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(it) L'Aquila: Amore, Arte e Rivoluzione

Date Thu, 28 Jun 2007 09:38:08 +0200 (CEST)


INVITO ALL'AQUILA VENERDI', AMORE, ARTE E RIVOLUZIONE
28-30 giugno Parco del Sole, L'Aquila
Collettivo Studentesco Indipendente
Comitati di Base Studenti Libertari
presentano
AMORE, ARTE E RIVOLUZIONE
3° Biennale Arte e Anarchia
foto poesia musica danza teatro
interculturalità autogestione autoproduzione ecologia e libertà

venerdi' 29 h.18.30
ECOLOGIA E INTERCULTURALITA'
Con interventi di compagni attivi sul territorio nazionale per l'ecologia
libertaria e l'ambiente, e riflessioni sull'interculturalità come forma di
ecologia sociale.

Info e contatti:

329.1857990
340.5615803
angama2001@alice.it
Spazio Libero 51, via Roma 51 L'Aquila



Inoltriamo questo messaggio del comitato di lotta popolare contro il Tav di
Bussoleno.

Prodi: "Molto soddisfatto per l'esito del Tavolo".
Chiamparino: "Importante passo avanti"
Emma Bonino soddisfatta "perché rispettiamo le scadenze dell'Unione europea"
Il ministro Di Pietro: "Il tracciato sarà condiviso dalla popolazione"
Letta: "Il tracciato ancora non c'è"
Bianchi: "un cambiamento di approccio culturale grazie al lavoro
dell'Osservatorio"

Si è concluso alle 21.30 di ieri sera il Tavolo Politico a Palazzo Chigi tra
governo e amministratori della Val Susa e in serata tutti i giornali titolano
della soddisfazione del governo e dell'ormai ritornello obsoleto "la
Torino-Lione si farà". L'incontro veniva come tempo quasi al limite della
scadenza dell'Osservatorio sulla Tav presieduto da Mario Virano, luogo tecnico
in cui si sono confrontate le controparti su alcuni nodi, tecnici appunto, del
tracciata. Pochi giorni fa il quotidiano torinese La Stampa, anticipava la
nuova ipotesi di tracciato che ha accompagnato il dibattito sulla riunione di
oggi. L'incontro serviva in realtà al governo per poter legittimare questo
nuova ipotesi e proiettarsi al 23 di luglio, giorno in cui dovrà presentare
alla UE la richiesta di finanziamento dell'opera, con qualcosa di concreto in
mano. E così è stato, le dichiarazioni entusiaste dei ministri spostano tutto
a quella
scadenza, con l'intento di progettare un tracciato da più di 16 miliardi di
euro in un mese, facendo la Valutazione d'impatto Ambientale, convincendo
tutti i sindaci e le popolazioni. Persino il sottosegretario Lettta dichiara
che "Il tracciato ancora non c'è" ma ciò non importa a quanti sono già pronti
a festeggiare, il 23 luglio è giorno di di paga!

Ma...

Ma il bando europeo per accedere ai finanziamenti è innanzitutto un falso
problema perché non rappresenta il finanziamento dell'opera, (non più di 1
miliardo, considerando che ha a disposizione solo 5,7 miliardi per tutti i 30
progetti in gara), ed è destinato ai progetti che i governi presenteranno il
20 di luglio con tanto di tracciato definitivo, VIA, piano economico,
copertura finanziaria verificabile. probabilmente un escamotage
tecnico-politico verrà trovato e magari Prodi incasserà il si dalla UE, ma non
andrà a modificare nulla dal punto di vista dell'opposizione sociale della Val
di Susa. Ne abbiamo viste tante di giornate come questa dove i governi
cantavano vittoria, e li abbiamo visti, l'unica volta che ci hanno provato sul
serio tornare a casa con le pive nel sacco, nonostante la presenza militare
delle forze dell'ordine.

