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(it) Comunicato FdCA: DPEF - la carità tra le macerie

Date Wed, 4 Jul 2007 13:36:34 +0200 (CEST)


DPEF: LA CARITA' TRA LE MACERIE
Il Governo dell'Unione vara il suo secondo Documento di Programmazione
Economico Finanziaria ed annuncia una storica svolta dopo l'emergenza. E mette
sul piatto la bellezza di 6,5 miliardi di euro! Due e mezzo li prende dal
famoso "tesoretto" dell'extragettito fiscale e gli altri 4 li prende quasi
tutti - udite, udite!! - a titolo di anticipo dal TFR trasferito all'INPS.
Ancora una volta soldi "freschi" presi dalle tasche dei lavoratori/trici!
Fatta la raccolta dei nostri soldi, ecco che con caritatevole magnanimità il
governo intende dare
* 2,3 miliardi per il sociale (tra i quali spiccano i 900 milioni di una tantum
per le pensioni basse ed i 700 milioni agli ammortizzatori sociali per i
giovani precari);
* 2,3 miliardi per lo sviluppo, di cui 2 mld vanno a Di Pietro per le
infrastrutture e 300 mln vanno agli imprenditori per incrementare il salario di
produttività nella contrattazione e per gli straordinari;
* 1,9 miliardi per la sicurezza e la spesa dei ministeri (ancora soldi alla
"politica" e all'apparato repressivo dello Stato!!).

E tutto questo anche a costo di portare il rapporto tra deficit e PIL dal 2,1%
al 2,5% e fare una bella litigata con quelli di Bruxelles che volevano invece
mettere tutto nel risanamento del conti pubblici italiani. E per il 2010 tutti
i dati economici dovrebbero andare per il meglio. E bravo il governo che se ne
frega dell'Europa!?

Ora, al di là che il DPEF può essere disatteso dalla Legge Finanziaria per il
2008 e che le previsioni quinquennali pure, vale la pena di notare che siamo di
fronte a misure strettamente congiunturali, senza alcun carattere strutturale e
continuativo, né sul piano delle risorse né su quello della spesa.

Sul piano delle risorse, il tesoretto non è frutto di politiche tese alla lotta
all'evasione fiscale.

Sul piano della spesa, il bonus di 350 euro per circa 2 milioni di pensionati
vale solo per il 2007 e comunque ne restano fuori almeno ancora 1 milione e
mezzo di pensionati; i soldi a sostegno dei giovani sono uno sberleffo a
confronto della situazione del lavoro precario in Italia ed in una certa misura
sanciscono l'impianto legislativo vigente; gli stanziamenti per la
contrattazione integrativa sono finalizzati alla produttività e agli
straordinari.

Insomma stiamo parlando di interventi per la sussistenza, di assegni erogati
per le famiglie e le prime case, per fasce d'età o di genere, per la "sfortuna"
di essere precari/e o per il ricatto della produttività. Il lavoro viene
cancellato come valore sociale, salvo che non sia legato appunto allo
sfruttamento e alla precarietà.

Stiamo parlando perciò di carità tra le macerie.

Macerie di una società in cui la vera emergenza non erano e non sono i conti
pubblici, ma ancora una volta - e come sempre - lo sfruttamento dei
lavoratori/trici.

Infatti basta andare a vedere

* la situazione dei salari reali che vede l'Italia agli ultimi posti
in Europa per retribuzioni lorde annue, retribuzione media oraria e
rivalutazione dei salari (ricerca Eurispes),
* la crescita del numero dei lavoratori precari al 54,6% sul totale
della forza lavoro (dati Unioncamere),
* l'alto numero di ore di lavoro in un anno (1800), inferiore solo
a Portogallo e Grecia (dati Ocse),
* il costo del lavoro orario che in Italia è di 17,25 dollari contro
i 31 della media europea (e Confindustria si lamenta pure!!),
* il numero degli incidenti e dei morti sul lavoro,
* le discriminazioni verso lavoratori e lavoratrici migranti
per rendersi conto dell'ipocrisia insita nel DPEF e della reale emergenza
sociale nel paese.

E quand'anche si volessero apprezzare tali interventi, vale la pena di
ricordare

* che sulle pensioni è in corso una trattativa che rischia di vedere
aumentare l'età pensionabile e diminuire la pensione,
* che sulla casa il governo taglia l'ICI ma col decreto sfratti butta
in mezzo alla strada centinaia di persone,
* che incombe la riforma della contrattazione con preannunciati funerali
del contratto nazionale di lavoro,
* che ha preso il via il disegno di legge sul federalismo fiscale con
previsione di nuovi tributi locali,
* che le privatizzazioni continuano e questa volta tocca alle Poste,
all'Istituto Poligrafico dello Stato, della Tirrenia e della
Fincantieri, con ricadute negative sull'occupazione.

Ma se questa è l'emergenza vera, allora la svolta non sta in opere di carità
una tantum, nella "bontà" di un governo di "centro-sinistra" o nelle "virtù"
concertative di sindacati da ministero; la svolta sta in una ripresa delle
lotte sociali e sindacali, in una rinnovata capacità autonoma e rivendicativa
dei lavoratori/trici nella contrattazione su salario, orario e diritti
sindacali per tutti nei posti di lavoro, in una piattaforma sociale "di spinta"
che punti al superamento della legislazione sulla precarietà e
sull'immigrazione, alla dismissione dei progetti di devastazione e
militarizzazione dei territori.

Nella difficile situazione attuale, lo sciopero generale del sindacalismo di
base per il 13 luglio è un tentativo di mobilitazione -che insieme a quello dei
metalmeccanici del 21 giugno scorso- cerca di rilanciare la conflittualità e di
ridare protagonismo alle classi lavoratrici.

Per la ricomposizione ed il federalismo delle lotte, per l'unità e la
solidarietà!

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
4 luglio 2007

http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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