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(it) Messico: L'altra educazione - l'altra salute

Date Thu, 11 Jan 2007 14:45:28 +0100 (CET)


resoconto completo: http://www.tmcrew.org/chiapas/2007/incontro_01.htm
Seconda Parte: Tavoli di Lavoro
TAVOLO 1 - L'ALTRA EDUCAZIONE
TAVOLO 2 - L'ALTRA SALUTE
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PRIMO INCONTRO DEI POPOLI ZAPATISTI CON I POPOLI DEL MONDO
"...se anche non potremo cambiare il mondo, lotteremo affinche' il mondo non ci
cambi."
Oventic, Caracol II, cuore centrico dei zapatisti di fronte al mondo.
30 dicembre 2006 - 2 gennaio 2007

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TAVOLO 1 - L'ALTRA EDUCAZIONE

Come e' l'educazione autonoma zapatista? Quale e' stato il suo processo? Quali
problemi affronta? Quali sono le esperienze di educazione alternativa degli altri
popoli del mondo?

La conferenza si sarebbe dovuto tenere nell'ampio spazio della scuola primaria, ma
gia' poco dopo l'inizio e' stracolma. Circa duemila partecipanti si sono quindi
spostati e riuniti nella "piazza centrale", ovvero nel campo da basket.
All'altissima partecipazione e' corrisposto un'altrettanto elevato livello di
discussione.

Come per molte altre questioni, il 1994 funge da spartiacque nella vita di questi
discendenti dei Maya. Prima della sollevazione armata le scuole in questa zona
selvaggia erano pochissime e malfunzionanti. I professori statali non avevano
alcun interesse a seguire l'apprendimento dei bambini e la cultura della scuola
ufficiale era tesa a negare la storia degli indigeni, imponendo quella coloniale.
L'insegnante istituzionale era funzionale solo alla distruzione del mondo e della
natura, giocando a favore del capitalismo. I bambini indios venivano discriminati
per la lingua che parlavano, per i vestiti "ridicoli", per il colore della pelle e
in alcuni casi i paramilitari impedivano loro l'ingresso a scuola.

L'educazione autonoma zapatista non solo e' indipendente da quella del malgoverno,
ma le si contrappone. Se quella del governo vuole diffondere una cultura
individualista, meritocratica e proiettata nel mercato globale, quella zapatista
vuole creare una cultura collettiva per il popolo, non dimentica della lotta e
funzionale alla vita comunitaria.

I vari rappresentanti delle Giunte di Buongoverno hanno parlato anche
dell'importanza della formazione dei promotori di educazione che sono scelti in
assemblee comunitarie per prepararsi a fare scuola nei loro villaggi. Dunque non
ci sono "professori", ma educatori.
Nella scuola ufficiale il maestro e' il detentore assoluto del sapere, il
promotore all'educazione zapatista e' una persona della comunita' che insegna
apprendendo. La curiosita' della conoscenza e' reciproca, dall'adulto al bambino e
viceversa. La scuola non e' vista come reclusione e il bambino non sta seduto ma
gioca col maestro, gira per gli spazi della comunita', si dividono perfino la
merenda. La pratica e la teoria si alternano a ritmo del gioco, delle stagioni,
dei percorsi pedagocici, ignorando pagelle, voti, interrogazioni e note. Se
l'alunno scalpita, non segue, non "produce" attivamente, vuol dire che l'errore e'
dell'educatore che non ha saputo suscitare l'interesse del ragazzo; dunque, si
riformula il gioco/spiegazione affinche' stimoli una adeguata curiosita'.

Spiegano: "Per la democrazia e per l'insegnamento ci deve essere l'amore, non il
lavoro. La comunita' dunque si preoccupa del vitto e del mantenimento dei docenti,
che non hanno salario. La scuola zapatista non e' per gradi, per quanto abbiamo
una primaria e una secondaria. Le ragazze e i ragazzi sono riuniti in gruppi
simili di eta' o livello d'apprendimento e quelli piu' grandi aiutano i piu'
piccoli". Ma la divisione non e' matematica e il passaggio da un livello al
successivo e' molto fluido, in base agli interessi e le propensioni dell'alunno.

