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(it) Comidad: Colonialisti per caso

Date Thu, 10 May 2007 11:41:36 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"Commentario".
* * * * * * * * * *
COLONIALISTI PER CASO
Il Presidente della Repubblica Francese neoeletto ha entusiasmato i suoi
sostenitori richiamando il ruolo storico della Francia nella difesa dei
Diritti dell'Uomo. In particolare Sarkozy ha promesso un impegno per la
difesa delle donne oppresse nel mondo. In ciò potrebbe sembrare che il
nuovo Presidente francese si stia accodando alla propaganda americana, in
realtà sta rivendicando una sorta di diritto d'autore.

Anche se i vari colonialismi sono in competizione tra loro, il
colonialismo dal punto di vista ideologico costituisce storicamente un
fenomeno unico.

La propaganda colonialistica francese ha sempre svolto un ruolo di
sostegno al colonialismo "occidentale" in genere, spesso dando una mano
preziosa al colonialismo degli altri. Mentre lo scrittore inglese Rudyard
Kipling si faceva ridere dietro già ai suoi tempi con la storiella del
"fardello dell'uomo bianco", era invece un autore francese con la fama di
progressista, Jules Verne, ad offrire al mondo una immagine gradevole ed
accettabile del colonialismo britannico.

Nel romanzo "Il giro del mondo in ottanta giorni", Verne manda il suo
protagonista, il gentiluomo inglese Phileas Fogg, a salvare una vedova
indiana destinata al rogo. Fogg si trova lì per puro caso, per una
scommessa con degli amici, non ha manifestato alcuna intenzione di fare il
colonialista, sono state le circostanze ed il suo senso di umanità ad
obbligarlo.

Come ai tempi di Verne, il vero colonialismo si fa per caso, ed anche la
missione civilizzatrice che il colonialismo svolge, non la assume per
arroganza, ma a causa di eventi che gliene danno l'investitura. In questi
ultimi anni la propaganda colonialistica americana ha preteso di fare a
meno dell'apporto del talento propagandistico del colonialismo francese,
con il risultato che l'immagine degli Stati Uniti è giunta al livello più
basso della sua storia.

Bush ha dimenticato che l'America Terra della Libertà non è altro che una
invenzione della propaganda francese. Persino la statua della Libertà che
domina il porto di New York fu un regalo della Francia rivoluzionaria ai
neonati Stati Uniti.

Durante la Prima Guerra Mondiale, fu inoltre la propaganda francese a
convincere il mondo che gli Stati Uniti intervenivano nella guerra per
puro idealismo. Ma la dipendenza del mito americano dalla propaganda
francese costituisce un dato anche recente. Negli anni '80 il Presidente
americano Ronald Reagan poté presentare l'Unione Sovietica come l'Impero
del Male soltanto grazie al terreno che gli era stato preparato dai
cosiddetti Nuovi Filosofi francesi, che avevano trasformato
l'anticomunismo in un dato culturale non solo accettabile, ma persino alla
moda.

In quegli anni i propagandisti del KGB si affannavano a spiegare che i
soldati sovietici si trovavano in Afghanistan per salvare le donne afgane
dal burka, ma ciò non commosse nessuno proprio a causa del filtro che fu
opposto dalla propaganda anticomunista francese. Le prime clamorose
conversioni di comunisti di prestigio all'anticomunismo avvennero in
Francia, come, ad esempio, l'attore e cantante Yves Montand.

Del resto un personaggio impresentabile come Reagan fu digerito in Europa,
e persino considerato un grande Presidente, proprio in conseguenza della
mediazione operata da molti intellettuali francesi.

Quindi, se le parole dell'attuale Presidente francese sono davvero
programmatiche e non di semplice circostanza, allora dobbiamo aspettarci
di qui a poco un rilancio dell'immagine americana, ed un nuovo
filo-americanismo che sostituisca quello attuale che è tanto screditato.


10 maggio 2007


Da: "Vincenzo Italiano" <italianovinc -A- alice.it>

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