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(it) Grecia: comunicato dal Politecnico Atene [en]

Date Mon, 29 Jan 2007 15:27:21 +0100 (CET)


Lettera dei detenuti in sciopero della fame ad Atene.
* * * * *
Dall?ospedale di Nikaya dove ci troviamo, oggi inviamo i nostri calorosi
saluti all?assemblea dell?occupazione della scuola del Politecnico e al
movimento di solidarietà alla nostra giusta causa, che non smette di
crescere.
La decisione negativa del procuratore*, ma anche il fatto che fino ad ora il
consiglio che sta esaminando il nostro caso non si è ancora riunito, provano
una volta di più che, per il potere, tutti quelli che lottano per la libertà
e la dignità sono dei nemici che devono essere eliminati.

Non siamo degli eroi, amiamo la vita. Ma non c?è vita senza libertà e senza
dignità. Con la nostra vita, non rivendichiamo solo la nostra immediata
liberazione, ma anche quella di Kostantino Katsadouras, perchè la
continuazione della detenzione di noi tre è illegale anche secondo le leggi
di questo stesso potere ipocrita.

La nostra lotta non può fermarsi. E? un cammino a senso unico fino al
momento in cui non otterremo ciò per cui ci battiamo. I giochi che il potere
cerca di fare sulle nostre spalle, qualunque essi siano, non ci riguardano;
perché il potere non può sottomettere la nostra coscienza e i nostri sogni.
E? semplice: questi giochi non passeranno e la maschera del potere sará
sotto gli occhi di tutta la societá, in una maniera o nell?altra.
La nostra lotta collettiva continua.

Nikaia, 25/ 01/07

Tarasios Zadorozni e
Gerosimos Kyriakopoulos


* N.d.T. Il procuratore sottopone al consiglio il caso, accompagnandolo da
un parere (in questo caso negativo). Sará poi il consiglio a dover decire
della scarcerazione.

_____________-

Comunicato dell?occupazione della scuola del Politecnico.


Il 13 gennaio 2006, la polizia ha deliberatamente attaccato la
manifestazione in motocicletta* di anarchici e antiautoritari. Stavano
ritornando da un presidio in solidarietá fuori dall?ospedale di Nikaia, dove
i detenuti in sciopero della fame Tarasios Zadorozni e Gerasimos
Kyriakopuolos sono ricoverati e sorvegliati a vista. In seguito all?attacco
degli sbirri, 42 compagni sono stati fermati, di cui 4 trattenuti in cella
di sicurezza fino a notte, mentre altri sono stati feriti. Si tratta di una
escalation dell?attacco repressivo che ha come bersaglio tutto il movimento
di solidarietá ai militanti detenuti e, piú in generale, la stessa lotta
anarchica.

A tutt?oggi, l?anarchico Tarasios Zadorozni e Gerasimos Kyriakopoulos
attraversano rispettivamente il 61º giorno e il 45º giorno di sciopero della
fame. Sono ricoverati all?ospedale di Nikaia dove sono stati trasferiti il
9 gennaio, dalla prigione di Korydallos. I due detenuti in sciopero della
fame che sono rinchiusi in una stanza-cella dell?ospedale, si trovano in uno
stato di isolamento e subiscono una guerra psicologica e il terrorismo di
Stato. Sono in prigione dal 6 maggio 2006 con un altro detenuto, Kostas
Katsadouras, e sono accusati degli scontri che sono scoppiati durante la
manifestazione del Forum Sociale Europeo contro la guerra.

I tre manifestanti reclusi dal 6 maggio sono scesi in strada con migliaia di
altre persone quel giorno, durante il quale sono avvenuti attacchi contro
bersagli del capitalismo e dello stato e scontri tra le forze repressive da
una parte e anarchici e giovani ribelli dall?altra. La polizia ha arrestato
17 manifestanti che hanno ricevuto accuse pesanti e fabbricate ad arte; 3
sono stati imprigionati senza alcuna prova (con il consenso politico della
sinistra ufficiale). Attraverso di loro lo Stato mira a punire in maniera
esemplare la scelta della resistenza sociale anti-istituzionale e non
mediata.

