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(it) "Kronstadt", novembre 2007: Crisi politica e crisi sociale - una svolta autoritaria dietro l'angolo?

Date Tue, 20 Nov 2007 16:46:01 +0100 (CET)


Fascisti neri e fascisti rossi, camaleonti democristiani e oscurantisti con le
tonache nere, grilli parlanti e giustizialisti demagoghi; questi sono i loschi
figuri che governano il nostro paese e che tramano litigiosi (ma sempre
d'accordo su quali sono gli interessi da tutelare e quali sono i diritti da
negare con le leggi ed i giudici, con i poliziotti e i manganelli) nelle oscure
stanze del potere. Senza dubbio la situazione non è tanto allegra neanche fuori
dai Palazzi della politica. Il martellamento continuo e quotidiano da parte
delle televisioni, delle radio e dei quotidiani ha insinuato subdolamente nelle
viscere della società italiana (ma anche delle altre società occidentali) e
nelle psicologie e nei modi di pensare e di agire degli individui i veleni del
razzismo e l'oppio della sottomissione. La dittatura della disinformazione e
dell'informazione guidata ha lavorato in profondità! E quale veicolo
formidabile di intossicazione delle coscienze degli individui che compongono le
classi subalterne si sta dimostrando il governo di centro sinistra il cui
personale politico si può avvalere dell'eredità democristiana e stalinista
accumulata in più di sessanta anni di potere.

E' passato più di un anno dalla formazione del governo Prodi (la cui vittoria
elettorale, non dimentichiamocelo, era stata auspicata esplicitamente dai capi
della Confindustria) e gli effetti normalizzatori sono abbastanza evidenti
(nonostante la litigiosità continua delle varie componenti). Berlusconi e soci
continuano ad essere agitati come il pericolo nero che insidia l'Italia
democratica, mentre i "manovratori" di sinistra si possono permettere le
peggiori d infamie continuando il lavoro sporco iniziato dai loro predecessori.

Premesso che nessun punto "di sinistra" è stato messo in pratica dall'attuale
governo, penso che possa essere utile rinfrescare la memoria sulle malefatte di
questi ultimi mesi.

Precariato. La famigerata "Legge 30", peraltro condannata anche dall'ONU,
continua ad essere in vigore nonostante gli strilli della cosiddetta sinistra
radicale, e milioni di lavoratori e lavoratrici proseguono nella loro esistenza
precaria e sottoposta agli arbitrii dai datori di lavoro (leggi padroni).

Protocollo Welfare. L'accordo del 23 luglio sottoscritto da governo e bonzi
sindacali, ratificato da un referendum truffa (in quanto promosso dagli stessi
che ne hanno "garantito" la presunta regolarità), rappresenta un altro tassello
dell'attacco alle condizioni di vita di milioni di persone.

Guerre e annessi. I militari con il tricolore continuano ad uccidere (vedi la
partecipazione da protagonista dell'Italia alla guerra in Afghanistan), mentre
le basi militari vengono ampliate senza alcun interesse delle proteste di
intere città (vedi Vicenza), così come vengono aumentate le spese militari
iniziando altre produzioni belliche (vedi la costruzione della nuova fabbrica
dei cacciabombardieri americani F35).

Repressione. I sindaci-sceriffi-rossi hanno fatto sentire la loro grossa voce:
bisogna rendere sicure le città ripulendoli dai grandi criminali, cioè i
lavavetri, parcheggiatori abusivi, giovani graffitari, rom e immigrati. E
quest'offensiva razzista con il sostegno attivo di buona parte dei cittadini.
Gli immigrati continuano ad essere rinchiusi nei campi-lager, mentre le carceri
si ripopolano, dopo l'indulto, grazie all'applicazione della Legge
Fini-Giovanardi che punisce chi si fa una canna come colui che ha ucciso una
persona (da sei a venti anni di galera). In compenso i nazisti possono agire
indisturbati (se non protetti dalle forze dell'ordine come nell'agguato di
Villa Ada di questa estate dove sono stati arrestati alcuni compagni mentre gli
aggressori nazisti sono rimasti sconosciuiti) nelle loro spedizioni assassine
contro centri sociali.

Ma il problema non è solo ciò che fa il governo, ma il consenso o il mancato
dissenso di coloro che dovrebbero scendere in piazza, lottare ogni giorno
contro la repressione e l'oppressione e gli attacchi quotidiani alle libertà ed
ai diritti minimi di esistenza delle persone. Al contrario sembra che anche in
parte delle classi subalterne si faccia strada (grazie ad una continua e
martellante campagna con la quale i mass media instillano un senso di paura
nelle persone) un desiderio di governi forti e richieste di ordine e di
punizioni esemplari e generalizzate, di personaggi che siano in grado di
disporre delle leve del potere affinché venga garantita la sicurezza dei bravi
cittadini, in sostanza. E' vero, d'altra parte, che esistono contro tendenze,
mobilitazioni e lotte autorganizzate (come il movimento NO TAV e NO Dal Molin),
ma, mi sembra, queste sono troppo localizzate oppure sporadiche.

Dal nostro punto di visto, quello anarchico, sarebbe necessaria una reazione
più forte e maggiormente coordinata, cercando di essere presenti, secondo le
nostre forze, nelle mobilitazioni e nelle lotte, impegnandoci a diffondere una
cultura dell'autorganizzazione senza deleghe ed all'azione diretta, denunciando
i crimini del sistema, dei suoi governi e dei suoi lacché di sinistra, ma anche
riprogettando i nostri interventi, mettendo veramente al lavoro il nostro
patrimonio ideale e storico, in primo luogo facendolo conoscere.

Alberto


Da "Kronstadt", novembre 2007 - foglio anarchico e libertario del gruppo
Kronstadt di Volterra/Siena

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