A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Trk�_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Trk�
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Comidad: Le tasse servono a pagare le privatizzazioni

Date Thu, 5 Jul 2007 13:43:43 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"Commentario".
******************
LE TASSE SERVONO A PAGARE LE PRIVATIZZAZIONI
Come era prevedibile, Walter Veltroni ha organizzato la sua campagna per la
candidatura a leader del Partito Democratico come una cavalcata attraverso i
miti americani. Dopo aver evocato Kennedy e Clinton, Veltroni si è messo anche
ad interpretare la parte di Ronald Reagan, presentandosi come condottiero
della rivolta antifiscale, il che gli ha fatto meritare il plauso del
presidente di Confindustria, Montezemolo.

Il messaggio di Reagan era di una semplicità e falsità elementari: non bisogna
attaccare la ricchezza, perché questa va a vantaggio di tutti, perciò,
diminuendo le tasse, si produrrà più ricchezza ed anche il fisco potrà
giovarsi del suo aumento. L'economista John K. Galbraith sintetizzò
sarcasticamente questa dottrina con l'apologo della biada al cavallo: più
biada dai al cavallo (il ricco), più vantaggio ne avranno le mosche (i
poveri), quando andranno sulla sua merda. Ma, nonostante il suo sarcasmo,
Galbraith si era rivelato troppo ottimista.

Il presidente Reagan diminuì le tasse, ma di ciò si giovò soltanto chi aveva
alti redditi, dato che, come era ovvio, il fisco vide calare le sue entrate.
Eppure Reagan non ridusse la spesa pubblica, anzi aumentò a dismisura le spese
militari e quindi le commesse alle industrie militari. Come riuscì in questo
miracolo?

Indebitandosi. Ma non indebitandosi all'interno, bensì all'estero. Oggi il
debito pubblico statunitense è finanziato soprattutto dalla Cina. Quindi il
cavallo mangia di più indebitando le mosche.

Con l'espediente dell'indebitamento, Reagan - o, per meglio dire, il gruppo
affaristico che lo aveva fatto eleggere - riuscì a drogare l'industria degli
armamenti, ma condannò ugualmente gli Stati Uniti ad un irreversibile
decadimento delle infrastrutture. Nel 1984 le Olimpiadi di Los Angeles
offrirono in diretta televisiva al mondo lo spettacolo squallido di impianti
sportivi obsoleti, fatiscenti o addirittura improvvisati con assi di legno e
tubi metallici, ma pochi telecronisti ebbero il coraggio di mostrare di
accorgersene.

La versione reaganiana del liberismo determinò una pauperizzazione crescente e
inarrestabile non solo dei ceti popolari, ma anche della classe media. I
consumi vennero tenuti alti tramite un ulteriore indebitamento, quello dei
consumatori, che presero, e continuano prendere, prestiti da agenzie
finanziarie nate allo scopo. Questo modello è stato importato anche in Europa,
ed oggi in Italia gran parte della pubblicità riguarda proprio l'offerta di
prestiti da parte di questo tipo di finanziarie.

Grazie ai debiti, gli Americani continuano a viaggiare e devono constatare che
Paesi come il Portogallo, la Grecia o la Turchia offrono ai propri cittadini
un livello di vita superiore al loro. In molte zone degli attuali Stati Uniti
anche una casa di mattoni è un lusso che pochi possono permettersi. Ci sono
poi intere generazioni di Americani che nascono e vivono nei camper. In Europa
i libri ed i film di Michael Moore sono visti come un fenomeno di radicalismo
rivoluzionario e persino "antiamericano", mentre negli Stati Uniti sono
interpretati come espressione di un punto di vista moderato che cerca di
riassorbire lo scontento nella dialettica elettorale.

L'Europa ha fornito al reaganismo ed ai suoi disastri il supporto di un'omertà
mediatica senza precedenti, tanto più se si considera che storicamente
l'atteggiamento degli Europei nei confronti degli Stati Uniti è sempre stato
quello celebrativo ed apologetico. Con il reaganismo si è andati oltre, tanto
che questo tipo di liberismo è stato adottato servilmente dai governi europei,
pur omettendo il dettaglio fondamentale dell'indebitamento con l'estero.

L'Italia non è certo una potenza tale da potersi permettere di drogare la
propria economia finanziandola con il debito estero, ma deve continuare a fare
affidamento sul prelievo fiscale. La "rivolta fiscale" in Italia rimane
un'espressione non solo ipocrita, ma vuota. Berlusconi non ha realmente
diminuito le tasse, mentre Prodi le sta aumentando, perché non può fare
altrimenti, dato che deve andare incontro al nuovo business, la nuova terra
promessa, a cui il messia Montezemolo vuole condurre i confindustriali: la
privatizzazione dei servizi della pubblica amministrazione. Si tratta di un
fenomeno peraltro già avviato, e propagandato attraverso gli articoli di
Pietro Ichino sul "Corriere della Sera". I pensionamenti e le mancate
assunzioni nella pubblica amministrazione vengono compensati attraverso
l'appalto delle sue funzioni a ditte private. Tutto questo determina un
aumento della spesa pubblica, e quindi delle imposte e delle tasse.

Ciò non costituisce un'assoluta novità nella Storia italiana. Nei primi
decenni del '900, le infrastrutture elettriche furono costruite e pagate dai
governi attraverso l'imposizione fiscale, poi privatizzate fornendo allo
stesso modo ai nuovi padroni le risorse per rilevarle e gestirle. Infine
l'energia elettrica fu nuovamente nazionalizzata, ma furono ancora i
contribuenti a pagare per decenni sulle bollette il risarcimento agli antichi
padroni. La mitologia del capitalismo privato, del "Mercato" e degli
"imprenditori" serve appunto a mistificare questo continuo saccheggio della
spesa pubblica.


5 luglio 2007


Da: "Vincenzo Italiano" <italianovinc -A- alice.it>

_______________________________________________
A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it
http://ainfos.ca/it


A-Infos Information Center