L'educazione comunque ruota a quattro aree conoscitive: matematica, storia, vita
ed ecosistema, lingue. La matematica viene insegnata attraverso esempi pratici,
contando le cose della natura, giocando all'aperto. La storia, che comprende miti
indios e storia della lotta zapatista, viene appresa attraverso i canti, i balli
tipici, i racconti dei nonni. Vita ed ecosistema servono a sviluppare una
coscienza ecologica che porti ad acquisire tutti gli elementi (anche di
sopravvivenza) della natura circostante: la conoscenza delle piante, degli
animali, del bosco e della montagna; ma allo stesso modo, appresa l'importanza di
questi elementi nella cultura indigena, servono a maturare un rispetto profondo
verso la Madre Terra. Le "lezioni" sono rigorosamente bilingue, innanzittutto in
dialetto indio locale (che varia da Caracol a Caracol) per non perdere mai le
proprie radici e poi in spagnolo per non essere esclusi dal mondo, benche' questa
lingua coloniale sia stata usata per sterminare culturalmente gli indio. Affianco
a queste aree tematiche vi sono laboratori pratici: riparare piccoli oggetti, fare
un orto comunitario, dipingere le mura della scuola. Le decioni sui "programmi"
sono prese collettivamente dalle gruppo di alunni e insegnanti, unanimamente.
Dicono: "La democrazia del potere e' quella del 50%+1, per la cultura indigena la
democrazia e' il consenso collettivo. Cosi' dunque facciamo a scuola."

Gli alunni, sin dal principio, sono immersi nella vita comunitaria, la scuola non
li separa da essa ma anzi li forma affinche' sviluppino una coscienza collettiva.
Gli zapatisti hanno inoltre sottolineato che per molti versi nel loro modello
educativo l'universita' e' inutile. Per quanto stiano sviluppando un'idea di un
ateneo comunitario, il sapere specialistico occidentale e capitalistico e'
essenzialmente superfluo nella vita della selva. Per chi termina il percorso
educativo e vuole impegnarsi a fondo ci sono equipe tecniche per una cultura
avanzata finalizzata a quello che serve alla comunita' (agronomia, promotore di
salute, promotore di educazione stesso, farmacista di erbe medicinali, panettiere,
etc...). Bisogna aggiungere che pero' le scuole zapatiste non sono riconosciute
dallo stato federale a nessun livello. Chi uscisse dalla comunita' per proseguire
gli studi altrove non avrebbe alcun titolo valido, ma, ci spiegano: "nessuno e'
venuto meno ad adempiere le proprie scelte all'interno dei Caracol, decidendo
piuttosto quanto e come dedicarcisi".

L'Altra Educazione e' dunque il motore del "cambìo social", creatore di coscienza.
La sua importanza si puo' sintentizzare su quello striscione che recita "la Otra
Educacion es el corazon de la Autonomia" e si evince dal profondo impegno che la
comunita' intera mette in questo campo. Dicono: "Sono i nostri figli, per questo
nell'Altra Educazione stiamo investendo tutto". Non a caso il malgoverno cerca di
sabotarla come puo'. Benche' prima del 1994 una scuola secondaria da queste parti
era un miraggio, ora lo stato federale, giocando sporco e sapendo che vi sono solo
due scuole secondarie dei Caracoles, ne costruisce a bizeffe attorno, per far si
che i campesinos non mandino i figli alle scuole zapatiste.

In ultimo hanno ringraziato la societa' civile per l'aiuto dato. Infatti anche se
molte scuole sono state costruite dalle comunita', alcune sono state messe su'
grazie alla solidarieta' internazionale. Lo stesso succede con il materiale
scolastico che e' gratutito e fornito dalla collettivita' (e dai doni e dagli
aiuti internazionali).

