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(it) 2° Attivo Nazionale sull'intervento dei comunisti anarch ici nel territorio - comunicato finale

Date Mon, 19 Nov 2007 16:19:18 +0100 (CET)


Federazione dei Comunisti Anarchici
2° Attivo Nazionale sull'intervento dei comunisti anarchici nel territorio
Roma, 18 novembre 2007
presso Laboratorio Sociale La Talpa - Quarticciolo
(Vi partecipano compagn* provenienti da Abruzzo, Lazio, Lombardia, Marche,
Toscana e Sicilia)
* * * * *
Lo sfruttamento capitalistico del territorio si dispiega implacabilmente ed
indifferentemente nelle metropoli, come nei piccoli centri; lungo le reti
neuronali della valorizzazione speculativa delle risorse ambientali ed
infrastrutturali come nelle aree interne.

L'emergenza abitativa, il degrado ambientale, lo scasso del territorio operato
dalle privatizzazioni, dalle cartolarizzazioni, dal militarismo, dal saccheggio
del suolo e delle risorse pubbliche, stanno modificando profondamente il
rapporto tra tempi di vita ed uso del territorio, tra autonomia salariale dei
lavoratori/trici, cittadini/e ed abitanti, e possibilità di accedere ai beni
collettivi, ai servizi, sempre più privatizzati, monetizzati e sottratti al
controllo sociale collettivo.

Quanto più arretra la capacità di acquisto dei salari con il conseguente
aumento dell'indebitamento a scapito dell'autonomia di reddito dei
lavoratori/trici e delle loro famiglie, tanto più diventano inaccessibili - se
non a costo di sacrifici, rinunce e ricatti finanziari- diritti, servizi, beni
e progetti di una vita migliore.

Questo attacco alle condizioni di vita, questo impoverimento collettivo non
potrebbe essere portato a buon fine senza un quadro di impoverimento culturale
e politico volto ad assicurare la disgregazione degli interessi collettivi, la
polverizzazione della partecipazione e l'esaltazione dell'individualismo a
scapito della solidarietà.

Ecco quindi martellanti operazioni di propaganda securitarie e razziste, il
tentativo di scaricare il disagio sociale su parti di popolazione, gli
immigrati in particolare, nel tentativo di innescare la solita guerra tra
poveri.

Questa offensiva del capitalismo è facilitata dall'impreparazione e
dall'opportunismo della sinistra istituzionale in buona parte dilaniata tra
crisi di identità e scelte di gestione filogovernative, e solo parzialmente
contrastata da movimenti che partendo da problematiche locali riescono ad
aggregare significative alleanze, acquistando a volte valenza nazionale.

Ma l'opposizione sociale mostra nonostante tutto una sorprendente capacità di
azione, nelle metropoli dove è più evidente il disagio così come nelle aree del
paese dove l'immiserimento è ancora nascosto dalle pieghe del decoro, a partire
dai bisogni materiali e dalla rivendicazione di diritti, come quello alla casa,
alla salute e ai servizi essenziali per tutti/e, migranti compresi/e, anche
partendo da una vertenzialità a volte estenuante per il soddisfacimento dei
bisogni minimi con un paziente lavoro che mira alla ricomposizione di diritti
individuali in diritti collettivi e che superi logiche clientelari e
assistenzialistiche.

La difesa del territorio e delle risorse naturali dalla gestione dissennata del
capitalismo, pur rischiando la mera difesa dell'esistente, dimostra una ripresa
di attenzione e di cura dei beni pubblici, e una sempre minore acquiescenza
verso uno "sviluppo" imposto che non garantisce la salute di tutti di fronte
alla ricerca del profitto di pochi.

A tutto questo si affianca l'intervento di tipo culturale e politico capace di
contrastare l'avanzata strisciante della destra, con i suoi contenuti di
violenza razzista, sessista, identitaria che rischiano di fare sempre più
breccia nel senso comune ed alzano steccati fra lavoratori/trici di diversa
provenienza geografica. L'antifascismo perde così il carattere rituale in cui
lo aveva confinato la memorialistica di Stato per riacquistare l'urgenza
politica della lotta contro la sopraffazione e l'autoritarismo, lotta in cui
per vincere occorre saper costruire il fronte più ampio e unitario. Ugualmente
prioritaria la difesa della laicità e il superamento delle identità religiose,
culturali e nazionali e la creazione di spazi di libertà e di elaborazione
collettiva per ricostruire un tessuto sociale di libertà, solidarietà e di
mutuo appoggio.
Si tratta solo apparentemente di diversi ambiti di lavoro, in realtà facce
della stessa battaglia, volta a riacquistare autonomia di classe e
progettualità libertaria, unica alternativa alla barbarie fratricida in cui il
capitalismo cerca di trascinarci usando le armi della divisione anche etnica,
della repressione, del bombardamento massmediatico.

In questo contesto l'intervento dei/delle militanti della FdCA, così come
dei/delle attivisti/e anarchichi/e e libertari/ie, si caratterizza pertanto

* per il contributo di merito nella riflessione volta ad identificare e
amplificare le caratteristiche anticapitalistiche e di classe spesso solo
implicite in molte delle lotte sul territorio, a svelare la natura classista
delle politiche di sfruttamento e gestione del territorio da parte dei poteri
forti di ogni colore, a costruire una diversa gestione del territorio basata
sull'individuazione dei bisogni reali e non indotti e su una partecipazione
diretta alle scelte di pianificazione;

* per il contributo di metodo nel garantire orizzontalità e una corretta prassi
libertaria, nello contrastare logiche lobbistiche e di delega che finiscono per
creare nuove leadership e un solo momentaneo ricambio di ceto politico che
spesso cerca di usare le mobilitazioni nel territorio come palestra a fini di
carriera;

* per la spinta verso la federabilità delle lotte, delle strutture
auto-organizzate, dei movimenti e per la ricerca di alleanze che permettano il
massimo di iniziativa dal basso e lo sviluppo di rapporti di forza favorevoli
alla base.

Per l'alternativa libertaria,

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI

(la FdCA ringrazia le compagne ed i compagni del Laboratorio Sociale La Talpa
di Roma per l'ospitalità ed il pregnante contributo al dibattito)

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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