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(it) Pordenone: 25 aprile da ricordare e Messaggero da cestinare

Date Wed, 31 Jan 2007 09:36:26 +0100 (CET)


Dopo un iter lunghissimo (più di due anni) ieri è giunta la sentenza (a cui si
ricorrerà in appello) nei confronti di un compagno di Udine, reo di aver
partecipato alla Resistenza Antifascista del 2004 in cui anarchici, libertari
ed altre individualità del Friuli hanno tentato in modo pacifico ma determinato
d'impedire lo scempio revisionista dell'organizzazione giovanile di Alleanza
Nazionale.
L'unica colpa di Simone infatti è quella di aver contribuito, assieme a decine
di altri/e compagni/e, a bandire i fascisti da P.le Ellero di Pordenone grazie
proprio ad un antifascismo attivo e attuale in un luogo e in un giorno simbolo
d'una "resistenza" istituzionalmente imbalsamata e politicamente umiliata dalla
continua e incessante opera di mistificazione storica di personaggi trasversali
al partitume politico italiano, da Violante a Fini passando per Bertinotti e da
quello culturale come Pirina (ex missino, ex forzaitaliota, ex leghista) e
Pansa (diessino).

Antifascismo attivo che raccoglie i suoi frutti come dimostrano gli ultimi due
anni dove i postfascisti di AN sono stati costretti a ripiegare il giorno prima
per evitare l'ennesima figuraccia.

Ma come sappiamo bene ogni vittoria per il movimento, per quanto piccola e
temporanea, va fatta pagare a caro prezzo: denunce, processi, condanne e
carcere!

Così per accontentare gli eredi pordenonesi di Mussolini polizia e magistratura
hanno pensato bene di trovare almeno un capro espiatorio a cui farla pagare e
quindi hanno colpito nel mucchio, trovato il compagno mancavano i testimoni che
sono stati facilmente individuati fra il centinaio di sbirri che scortavano i
pochi revisionisti mentre altri trascinavano e pestavano gli antifascisti
seduti e avvinghiati a terra. Senza prove filmate nonostante vi fossero almeno
tre videocamere della questura più quelle di stampa e tv; senza altre
testimonianze neutrali viste le decine di cittadini presenti all'accaduto:
senza neppure che il presunto poliziotto "colpito" abbia potuto riconoscere
l'imputato; ebbene il giudice ha deciso che due testimonianze dei colleghi in
divisa pur contraddittorie e inconsistenti bastassero per condannare Simone a 4
mesi e 2280 euro di multa. Un video presentato dalla difesa in cui si vedeva,
o meglio NON si vedeva, nessuna presunta aggressione e il clima tranquillo in
cui la stessa sarebbe avvenuta non è stato neppure preso in considerazione. Una
sentenza tutta politica e fasulla che dimostra quanto la giustizia sia
indirettamente proporzionale alla legge dei tribunali.

Ma ancora più infamante è l'articolo comparso sul Messaggero Veneto (a firma
e.d.g.) dove la notizia viene ulteriormente mistificata al limite della
calunnia, eccone alcuni passi:

"Fu un "25 aprile" da dimenticare quello del 2004, caratterizzato da
contestazioni, slogan, lancio di pietre, insulti e tafferugli." ... "blindato
da decine e decine di uomini di polizia, carabinieri e guardia di finanza, che
avevano cercato di evitare che la manifestazione dei no-global...degenerasse, e
che si arrivasse allo scontro con i giovani di An che, nella medesima giornata,
intendevano depositare la corona di alloro in memoria di "tutti i
caduti"..."Poi, all'arrivo dei rappresentanti di An, la protesta degenerò con
lancio di sassi, oltre che di insulti."

Di quali lanci di pietre parla il Messaggero? Come è possibile che con tutte le
forze del dis-ordine presenti nessuno abbia visto o testimoniato? E le
telecamere?

Come è possibile che un quotidiano sostenga che il 25 aprile, giornata storica
della liberazione dal nazifascimo e dell'antifascimo, i provocatori siano gli
antifascisti e non i giovani di AN (naturale discendente del partito fascista)
che vogliono occupare piazza e giornata parificando vittime e carnefici (tutti
caduti)?

Inutile tentare una lettura buonista consigliando lezioni di storia e di
giornalismo a redattore e caporedattore, sappiamo bene che anche i media sono
comprimari nella vendetta contro gli "insuscettibili di ravvedimento" che osano
pensare e alzare la testa.

Massima solidarietà al compagno, non fermeranno la nostra lotta per un mondo di
libere ed uguali: la resistenza non si processa!


Iniziativa Libertaria - Pordenone
S.H.A.R.P. - Pordenone
CSA - Udine
Gruppo anarchico Germinal - Trieste


Da: "Lino Roveredo" <alterlinus -A- libero.it>

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