appoggiare la decisione del
Sindacato dei Lavoratori dei Trasporti del Sud Africa (SATAWU) di dare
indicazione ai suoi iscritti nei porti di non scaricare né trasportare il
carico di armi arrivato via mare dalla Cina e diretto allo Zimbabwe. Si tratta
di un segnale incoraggiante della solidarietà di classe e
dell'internazionalismo, e speriamo che tali azioni possano veramente impedire
la consegna di queste armi all'esercito dello Zimbabwe.
Nello stesso tempo, se l'iniziativa dei lavoratori dei trasporti dovesse
fallire, se gli alleati del presidente Robert Mugabe dovessero trovare un modo
per aggirare questa resistenza del sindacato, allora tutti coloro che stanno
dalla parte del popolo dello Zimbabwe dovrebbero farsi trovare pronti a
prendere posizione. Se l'iniziativa intrapresa dal sindacato Satawu non fosse
sufficiente ad impedire che le armi giunte dalla Cina attraversino il
territorio del Sud Africa in direzione Zimbabwe, facciamo appello a tutte le
forze progressiste sud africane perché si faccia qualcosa.

Il 29 Marzo 2008, si sono tenute nello Zimbabwe le elezioni parlamentari,
presidenziali e amministrative. Si trattava dell'occasione finale per il
Movimento per il Cambiamento Democratico (MDC, ndt) per mettere fine ai 28
anni di regime del presidente uscente ma ancora ricandidato Robert Mugabe,
dopo una serie di contestazioni che dal 2000 avevano segnato il passo.

I risultati delle elezioni per il parlamento danno all'MDC una maggioranza
risicata, ma i risultati per le elezioni presidenziali non sono stati ancora
resi noti - presumibilmente per permettere al regime di Mugabe di riaffermare
la sua autorità sulle masse popolari che sono state vittime di repressione ed
impoverimento.

Questi fatti sono ben noti alle forze progressiste in tutto il mondo ed a
coloro che lottano per la giustizia e l'uguaglianza economica, sociale e
politica. Ora, nel momento dell'ultimo tradimento messo in atto da Mugabe, si
affaccia una nuova minaccia che è costituita dal carico di armi dalla Cina -
che comprende razzi-bomba, fucili d'assalto AK-47 e mortai - i quali, temiamo
con una certa attendibilità, verranno usati decisamente per sopprimere le
forze democratiche nel paese, e potrebbero provocare direttamente la morte di
migliaia di cittadini dello Zimbabwe.

Siamo pienamente consapevoli dell'eroica resistenza del popolo dello Zimbabwe
alla dominazione razzista del regime di Ian Smith fino alla sua caduta nel
1980. Quella resistenza era pluralista, comprendendo sia i guerriglieri Zanla
che Zipra, ma anche multirazziale - anche se la maggioranza dei "rhodesiani"
bianchi fece la scelta di abbandonare il paese dopo l'indipendenza.

Ma noi siamo ugualmente coscienti della grave offesa recata alla causa
popolare dalla paranoia di Mugabe nel corso qi questi lunghi anni - anche se
questa paranoia si fondava sulle ferite inferte dall'apartheid sulla sua vita
- ed i morti di Matabeleland [1] come le vittime dell'Operazione Murambatsvina
[2] chiedono ancora giustizia sociale.

Ora, sotto gli occhi di tutto il mondo - e con la Comunità per lo Sviluppo
dell'Africa Meridionale incapace di prendere come al solito posizione a causa
dei suoi "vincoli" - Mugabe ha la possibilità non solo di fermare il cammino
dell'opposizione, ma anche di tutto il popolo dello Zimbabwe.

Sono stati espulsi i giornalisti e fatti partire gli osservatori sulle
elezioni, così da non far vedere né denunciare il sangue che scorre nelle
strade: emergono solo ora scarni racconti di tortura, di morte, di profughi,
di esodi e di percosse.

Ed ora abbiamo fermato una flagrante spedizione di armi della Cina verso
questo regime, un regime che è al suo declino definitivo, col più alto tasso
di inflazione al mondo e con una elite che sta già mostrando i più grotteschi
segni del suo declino sociale.