La lotta per la liberazione che i detenuti in sciopero della fame hanno
intrapreso utilizzando il loro corpo come arma, rappresenta in questo
momento il campo dove si esprime un conflitto tra lo Stato e quelli che
continuano a lottare contro la sua barbarie.

Si tratta di un conflitto in cui il potere, con tutti i meccanismi di
propaganda, di controllo e di repressione di cui dispone, cerca di isolare e
di neutralizzare gli anarchici-antiautoritari, la parte piú radicale delle
resistenze sociali, con l?obbiettivo di sottomettere l?intera società ai
suoi schemi.

Nelle condizioni di intensificazione del terrorimo di Stato, le azioni di
solidarietà ai militanti detenuti subiscono costantemente l?attacco della
repressione; l?obbiettivo non è solo quello di prolungare la detenzione dei
tre manifestanti ma anche colpire la dinamica che rappresenta la
solidarietá, l?autorganizzazione e la resistenza contro progetti dello
Stato e dei padroni.

Cosí, il 12 gennaio, hanno cercato di impedire la manifestazione di
solidarietá organizzata dagli anarchici antiautoritari. Il divieto è stato
annunciato alla gente radunata a Propilaia dal capo delle forze di polizia,
ma la determinazione di centinaia di compagni in strada l?ha rovesciato.
Quindi, si è svolta nel centro di Atene una manifestazione dinamica.

Il culmine della violenza repressiva è stato l?ultimo attacco contro la
manifestazione in motocicletta del 13 gennaio, le botte e il fermo dei
compagni. Questo dimostra che lo Stato mira a soffocare la lotta dei
detenuti in sciopero della fame, intimorire quelli che sono solidali,
colpire lo sviluppo della lotta anarchica.

Questi avvenimenti sono preceduti da altri:

- l?arresto di un antiautoritario fuori da casa sua dopo la fine della
manifestazione in motocicletta diretta a casa del ministro della giustizia;

- la pressione soffocante e le costanti provocazioni degli sbirri del gruppo
Zita ( sbirri in moto) durante la manifestazione in motocicletta verso la
prigione di Korydallos del 15 dicembre;

- l?attacco della polizia alla manifestazione in motocicletta del 1º
gennaio, nel momento in cui rientrava dalla prigione, che ha provocato dei
fermi e un arresto;

- l?assedio di 50 compagni da parte dei celerini nella stazione radio
?Rithmos? che avevano occupato il 9 gennaio per rendere pubblico lo sciopero
della fame.

Nessuna di queste provocazioni e di queste manifestazioni di repressione
dello Stato avrebbe potuto restare senza risposta e anche in futuro non lo
resterá.

L?escalation di scontri in strada e intorno alla scuola del Politecnico dopo
la manifestazione studentesca del 17 gennaio contro la revisione
dell?articolo 16 della costituzione* è stato un momento di esplosione della
rabbia di centinaia di militanti (anarchici, antiautoritari, giovani,
studenti) contro le forze repressive e assassine della celere, un momento
chiaro di contro-violenza sociale giustificata di fronte alla violenza e al
terrorismo di Stato.

Contro il tentativo dello Stato di soffocare la lotta dei nostri compagni
detenuti in sciopero della fame

Contro l?attacco repressivo costante alle spese del movimento anarchico
antiautoritario, un attacco che mira al suo isolamento e alla sua
neutralizzazione

Di frontre allo sforzo dello Stato di imporre un funebre silenzio


Abbiamo occupato la scuola del Politecnico
e
Esigiamo la liberazione immediata dei manifestanti detenuti dal 6 maggio


Solidarietá a tutti i militanti imprigionati e perseguitati

Libertá per tutti i prigionieri

La solidarietá è la nostra arma


Assemblea dell?occupazione della scuola del Politecnico (padiglione Gini)

*N.d.T. I compagni in alcune occasioni partono numerosi in moto, rallentando
il traffico, gettando volantini e megafonado. Evidente manifestazione della
superioritá tattica del movimento ellenico.
* N.d.T. L?articolo 16 della costituzione vieta la fondazione di atenei
privati.


Da: "anar anar" <all_anar -A- hotmail.com>

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