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(it) Messico: La battaglia degli Yaqui

Date Tue, 30 Jan 2007 09:59:05 +0100 (CET)


Questo e' un articolo sulla lotta per l'autonomia del popolo Yaqui,
nel nord del Messico. La comunita' ha fatto un passo in avanti
rispetto alle lotte che gia' da tempo sosteneva: ha occupato
militarmente i propri territori.
La tensione da tempo era alta nella provincia di Sonora e da tempo la
Otra Campagna e l'EZLN avevano lasciato intendere un'imminente
accellerazione del conflitto e dunque invitavamo a tenersi pronti per
la solidarieta' attiva.
In Messico oltre alla nota esperienza autonoma indigena in Chiapas,
sempre a gennaio c'e' da segnalare anche la dichiarazione di
indipendenza del popolo Triqui in Oaxaca, che ha insediato il proprio
consiglio assembleare cacciando quello governativo, montando una
guardia civile a difesa dei propri territori.

Dopo la APPO si moltiplicano le esperienze di autogestione che sfidano
apertamente gli apparati istituzionali, sostituendoli direttamente con
varie forme di potere popolare.

Segue articolo della Jornada del 13 Gennaio.

--------

La Jornada 13 gennaio 2007
Los de abajo

Gloria Muñoz Ramírez
La battaglia degli yaqui

Un popolo storicamente agguerrito sta combattendo oggi una nuova battaglia.
Gli yaqui difendono la propria storia, il proprio territorio e il proprio
diritto ad autogovernarsi e, per questo, hanno deciso di rifiutare
l'imposizione di Paulino Valenzuela come commisario di Vícam, azione con cui
hanno rivendicano il diritto all'autonomia e all'autodeterminazione del
proprio popolo. Il commissariato è oggi in mano alle autorità yaqui
tradizionali, mentre la polizia, minacciosa, bazzica nei paraggi.

Più di una settimana fa, gli yaqui di Vícam, centro politico e capoluogo
degli otto centri abitati tradizionali (i restanti sono Loma de Guamúchil,
Loma de Bácum, Tórim, Pótam, Ráhum, Huirivis e Belem), hanno deciso di
occupare gli uffici del commissariato, hanno espulso tutti i poliziotti e le
autorità istituzionali e hanno attivato le proprie guardie tradizionali, che
fino ad ora si stanno facendo carico della vigilanza sul terrirorio e
dell'attenzione ai diversi problemi della comunità.

Secondo le ultime informazioni, a Vícam la presenza della polizia è
aumentata e sta crescendo la tensione, mentre gli yaqui resistono e si
organizzano. Hanno cancellato dall'ufficio il nome del Commissariato
Municipale di Guaymas e l'hanno nominato "Ufficio della tribù yaqui"; oggi
la bandiera della tribù ondeggia in cima all'edicio. Un ulteriore decisione
della resistenza è stato impedire l'entrata della Polizia Statale
Preventiva, per cui hanno espulso dalle comunità tutti gli agenti in divisa.

Si parla anche della possibile occupazione della piazza pubblica e del
casinò, con azioni pacifiche decise e cariche di simbolismo. Tuttavia, ciò
che non sembra essere simbolica è la reazione del governo statale, dato che
sta circolando un appello per fermare un'intenzione di sgombero e l'arresto
delle persone coinvolte.

Le domande degli yaqui sono tanto semplici quanto profonde: che venga
rispettata l'autonomia delle comunità e che venga riconosciuto il
commissario eletto da essi stessi, che venga immediatamente ritirata la
polizia locale e che vengano cancellati i mandati di cattura spiccati contro
quanti fanno parte del movimento. Che venga riconosciuta, insomma, la loro
autonomia.

Solo due mesi fa, al passaggio dell'altra campagna per questo villaggio, il
consiglio degli anziani yaqui espose la drammatica situazione del
territorio, una storia in più di spoliazione dei popoli indigeni. Si parlò
allora della volontà del governo di costruire una strada che attraversasse
la costa della Valle del Yaqui per edificare hotel e casinò, progetti che
lascieranno ancor più in miseria i pescatori indigeni di Las Guásimas e
Bahía de Lobos, dei villaggi di Ráhum e Huirivis.

Il popolo yaqui occupava tradizionalmente una lunga fascia costiera e di
valle al sudest di Sonora, che andava dalla sponda sud del fiume Yaqui fino
al monte Tetakawi, al nord di Guaymas. Dopo innumerevoli spoliazioni,
attualmente stanno lottando per l'adempimento del decreto presidenziale del
1940, che assegna loro più di 500 mila ettari, i quali sembrano essere
destinati al progetto neoliberista della Escalera Nautica.

losylasdeabajo@yahoo.com.mx

(traduzione a cura di radio silvanetti - rovato)


Da: interno4b -A- bastardi.net

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