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(it) Messico: Tavolo 6, terra e territorio (EZLN)

Date Mon, 15 Jan 2007 10:31:40 +0100 (CET)


resoconto completo: http://www.tmcrew.org/chiapas/2007/incontro_01.htm
Quarta Parte: Tavoli di Lavoro
TAVOLO 6 - TERRA E TERRITORIO
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PRIMO INCONTRO DEI POPOLI ZAPATISTI CON I POPOLI DEL MONDO
"...se anche non potremo cambiare il mondo, lotteremo affinche' il mondo non ci
cambi."
Oventic, Caracol II, cuore centrico dei zapatisti di fronte al mondo.
30 dicembre 2006 - 2 gennaio 2007
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TAVOLO 6 - TERRA E TERRITORIO

La terra e' di chi la lavora. Mantenimento della terra, redistribuzione agraria,
terre recuperate, ostacoli su queste terre e problemi di confine. L'esperienza
zapatista. Esperienze di lotta e difesa della terra e del territorio nel mondo.

I figli della terra, color della terra, parlando dei campi, parlano di se
medesimi, dei loro sogni, della loro lotta, della vita dura (a schiena china ma
testa alta) che orgogliosamente conducono. Parlano della terre riconquistate, che
i latifondi avevano espropriato agli indios. Ci tengono a precisare che le loro
occupazioni di terra sono quindi riappropiazioni. Terre che sono state riprese e
collettivizzate secondo il principio zapatista de "la terra e' di chi la lavora" e
grazie alla lotta organizzata e con l'insurrezione del 1994. Da allora molte
comunita' e basi d'appoggio dell'EZLN pero' sono state cacciate dai paramilitari,
se non proprio dall'esercito governativo, che cercano di sgomberare i campi ai
latifondisti e accaparrarsi queste terre ricche di risorse (anche petrolifere). Lo
scontro si fa piu' aspro nelle terre a valle, quelle piu' fertili e facilmente
coltivabili, che i potenti non hanno intenzione di mollare. Da sempre infatti i
campesinos indio sono relegati sui ripidi fianchi delle fredde montagne della
selva, unici campi non ursupati che possono fruttare, faticosamente, solo mais e
fagioli.

Le terre zapatiste sono divise in lotti personali e terre comunitarie, arate e
coltivate dalla comunita' tutta. I prodotti ottenuti dai lavori collettivi vengono
divisi in base alle necessita' e solo una minima parte viene messa in commercio
attraverso piccole cooperative (viene commercializzato essenzialmente il caffe').
Si applica dunque un'agricoltura di sussistenza divisa in minifondi, per
soddisfare la domanda base di cibo.

Esiste una Commissione Agraria addetta a vigilare e risolvere eventuali dispute e
divide le terre che vengono riconquistate. Affianco c'e' anche la figura del
"promotore per l'ecologia", incaricato allo studio della terra, del suo
mantenimento e sulle modalita' di fertilizzazione. La commissione e i promotori
stanno organizzando una banca dei semi naturali e non modificati per la
salvaguardia della biodiversita'. Infatti nella terra zapatista, attraverso un
lavoro di sviluppo della coscienza ecologica dei contadini, non si usa nessun tipo
di concime o prodotto chimico. I sistemi di concimazione, di irrigazione, di
raccolto, sono quelli delle tradizione maya, integrati con le conoscenze moderne,
ma totalmente naturali. Dicono molto semplicemente "Quel che alla terra si da',
dalla terra ritorna. Non si avvelena il piatto dove si mangia."

L'allarme sugli OGM e sui fertilizzanti e' dunque alto e l'occhio vigile. "Il
capitalismo - dicono gli acclamatissimi rappresentanti del Congresso Nazionale
Indigeno - ci stermina anche attraverso la contaminazione e la privatizzazione
dell'acqua, attraverso i prodotti transgenici, i fertilizzanti chimici, le
monoculture intensive. E' tutto il sistema mercantile neoliberista, applicato allo
sfruttamento delle risorse naturali, che va combattuto".

Di fronte all'importazione massiccia dagli Stati Uniti di mais modificato
geneticamente, con l'apertura delle frontiere determinata dall'ALCA, le comunita'
maya autonome nel chiapas si sono dedicate a mantenere il loro mais puro e
naturale. Dice un anziano tzotzil: "Durante gli ultimi cinque secoli, mentre il
nostro popolo ha sopportato sofferenze, enormi sofferenze, il nostro mais c'ha
permesso di sopravvivere. Ora il nostro mais sta soffrendo e dobbiamo restituirgli
quanto c'ha dato... dobbiamo aiutarlo a reggere la sofferenza delle contaminazioni
transgeniche portate dall'avarizia delle multinazionali e del mal governo. In
questo modo, il mais e il popolo del mais, saranno capaci di sopravvivere
insieme." E distribuiscono semi di mais naturale, maya da piantare ovunque a
scuola, nei giardini, a casa, purche' si firmi una carta che ne vieti la
commercializzazione.

Sulla riforma agraria, una sola frase e categorica: "sulla terra nasciamo, sulla
terra viviamo, dalla terra prendiamo cio' che mangiamo: vendere la terra e' come
vendere la propria madre. Siamo contrari a qualsiasi forma di vendita e
contrattazione di questo sacro suolo."

FINE

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