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(it) Comidad: L'emergenza affaristica

Date Thu, 3 May 2007 10:51:09 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news precedenti,
può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce "Commentario".
* * * * * * * * * *
L'EMERGENZA AFFARISTICA
Tutto può essere trasformato in emergenza, soprattutto ciò che è normale e
prevedibile. È ciò che sta accadendo ora con l'allarme per le secche del Po, che
sarebbero il segnale di una siccità catastrofica che incomberebbe sul Nord Italia,
una siccità che costituirebbe solo un aspetto della planetaria emergenza idrica.
Lo sbocco pratico di tutta questa emergenza già è noto: la trasformazione
dell'acqua in merce dal prezzo crescente, la cui gestione va affidata ad imprese
private o, meglio ancora, multinazionali. Le cicliche secche del Po vengono così
strumentalizzate in questa prospettiva affaristica.

Nonostante l'esistenza di un fiume così lungo, l'Italia non ha mai avuto una vera
marina fluviale, e ciò perché la lunghezza del Po è puramente illusoria, data la
presenza di secche che impediscono una navigazione regolare. Come era spiegato una
volta sui libri di scuola elementare, pare che sia proprio questa alternanza tra
secche e inondazioni che ha consentito ai detriti alpini trasportati dal Po di
formare nel corso di milioni di anni la Pianura Padana, laddove prima era una
golfo. Ma questa funzione geologica ha anche impedito storicamente al Po di essere
utilizzato come via di comunicazione.

Il progetto di rendere il Po navigabile è stato però affacciato negli ultimi
secoli e, particolarmente, dall'unità d'Italia in poi. Un Po navigabile
consentirebbe di collegarlo all'Adriatico, quindi di spostare la gran parte del
traffico merci dalle strade al mare, e sarebbe anche l'occasione per un riassetto
idrogeologico su grande scala. Sarebbe un'idea molto ecologica, il progetto per
una comunità ed una generazione che affrontino il rapporto con il territorio in
termini prospettici, ma appunto per questo un progetto poco interessante per
l'affarismo.

Spesso gli ambientalisti cadono nella trappola della propaganda emergenziale,
perché vi vedono comunque un modo per educare l'opinione pubblica ad avere una
sensibilità ambientale. In realtà l'ecologismo emergenziale è il contrario
dell'ecologia, cioè del rapporto con le specificità dei vari ecosistemi. Ogni
ambientalista dovrebbe essere diffidente verso i ricatti emergenziali e le annesse
suggestioni religiose (ad esempio il mito di "Gaia"), che fanno perdere il senso
delle distinzioni e delle specificità dei problemi ecologici. Questa diffidenza è
necessaria perché la propaganda affaristica può utilizzare la stessa astrattezza
comunicativa per imporre una volta il ricatto della emergenza ecologica, così come
un'altra volta il ricatto dell'emergenza progresso.

Chi, ad esempio, si oppone alla TAV viene additato come nemico della
modernizzazione, gli viene rinfacciata la diffusione dei treni ad alta velocità
in altri Paesi come la Francia, e così via. In questa propaganda astratta, è
ancora una volta la specificità dell'ecosistema italiano che viene messa da parte.

Che senso potrebbe mai avere l'affrontare i costi per un'alta velocità che, a
causa della conformazione orografica italiana, potrebbe esprimersi solo su tratti
brevissimi? Che senso ha paragonare Paesi che hanno vaste estensioni pianeggianti
con Paesi, come l'Italia, che hanno un territorio composto al settanta per cento
di montagne?

Ha senso soltanto in una prospettiva affaristica e colonialistica.

È evidente che esistono anche produzioni, come l'energia nucleare, per le quali
non c'è eco-compatibilità che tenga, ma ciò dimostra appunto che l'ecologia non
può costituire una dottrina politica in sé, poiché esistono questioni e conflitti
che attengono direttamente la gerarchia sociale.

La propaganda affaristica presenta tutte le diversità in termini di superiorità o
di inferiorità, quindi di razzismo e colonialismo. Sì può essere solo superiori o
inferiori rispetto a un altro, non semplicemente diversi, perché è sulla
gerarchizzazione che può insediarsi lo sfruttamento.

Ogni volta che ci viene prospettata una nuova emergenza, occorre riandare con la
memoria alle emergenze che l'hanno preceduta. Che fine ha fatto, ad esempio,
l'emergenza dell'influenza aviaria, durante la quale vennero trattati come
terroristi coloro che allevavano galline sui balconi?

Quell'emergenza ebbe addirittura avalli ufficiali molto prestigiosi, come quelli
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che, purtroppo, in quell'occasione si è
dimostrata ancora una volta uno strumento delle multinazionali farmaceutiche.

3 maggio 2007


Da: "Vincenzo Italiano" <italianovinc -A- alice.it>

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