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(it) Comidad: Capitalismo idealizzato e razzismo

Date Thu, 17 May 2007 14:53:41 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"Commentario".
* * * * * * * * * *
CAPITALISMO IDEALIZZATO E RAZZISMO
Proprio in questi giorni a Scampia, a ridosso delle ormai leggendarie
"vele", si sono effettuate le riprese del film "Gomorra", tratto
dall'omonimo libro di Roberto Saviano. Il set è stato reso più realistico
dalla fortunata "coincidenza" della presenza di cumuli di immondizia
abbandonata, effetto dell'ennesima emergenza rifiuti a Napoli.

Forte di questa emergenza rifiuti, il Governo sta forzando per trasformare
in discarica un'area a ridosso del parco naturale del Cilento, in
provincia di Salerno. È chiaro che le discariche legali rappresentano
spesso soltanto il cuneo ed il battistrada per le discariche abusive, e
non c'è bisogno di essere dei profeti per prevedere che le centinaia di
poliziotti accorsi per "convincere" con la violenza i cittadini di Serre a
subire la discarica governativa, spariranno quando si tratterà di impedire
le discariche "gestite dalla camorra".

In questo contesto la funzione di libri e film come "Gomorra", è quella di
rappresentare come un'anomalia razziale ciò che invece costituisce la
normalità del capitalismo. All'opinione pubblica viene offerta la
rassicurante immagine di una città in condizione limite, in preda
all'affarismo emergenziale ed all'economia illegale, determinando la
suggestione per cui queste cose "altrove" non potrebbero accadere.

Il "vero" capitalismo, il capitalismo ideale, è sempre "altrove". Quando
si è scoperto che Tronchetti Provera, l'uomo nuovo dell'imprenditoria
italiana, era soltanto un saccheggiatore del patrimonio immobiliare della
Telecom, ci si è affrettati a commentare che in America queste cose non
sarebbero potute accadere. Anche commentatori in buona fede non hanno
esitato a sottoscrivere questa dichiarazione autorazzistica, mentre in
realtà il saccheggio dei patrimoni immobiliari costituisce il movente di
quasi tutte le fusioni aziendali in tutto il mondo.

Quando ci sono delle fusioni, il rituale dei licenziamenti diventa un modo
per attuare un crudele diversivo, un rito sacrificale al mito del
capitalismo ed al feticcio del "risanamento aziendale". La gratuita
crudeltà, invece di insospettire, rende tutto più verosimile e credibile,
così nessuno fa caso al fatto che patrimoni immobiliari acquisiti in anni,
o in secoli, cambino proprietario per cifre assolutamente incongrue
rispetto al valore reale.

Certo, da anni ormai la FIAT e la Pirelli sono soprattutto delle
immobiliari, ma anche la General Motors lo è. Tutti i cartelli bancari che
sono stati creati in Italia negli ultimi anni avevano lo scopo di mettere
le mani sugli enormi patrimoni immobiliari di banche storiche come la
Commerciale o il Banco di Napoli; ma è ciò che avviene praticamente anche
in tutto il resto del mondo.

Il capitalismo reale è inseparabile e indistinguibile dalle pratiche del
saccheggio, del ricatto e dell'estorsione. Il capitalismo funziona sempre
a due livelli complementari, quello della legalità e quello
dell'illegalità; del resto se non esistesse la legalità, non si potrebbero
creare nemmeno le mille occasioni affaristiche dell'illegalità.

Ormai è documentato da atti processuali che in California la Enron
provocava dei black-out a scopo di ricatto emergenziale per ottenere
privilegi e facilitazioni. I fenomeni dell'affarismo emergenziale vanno
quindi esaminati in parallelo, osservando comparativamente ciò che avviene
dappertutto. Quando invece si esamina un'area sociale e geografica
isolandola dal contesto, la si può anche far passare come una forma di
devianza antropologica, cioè di inferiorità razziale.

Nel saggio "Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte", Marx descrisse il
capitalismo in Francia come un fenomeno di criminalità comune. Questa
visione realistica e critica del capitalismo gli fu possibile perché
riteneva la Francia un Paese inferiore. Quando invece trattava
dell'Inghilterra, allora gli stessi fenomeni di affarismo criminale,
Marx o non li vedeva, oppure li citava fugacemente come eccezioni. Quindi,
la idealizzazione del capitalismo ed il mito del capitalismo non
potrebbero mai reggersi senza il filtro del pregiudizio razzistico.



17 maggio 2007



Da: "Vincenzo Italiano" <italianovinc -A- alice.it>

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