Il tracciato Il nuovo tracciato non è altro che un misto dei vecchi presentati
con una buona dose di fantasia, infatti è presentato in modo da accontentare
tutti: pochi tunnel, linea storica utilizzata in parte, interramento, nessun
buco nel musiné, a Venaus e il passaggio da Orbassano e da corso Marche. Un
tracciato che assomiglia un pò ad un slalom gigante, che
aggira i paletti che il movimento ha messo nelle sue parole d'ordine, provando
a "superare" i problemi legati alla salute (uranio e amianto), alla
devastazione del territorio, al mega tunnel di Venaus, accontentando anche il
sindaco di Torino Chiamparino (da lui stesso definitosi "ultrà della tav") con
il passaggio in corso Marche, e la presidente della regione Bresso con il
passaggio da Orbassano. Insomma un tracciato "politico" che detta i punti
basati sulla mesa in difficoltà del movimento, demandando poi ai tecnici la
realizzazione.

Una bella favola politica perché basata appunto sull'astratto, come la
politica di palazzo ci insegna, visto che in tutto ciò non si parla mai della
copertura finanziaria di qualsiasi tracciato: sui 16 miliardi preventivati che
chissà in una fantomatico corso d'opera a quanto ammonteranno, 1 potrebbe
essere dato dalla Ue e il resto? Privati che investono nella costruzione non
si sono mai presentati e quindi?

Quindi è normale pensare che i capitali da investire saranno presi, o meglio
sottratti da qualche altro bilancio pubblico inutile titp TFR, Pensioni,
Sanità o cosa?. Forse dalla ricerca, dalla scuola oppure anche dai trasporti
pubblici, che anche se già adesso sono scandalosi, cari e dai bilanci in
collasso, saranno notevolmente peggiorati per dar vita ad un'opera inutile.
Già perché in tutto ciò l'utilità di un tale investimento non è ancora stato
reso noto, né dai flussi di traffico merci e passeggeri, né dai mercati, né
tantomeno dall'utilità trasportistica del l'Italia e dell'Europa. Il
fantomatico corridoio 5 è e rimane una bufala mangiasoldi.

In movimento

Comunque una cosa c'è da dirla, il movimento no tav ha fatto paura al governo
precedente e ne incute a quello attuale. La sua forza e la sua determinazione
hanno fatto si che il vecchio tracciato, causa di rivolta fosse cancellato,
rimodellandolo certo, ma mettendolo da parte.

Venaus, luogo simbolo della lotta non vuole essere più nemmeno nominato dalla
lobby del tav, perché evoca incubi fatti di barricate, pensionati ostili
popolo, tanto popolo a liberare i suoi terreni dall'occupazione messa in atto
dalle forze dell'ordine. Non si parla quasi più di Val Susa, ma si citano i
progetti a sinistra o a destra della dora, perché solo a nominare la Valle che
Resiste, tornano agli occhi le centinaia di Tir bloccati sulle autostrade che
portano in Francia. E questa potrebbe essere una vittoria, nostra, tutta
nostra però così non è! E' una soddisfazione forse ma nulla di più, il
movimento non si è mai posto il problema di mettersi a parlare di quante
gallerie fare o di come farle, il movimento no tav della Valle di Sua nasce,
cresce e lotta con la parola d'ordine No tav, e no tav sarà. Mille sono le
opposizione tecniche al tracciato e mille sono i modi per smontare questa
messa in scena. Si perché qui ci troviamo di fronte ad un governo che pensa di
accontentare sindaci e popolazione cambiando i tracciati e ricevendo gli
amministratori nelle stanze della politica romana. Pensa di puntare tutto su
un commissario straordinario, bravo non c'è che dire, che presiede un
Osservatorio per convincerci su come fare il tav. Pensano che se non mandano
la polizia sono più furbi di Berlusconi e noi ci sposteremo lasciandoli
passare. Pensano questo, e credono di farlo buttando fumo negli occhi
all'opinione pubblica non entrando mai nel merito delle situazioni reali.
Proveranno a farlo probabilmente, coadiuvati dai partiti della coalizione, a
dividerci, metterci l'uno contro l'altro e inserire il sospetto su possibili
cambiamenti di rotta.

Proveranno a farlo ma il movimento ha i giusti anticorpi per respingerli, in
tutte le maniere e in tutte le direzioni.

sarà dura!



Da: <matteo.podrecca -A- tiscali.it>

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