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(it) Comidad: Bombardamenti affaristici

Date Mon, 16 Jul 2007 12:12:48 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"Commentario".
-----------------------------
BOMBARDAMENTI AFFARISTICI
Lo scontato fallimento della Conferenza di Roma sull'Afghanistan ha finito per
ridurre tutta l'iniziativa, voluta dal Ministro degli Esteri D'Alema, alla
consueta immagine di doppiezza italica, come se l'obiettivo del governo Prodi
fosse soltanto di ribadire la propria posizione di un piede dentro ed un piede
fuori nell'avventura afgana. Eppure in questo caso si era colto un intento di
dare davvero una mano al traballante governo fantoccio di Karzai,
consentendogli di recuperare un ruolo nei confronti della popolazione afgana,
che non lo ha preso mai sul serio.

A stroncare qualsiasi speranza in tal senso è stata la replica del segretario
della NATO, Scheffer, a chi gli contestava gli "sconsiderati" bombardamenti
sulla popolazione civile. Scheffer si è arroccato ancora una volta sulla
formula degli "scudi umani" di cui i "Talebani" si servirebbero per perpetrare
i loro attentati terroristici.

Quella degli "scudi umani" non è soltanto una formula propagandistica, ma è
anche una tattica militare dell'antiguerriglia. La resistenza, per
definizione, è espressa dalla popolazione civile di un Paese militarmente
occupato, perciò eliminando la popolazione si eliminerebbe anche la
resistenza.

La posizione di Scheffer appare però troppo manualistica, ancorata ad una
concezione guevaristica della guerriglia, che non tiene conto dell'evoluzione
strategica che c'è stata.

Un anno fa, in Libano, la tattica israeliana della eliminazione della
popolazione civile non è servita a sconfiggere la resistenza degli Hezbollah.
L'esercito israeliano ha dovuto ritirarsi dal sud del Libano dopo poco più di
un mese, a causa della insostenibilità delle perdite.

In altri termini, qui il colonialismo non si trova più di fronte alla guerra
di popolo di tipo classico, ma si deve scontrare con vere e proprie
formazioni militari dotate di un'autonomia logistica rispetto alla popolazione
che le esprime. Lungi dal togliere l'acqua al pesce Hezbollah, i bombardamenti
israeliani gli hanno consentito di acquisire un ulteriore ruolo politico nel
dopoguerra. Hezbollah ha infatti allestito un vero e proprio "welfare",
arrivando a fornire il denaro per affittare un altro alloggio a coloro che
erano rimasti senza casa a causa dei bombardamenti.

Anche in Afghanistan i bombardamenti hanno aumentato la dipendenza della
popolazione civile dalla guerriglia, che è diventata l'unica fonte di
assistenza. I cosiddetti "aiuti occidentali" si risolvono infatti in stipendi
principeschi per gli esponenti delle varie agenzie internazionali, che sono
diventate ormai famigerate in Afghanistan per l'assoluta mancanza di
"interventi umanitari". Questa mancanza è accompagnata dall'ostentazione di
lusso, stridente con le condizioni di miseria della popolazione, da parte dei
componenti di queste agenzie.

In Libano è possibile spiegare facilmente dei bombardamenti, che non avevano
alcuna giustificazione, con motivazioni strategico-militari, dato che la
sistematica distruzione delle infrastrutture ha aperto alle cosche
affaristiche del cosiddetto Occidente il business della ricostruzione di
un'area dotata di un grande potenziale di sviluppo. Ciò è risultato
particolarmente evidente quando gli Stati Uniti hanno cercato di imporre al
governo collaborazionista libanese di Seniora di privatizzare le
infrastrutture del Paese, come condizione per gli investimenti occidentali,
cosa che ha determinato una vasta mobilitazione popolare in opposizione a
questo progetto affaristico.

In Afghanistan i bombardamenti non distruggono infrastrutture, dato che il
Paese è sottosviluppato, e quindi non aprono business della ricostruzione, dal
momento che l'unico vero affare dell'Afghanistan, la coltivazione del papavero
da oppio, appare ancora nelle mani della NATO. Neanche la preservazione del
business del traffico di oppio fornisce validi motivi pratici a questa tattica
di colpire sistematicamente obiettivi civili.

Viene quindi da supporre che in questo caso il movente si riduca alle esigenze
affaristiche di quello che viene chiamato il complesso militare-industriale.
Bombardare è probabilmente un modo per tenere alto il livello delle forniture
belliche da parte delle aziende produttrici di armi.

Anche in Iraq le esigenze affaristiche hanno determinato difficoltà ed
incongruenze sul piano propriamente militare, dato che la privatizzazione
della logistica delle forze armate USA ne ha ridotto al minimo le capacità
operative.

12 luglio 2007


Da: "Vincenzo Italiano" <italianovinc -A- alice.it>

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