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(it) Comunicato CdC-FAI: Padroni di niente, servi di nessuno, all'arrembaggio del futuro

Date Mon, 12 Nov 2007 15:46:11 +0100 (CET)


PADRONI DI NIENTE, SERVI DI NESSUNO
ALL'ARREMBAGGIO DEL FUTURO
Le richieste di condanna da parte dei pubblici ministeri al processo in corso
a Genova contro venticinque persone accusate di "devastazione e saccheggio" si
inseriscono a pieno titolo nella strategia complessiva di attacco frontale
all'opposizione sociale di questo paese per reprimere i movimenti e le realtà
che lottano per una società diversa e non omologata ai dettami del potere.
I fatti di Genova 2001, che resteranno per sempre tra le pagine più buie della
storia criminale e repressiva dello stato italiano, sono stati volutamente
piegati, da chi detiene il potere, alle esigenze di riscrizione degli eventi
per criminalizzare e screditare il movimento antiglobalizzazione che in quei
giorni convulsi si era mobilitato massicciamente per denunciare le politiche
predatorie e devastatrici dei G8, ovvero quei governi che si spartiscono le
risorse del pianeta affamando e derubando miliardi di persone nel mondo. La
devastazione e il saccheggio di Genova furono scientificamente voluti e
attuati da tutte le forze di polizia che operarono nel capoluogo ligure in
quelle giornate di luglio e che si impegnarono nelle seguenti attività:
pestaggi brutali, teste spaccate, prove contraffatte e manipolate,
allestimento di armature non convenzionali, colpi di arma da fuoco ad altezza
d'uomo, spari di lacrimogeni ad altezza d'uomo, cacce all'uomo, il blitz
notturno della Diaz per massacrare la gente nel sonno, le torture della
caserma di Bolzaneto, minacce, intimidazioni sessuali, inni fascisti, marce
militari che precedevano le cariche, l'assassinio di Carlo Giuliani.

Questa fu la devastazione che Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e
Polizia penitenziaria si premurarono di mettere in pratica per schiacciare il
movimento contro la globalizzazione a Genova.

Da Genova in poi ogni manifestazione del dissenso è diventata sempre più
difficile perché la criminalizzazione dell'opposizione sociale è diventata una
costante anche e soprattutto nel contesto di guerra globale che, dal 11
settembre in poi, consente a chi governa di accusare di terrorismo chiunque
osi alzare la testa di fronte alle ingiustizie e ai soprusi del potere. In
questo senso, i processi che vedono a Milano e Torino antifascisti alla sbarra
accusati di "devastazione e saccheggio" per aver manifestato contro la
violenza squadrista confermano il clima di costante imtimidazione che gli
apparati dello stato scatenano per delegittimare l'espressione del dissenso e
la difesa dell'agibilità antifascista nel paese.

Nonostante tutto questo, negli ultimi anni si sono sviluppate in tutto il
paese nuove forme di lotta e una diffusa volontà di riconquistare spazi di
libertà per esprimere opposizione e irriducibilità ai progetti devastatori dei
poteri forti: contro le grandi e inutili opere, contro l'inquinamento
scriteriato, contro le politiche securitarie, razziste e militariste, contro i
rigurgiti del fascismo e dello squadrismo.

Oggi, noi rivendichiamo con forza i contenuti e il percorso di lotta e
mobilitazione che condusse alla costruzione del cartello "Anarchici contro il
G8" dietro il quale migliaia di anarchiche e anarchici manifestarono insieme
ai migranti, ai sindacati di base e alle donne e agli uomini che in quel
luglio 2001 scesero in piazza per dire NO al summit dei potenti della Terra.

È per questo che è importante tornare nelle strade e nelle piazze di Genova:
per esprimere solidarietà alle vittime della repressione e per dichiarare
apertamente che la repressione dello Stato non potrà mai arrestare la volontà
di liberare il mondo dall'oppressione del capitalismo e di tutte le gerarchie.


Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI
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www.federazioneanarchica.org


Da: "Commissione di Corrispondenza" <cdc@federazioneanarchica.org>

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