Ci appelliamo a tutti i gruppi progressisti, alle organizzazioni ed agli
individui perché intervengano direttamente in forma pacifica e se necessario
con la forza, per impedire la consegna del carico di armi cinesi ad una delle
peggiori e più odiate dittature del mondo. Questo appello è diretto a tutto
l'insieme delle forze progressiste nel mondo affinché facciano quello che
possono per far conoscere all'opinione pubblica quanto sta accadendo e per
poter impedire un possibile massacro.

Si potrebbe:

* Manifestare e fare pressioni sulle autorità portuali del Sud Africa perché
non permettano che il carico prenda terra.
* Manifestare sotto le ambasciate del Sud Africa, della Cina e dello Zimbabwe
e sotto le loro missioni diplomatiche con picchetti, azioni dirette non
violente di protesta - contro i rappresentanti di questi governi - e non
contro la gente comune che vive in questi Stati. (Non va consentita nessuna
azione contro persone cinesi, sud-africane o dello Zimbabwe sulla base della
loro nazionalità e/o della loro origine etnica).
* Fare controinformazione sui luoghi, percorsi e modalità di trasporto delle
armi.
* Bloccare il percorso delle armi in modo non violento al fine di impedire che
le armi giungano a destinazione.
* Bloccare il confine tra il Sud Africa e lo Zimbabwe nei punti dove dovrebbe
passare il carico.
* Sostenere ed appoggiare i lavoratori dei trasporti nel loro rifiuto di
scaricare e trasportare le armi.
* Difendere i lavoratori dei trasporti e chiunque altro con loro dalla
repressione che possa derivare dalla loro scelta di fermare la consegna delle
armi a destinazione.
* Collegare questa lotta direttamente alla opposizione globale contro la
campagna di repressione messa in atto dalla Cina ai danni del popolo del Tibet
e per trasformare le Olimpiadi del 2008 in una replica di quelle nella
Germania nazista del 1936 - in cui l'evento sportivo venne usato a fini
nazionalistici per coprire la pesante violazione dei diritti umani.

Quello che sappiamo è che:

* il bastimento cinese An Yue Jiang - di proprietà della compagnia navale
parastatale China Ocean Shipping (Group) Company (COSCO) - con un carico di
armamenti destinati allo Zimbabwe è ancorato nel porto di Durban.
* Il bastimento trasporta almeno 3 milioni di munizioni per armi leggere e per
gli AK-47, circa 3.500 mortai e relative basi di lancio, come pure 1.500
razzi per bombe a lunga gittata, per un valore complessivo di 9,88 milioni di
rand (Euro 800.000).
* I documenti di carico portano la data di 3 giorni successiva alle elezioni
nello Zimbabwe.
* La SATAWU si è rifiutata di far scaricare o trasportare il carico di armi,
sebbene questo non impedisca che altri possano farlo.
* Circa 10 soldati cinesi armati di pistola sono stati visti insieme ad
ufficiali dell'esercito dello Zimbabwe ad Harare.

LA NAVE DEVE ESSERE FERMATA DALL'AZIONE DIRETTA POPOLARE!

MUGABE PRIMA O POI CADRA'! MA NOI, POPOLO AFRICANO, NON DOBBIAMO DARGLI TREGUA!


Zabalaza Anarchist Communist Front
http://www.zabalaza.net

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali


Note:

[1] Ci si riferisce al massacro di Matabeleland, tra il 1982-1983, che fu il
tentativo da parte dello ZANU-PF di pulizia etnica ai danni della popolazione
di Ndebele che viveva nella regione del Matabeleland. Si stima che circa
20.000 persone rimasero uccise.

[2] Nota come Operazione Rimozione Spazzatura, l'Operazione Murambastvina fu
una campagna governativa su vasta scala per ripulire con la forza le aree
urbane più depresse, costringendo all'esodo circa 2.4 milioni di persone. Vedi
http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Murambatsvina



Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca -A- fdca.it>

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