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(it) Volantino FAS-FdCA per la giornata di lotta contro la violenza sulle donne: "Come tu mi vuoi?"

Date Mon, 26 Nov 2007 13:37:54 +0100 (CET)


C'è una guerra quotidiana che si consuma, da sempre, in tutto il mondo. È la
guerra scatenata contro le donne di ogni età e di ogni latitudine, una guerra
fatta di soprusi, di violenze fisiche e psicologiche, di ingiustizia ed
esclusione.
In questi giorni isterici in cui il sistema politico e i poteri forti cercano
di terrorizzare la società puntando il dito sugli immigrati accusandoli di
essere la causa di tutti i problemi del paese, noi anarchici vogliamo invitare
a un'ulteriore riflessione, prendendo spunto da alcuni dati.
Da una ricerca Eures emerge che un omicidio su quattro avviene tra le mura
domestiche: il 70% delle vittime sono donne e in otto casi su dieci l'autore è
un uomo.

L'Istat, in una recente indagine, rileva che quasi 7 milioni di donne tra i 16
e i 60 anni sono state oggetto di violenza fisica o sessuale nella loro vita,
mentre altri 7 milioni hanno subito una violenza psicologica: nella maggior
parte dei casi l'autore è il partner o l'ex, come nel 69,7% degli stupri.

Il 95% delle violenze non viene denunciato. Negli ultimi sei mesi sono state
uccise 57 donne.

Il posto più pericoloso per una donna è la propria casa, e i soggetti più
pericolosi per la sua incolumità sono quelli con cui vive giorno per giorno:
padri, mariti, amanti, fratelli.

Ciò significa che non è cambiato molto nelle relazioni tra i sessi, e che la
donna continua a essere considerata uno strumento per la soddisfazione delle
esigenze di dominio da parte dei maschi. Questa logica maschilista, figlia di
un patriarcato che è ancora duro a morire, è all'origine della grave
subalternità in cui le donne sono costrette a vivere in tutti i settori della
vita pubblica e privata. Nella società dominata dagli uomini, il corpo delle
donne viene costantemente mercificato e sfruttato e l'unico modello di donna
che si vuole imporre attraverso i mezzi di comunicazione è quello della
svampita tutta curve e niente cervello. In questo occidente "democratico" e
"progressista" il dominio maschilista sul corpo delle donne si misura anche
nella pretesa da parte delle gerarchie ecclesiastiche di controllare
l'autodeterminazione di ogni donna attaccando il diritto alla maternità e a una
sessualità matura e consapevole. Così come la tradizione e il fondamentalismo
mussulmano costringono le donne alla mortificazione della loro identità e del
loro corpo, allo stesso modo la tradizione e la Chiesa cattolica vorrebbero che
le donne fossero delle macchine da procreazione senza libertà e senza diritti.

Nei luoghi di lavoro, la disparità tra donne e uomini è del tutto evidente, sia
nelle differenze di retribuzione, sia nella disuguaglianza per l'accesso alle
risorse. In questo senso, la differenza di genere si affianca a una differenza
di classe che ci dà la misura di quanto grave sia la condizione delle donne
nella vita economica e sociale.

Una società in cui la donna viene trattata e usata come un oggetto è una
società profondamente ingiusta e schiava dei suoi pregiudizi.

La strada per l'emancipazione delle donne è ancora lunga, ma proprio le donne
hanno dimostrato di poter conquistare diritti e libertà attraverso la lotta e
l'azione diretta contro il dominio patriarcale.

La battaglia contro la violenza sulle donne e, più in generale, per un
miglioramento della condizione femminile non può essere lasciata allo sforzo
delle sole donne.

È necessario che tutti, al di là di ogni differenza di genere, si impegnino in
un fronte comune per distruggere l'autoritarismo, l'intrinseca violenza della
cultura patriarcale e le differenze di classe.

Perché nessuna società potrà dirsi davvero liberata fino a quando ogni donna e
ogni uomo non saranno pienamente in grado di vivere il proprio destino senza
paura e senza ricatti.


Nucleo "Giustizia e Libertà" della Federazione Anarchica Siciliana
Federazione dei Comunisti Anarchici - Sezione "Delo Truda" Palermo



Da: FdCA - Sez. "Delo Truda" Palermo <fdcapalermo -A- fdca.it>

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