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(it) Libano: Una parola sullo sciopero "generale" dell'opposizione libanese del 23 gennaio 2007 [fr,en]

Date Wed, 31 Jan 2007 11:21:01 +0100 (CET)


No! Quello che si vede in Libano oggi è è una distruzione fatta dai comunisti
anarchici o Qarmati, né dai sindacalisti rivoluzionari, né dagli anarchici
sindacalisti, né dai poveri che si ribellano conto il governo liberale del
signor Siniora. Lo sciopero generale ha una definizione propria elaborato dai
comunisti anarchici o libertari nel sangue, nella fame e nella repressione.
Significa questo: le forze produttive (forze proletarie) cessano di vendere la
loro forza lavoro per dimostrare che senza di esse non c'è vita. E quando lo
sciopero fallisce perché soltanto una minoranza di lavoratori aderisce, le
lotte operaie continuano, soprattutto a livello di educazione sindacalista
rivoluzionaria, perché possa avverarsi uno sciopero generale di successo.

E' molto diverso da quello che è successo in Libano il 23 gennaio 2007: è stato
uno sciopero impostato con la forza sulla maggioranza dei libanesi che non
volevano sapere di questo sciopero, il cui obiettivo finale non era ignoto.
Infatti questo "sciopero/colpo di stato" è stato fatto da alcune organizzazioni
politiche il cui motore e la cui principale forza è indubbiamente Hezbollah.
L'obiettivo dello sciopero non era contestare la natura liberale e capitalista
del governo Siniora bensì un caso di "levati, che ti piglio il posto"... e
soprattutto di mettere il bastone fra le ruote del progetto del tribunale
internazionale a carattere speciale che dovrà processare gli assassini di Rafik
Hariri e altri martiri.

Torniamo a quel che abbiamo già scritto sul sito di Al-Badil: Hezbollah non
vuole questo tribunale per soddisfare anzitutto un'esigenza siriana. Se la
rivendicazione delle manifestanti fosse stato l'aumento dello stipendio minimo
libanese (una miseria a ?160) e la costruzione del socialismo, saremmo stati
tra i primi a manifestare. Nessuno può convincerci che Hezbollah sia un partito
socialista; ne è prova la sua partecipazione a diversi governi che non hanno
aumentato di un centesimo il salario minimo e il fatto che sono tuttora a
favore delle proposte economiche Parigi-1, 2 e 3.

Questo è uno sciopero politico per eccellenza: Hezbollah ha cominciato a
perdere le sue posizioni in seguito alla guerra del luglio 2006 e nemmeno i
soldi iraniani potranno fare niente alcunché. Questo governo Siniora è di
stampo troppo borghese per poter lottare contro Hezbollah e soprattutto contro
i suoi progetti per la privatizzazione che nessun paese ha potuto evitare dalla
caduta dello stalinismo (noi comunisti libertari non possiamo parlare della
caduta del comunismo). Tuttavia lo sciopero del 23 gennaio non ha niente a che
fare con le rivendicazioni sociali. Perché il ministro del lavoro di Hezbollah
non si è dimesso a fronte del rifiuto del governo di aumentare lo stipendio
minimo ad un livello più umano? Questo sciopero è stato fatto da un partito
fondamentalista mussulmano sciita. Infatti, i partiti religiosi non hanno mai
veramente combattuto il capitalismo. E' un partito alleato fino all'ossa con i
due regimi dittatoriali dell'Iran e della Siria. E' contrario al tribunale
internazionale perché non vuole che siano processati gli assassini di Rafik
Hariri e molti uomini di libertà. Quanto all'alleanza tra Hezbollah e la
Corrente Patriotica Libera del generale Aoun, si può capirla solo alla luce
delle ambizioni personali del generale che vuole assolutamente diventare
presidente della repubblica.

Il criterio di lotta nel Libano oggi nei grandi tratti consiste in una
posizione chiara per quanto riguarda la natura repressiva del regime siriano,
le uccisioni, la rivendicazione della laicità, la democrazia formale. Chi vuole
scoprire cosa succede deve guardare dalla parte delle alleanze degli uni e
degli altri. Jacques Chirac è meglio sì che Ahmadinajad. Sarà spiacevole ma è
così. Sì, lo diciamo a voce alta, noi comunisti libertari, pur comprendendo
l'atteggiamento di una parte dell'estrema sinistra, sia francese che di altre
parti, che ignorano, ne siamo sicuri, la situazione concreta nel paese dei
cedri.

Da cui la nostra posizione a favore del movimento del 14 marzo. Si tratta di un
movimento che promette la ricostituzione di un paese democratico (almeno
relativamente), pluralista, anti-dittatura.

La nostra posizione è chiara per quanto riguarda le proposte del governo (il
documento economico) presentate a Parigi-3 poiché, come comunisti libertari,
non possiamo essere che contrari ai progetti di privatizzazioni e ad ogni
imposta sulle classi proletarie e medie. Siniora deve essere pazzo per proporre
un aumento delle tasse, anche se fosse per l'anno 3000, mentre in Libano è
necessario soprattutto elaborare un'imposta progressiva, sopprimere il segreto
bancario e generalizzare l'istruzione pubblica gratuita.

Niente ci attira dell'approccio del governo a questo riguardo, e nemmeno quello
delle frazioni del movimento del 14 marzo. Ma la battaglia oggi non è tra
socialismo e capitalismo, contro o a favore degli USA e la guerra
incomprensibile di Bush. E' tra coloro che vogliono spingere il Libano verso la
costituzione di un paese, anche borghese, e coloro che invece vogliono tornare
al periodo di tutela siriana ed i suoi servizi di informazione, e trasformare
il Libano in un paese fondamentalista che sarà governato da quelli in
turbante... nel nome di dio, naturalmente.


Beirut, 24 gennaio 2007

Al-Badil Al-Shuyu'i Al-Taharruri
(Alternativa Comunista Libertaria)
Libano

http://www.albadilaltaharrouri.com
acl@albadilaltaharrouri.com

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali


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