TAVOLO 2 - L'ALTRA SALUTE

Come e' il sistema di salute zapatista? Quali sfide affronta? Quali sono i suoi
risultati? Quali le sue difficolta'? Altre esperienze dell'Altra Salute nel mondo.

(il seguente testo e' tradotto e estratto dal bollettino 3 di Oventic, dato che
era nello stesso orario del precedente tavolo che stavamo seguendo)

Simultaneamente ai lavori del tavolo dell'Altra Educazione, si è portata avanti la
riflessione sull'Altra Salute, con i rappresentanti autonomi delle cinque Giunte
di Buon Governo e si è sottolineata l'importanza di riscattare la medicina
tradizionale dei popoli indigeni. Hanno parlato di come organizzano la salute
nella resistenza attraverso la preparazione di
promotori di salute e la costruzione di piccole case di cura, microcliniche ed
ospedali zapatisti.

Gli/le rappresentanti delle comunità in resistenza hanno esposto la loro posizione
di fronte all'aborto. L'aborto molte volte succede senza che nessuno lo provochi,
perché si tratta di cose che succedono nelle comunità. "Molte donne soffrono
questo problema, non lo praticano né lo cercano, succede per le condizioni di vita
indigena".

Nella sessione di domande e risposte, si è sottolineata l'importanza di rafforzare
l'educazione sessuale e la salute riproduttiva. Si è parlato anche dei problemi di
salute mentale, dell'importanza delle campagne di vaccinazione senza la
partecipazione del governo, dell'uso di stufe ecologiche che evitino i danni che
provoca l'inalazione del fumo da legna
nelle donne e dell'importanza dell'educazione per pianificare la famiglia.

Gli zapatisti hanno spiegato che il loro precario sistema di salute si occupa
gratuitamente di tutte le basi d'appoggio dei villaggi e che offrono pure il
servizio di salute agli indigeni che non sono zapatisti perché "la salute è un
diritto che non deve distinguere, come invece fa il mal governo".

20 compagni e compagne di molte parti del mondo hanno raccontato esperienze di
salute alternativa. Il Collettivo Brigata Ambulante, del Distretto Federale, ha
parlato del suo lavoro con le lavoratrici sessuali in Città del Messico, mentre un
altro collettivo di Michoacán ha riferito dell'importanza della fisioterapia per
la salute: "Il capitalismo ammala e dà solo soluzioni parziali con le cure".

Dal Cile, Ximena Castillo ha parlato della salute mentale e del lavoro nel suo
centro comunitario di riabilitazione per schizofrenici. Gisela Morales, di
Monterrey, ha spiegato che lavora in una zona emarginata dove le comunità cercano
rettili per mangiare. "È necessario tentare di non riprodurre il sistema dentro
noi, creare un altro paradigma. Bisogna ricordare che la terra e la natura sono i
medici e gli ospedali più antichi".

Edgar Ibarra, della Fattoria della Sud Centrale di Los Angeles, California, ha
raccontato che il suo progetto comunitario ed autogestito nacque nel 1992 e
contava su 14 ettari dove la gente poteva coltivare i suoi propri alimenti, oltre
a seguire dei corsi di medicina tradizionale e di agricoltura. Sono stati
sgomberati dal loro terreno però hanno ancora un locale dove continuano ad offrire
un servizio di salute basato sulle piante medicinali.

Fra gli interventi ci sono state altre voci ancora: quella di una missionaria
indipendente, di un medico di Città di Messico che ha lavorato con i medici scalzi
in Cina, di un compagno del Sierra Totonaca che porta avanti un progetto di salute
comunitaria, di un collettivo di Yucatan, un'esperienza di musicoterapia a Buenos
Aires ed una commovente storia di un indigeno del Canada. Hanno parlato anche
sorelle e fratelli del Guatemala, di Amatlán (Morelos), del Costa Rica e del
Distretto Federale.

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