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(it) Solidarietà agli arrestati in Danimarca

Date Mon, 19 Mar 2007 16:30:12 +0100 (CET)


*SOLIDARIETA? ATTIVA PER I/LE COMPAGNI/E DI COPENHAGEN*

Ormai pIù di due settimane fa abbiamo visto Copenhagen
partecipare con dolore e con rabbia ad un pezzo di
storia di quella
città che veniva distrutto: con crudeltà e violenza,
infatti è stato sgomberato e abbattuto con le ruspe un
edificio storico, costruito
nel 1800 dalle lotte operaie, occupato da 25 anni e
sede di aggregazione politica e sociale per centinaia
di persone.
A reagire a questo soppruso è stata la città tutta
che per giorni ha manifestato per le strade la sua
rabbia e il suo dolore per una decisione ingiusta. A
seguito delle manifestazioni di massa ci sono stati
circa 850 arresti! Un numero impressionante che può
essere giustificato solo da una ragion di stato che
oggi vuole assolutamente mettere a tacere le voci del
dissenso e dell?autorganizzazione, coprendo tra
l?altro attraverso la repressione un gravissimo
scandalo: lo sgombero e la demolizione del palazzo di
Copenhagen sono avvenuti per il semplice vezzo di una
setta di fondamentalisti cristiani tutelati dal
diritto di proprietà (ndr: avevano da poco acquistato
il palazzo occupato, tra l?altro vecchia casa del
popolo di fatto di proprietà comunale).
Così ancora una volta le ruspe hanno distrutto uno
spazio che per anni era stato luogo di autogestione,
autorganizzazione,
creatività , controcultura, uno di quei tanti spazi
sociali che, come qui in italia, in forme differenti,
costruiscono quotidianamente
alternative al modello imposto dal capitale.

Il 16 marzo si è tenuta l´udienza del tribunale delle
libertà (ndr: quali? Quelle dei padroni!) per 28
compagni: solo 9 sono stati liberati per palesi
incongruenze nelle dichiarazioni dei poliziotti che li
accusavano. Per tutti/e gli altri confermate le
accuse, con altre due settimane di carcere preventivo.
A distanza di due settimane dallo sgombero, quindi, 59
persone si trovano ancora in carcere e sono stati
tutti trasferiti a Copenhagen. Tra queste/i compagne/i
trattenuti in carcere c?è anche Marco, un ragazzo di
Roma che da anni vive, lavora e studia a Copenhagen e
che dopo lo sgombero inaccettabile della Ungdomshuset
si era unito nelle strade alla
cittadinanza per protestare contro questo abuso di
Stato.

Evidentemente il clima in Danimarca è pesante,
evidentemente anche nella socialdemocrazia nordica
(ndr: oggi c?è un governo di centro destra) qualcosa
si è rotto, le garanzie saltano, lo Stato e la
magistratura si fanno vendicativi e ciechi al diritto¦

Anche là poche persone sono costrette a pagare per uno
scontro sociale che è molto più ampio.

La detenzione è molto dura e le/i compagne/i sono in
isolamento, anche se pare possano ricevere lettere e
telegrammi.

Ma la lotta e la protesta a Copenhagen non si fermano
e i/le compagni/e che sono là raccontano di continue
manifestazioni sotto
il carcere, cortei cittadini, concerti di solidarietà
per i detenuti, mentre il supporto legale organizzato
dai compagni faticosamente continua il suo lavoro di
appoggio e informazione.

Gli spazi si sgomberano, addirittura se ne abbattono
le mura, ma le nostre idee e le nostre lotte non hanno
pareti, sono
inafferabili. La repressione non fermerà la forza dei
nostri percorsi di autorganizzazione e di rivolta. Mai
in Danimarca, Mai
in Italia, Mai in nessun luogo!

Esprimiamo solidarietà ai compagni, alle compagne,
alla cittadinanza sgomberata e repressa nelle strade
di Copenhagen, ma
crediamo che oggi diventi ancora più importante dare
un segnale forte alla Danimarca e all?Europa tutta,
proponendo e moltiplicando le azioni e le proteste
nelle nostre città in tutta Italia.

Per chiedere l?immediata scarcerazione dei compagni e
delle compagne arrestati e di tutti i compagni
internazionali, tra
cui il nostro compagno Marco che si sono uniti alla
città nella protesta.

Per ribadire insieme che:
*UN SOGNO NON SI SGOMBERA, UN'IDEA NON SI ARRESTA¦
*CONTRO LA REPRESSIONE DEL DISSENSO,*
*CONTRO OGNI SGOMBERO,*
*PER LA LIBERTÃ DEI/LLE COMPAGNI/E ARRESTATI A
COPENHAGEN.*
*MARCO LIBERO*

LOA Acrobax Project
_info@acrobax.org <mailto:info@acrobax.org>_

LA SEGRETERIA DELL?USI AIT a nome dei lavoratori e
lavoratrici autorganizzate esprime la propria
solidarietà e si riconosce nella richiesta di libertà
per tutti/e; le lotte e l?autorganizzazione non
possono essere fermate dalla repressione o dagli
sgomberi degli spazi sociali. (le note sono dell'USI
AIT)

PER LA LIBERTA? DEI PROPRI SOGNI E PER L?AUTOGESTIONE

USI AIT

usiait1@virgilio.it


Da: USI AIT <usiaitl@yahoo.com>

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