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(it) Messico: Incontro dei Popoli Zapatisti - Oventic

Date Thu, 11 Jan 2007 14:44:12 +0100 (CET)


resoconto completo: http://www.tmcrew.org/chiapas/2007/incontro_01.htm
Prima Parte: Introduzione ai Tavoli di Lavoro
PRIMO INCONTRO DEI POPOLI ZAPATISTI CON I POPOLI DEL MONDO
"...se anche non potremo cambiare il mondo, lotteremo affinche' il mondo non ci
cambi."
Oventic, Caracol II, cuore centrico dei zapatisti di fronte al mondo.
30 dicembre 2006 - 2 gennaio 2007
Per raggiungere Oventic, sia che si venga da San Cristobal o dalla capitale Tuxtla
Gutzierrez, bisogna serpeggiare tra le montagne dell'Alto del Chiapas, tra ripidi
campi di mais, foreste, piccoli villaggi, panorami mozzafiato e passare un
imponente posto di blocco dell'esercito federale, subito dopo Bochil.

Siamo benvenuti, insieme ad altri 2000 partecipanti di 44 nazioni diverse di
quattro continenti, nel Caracol di Oventic, una delle cinque zone autonome e
liberate dall'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale e gestite da altrettante
Giunte del Buongoverno, ovvero dalle assemblee indigene di questi diretti
discendenti dei Maya. Ogni Caracol include diversi villaggi, detti MAREZ (Municipi
Autonomi Ribelli Zapatisti) a loro volta gestiti da assemblee piu' piccole. Siamo
giunti fin qui, appunto, per confrontarci sui modelli di governo e di autogestione
delle comunita' locali che da 13 anni a questa parte, cioe' dalla sollevazione
armata del 1994, tentano di gestire, autonomamente dal governo federale, la
propria vita.

Il villaggio si arrampica su un fianco scosceso di una montagna e si affaccia su
vallate verdi a piu' di duemila metri di altezza. Spesso le nuvole invadono il
paesino, avvolgendo tutto in una fitta nebbia, poi passano e lasciano il posto a
un sole rovente. La notte, sotto un cielo sempre stellato, la temperatura scende
vertiginosamente ma questo, e neanche la pioggia che ha infangato gli ultimi
giorni, non impedisce ad altri duemila indios della regione, oltre gli
internazionali, di accamparsi con tende di fortuna a ridosso della tribuna e del
campo di basket che fungono da foro dell'evento.

PERCHE' L'INCONTRO?

Spiega brevemente il pamplet del loro programma: "In questo Incontro dei popoli
noi zapatisti vi racconteremo la nostra esperienza di questi anni di governi
autonomi; gli obiettivi e i problemi che affrontiamo per costruire questa proposta
anticapitalista e tenteremo, con umilta' e rispetto, di rispondere, dibattere,
intercambiare e, soprattutto, condividere i nostri errori e ostacoli e anche i
nostri piccoli successi. E' tempo di organizzarci e vedere come affronteremo
insieme questo male comune che e' il neoliberismo che attacca l'umanita'". A
ridosso delle conferenze, nella vita quotidiana del campeggio, sono effettivamente
nati laboratori, reti, scambi d'opinioni, contatti, che hanno sancito l'effetiva
riuscita dell'incontro, convergendo mille mondi in una trama comune.

[]

TAVOLI DI LAVORO

L'Incontro si articola essenzialmente attorno a 6 tavoli di lavoro, riguardanti le
diverse specificita' del governo comunitario. I dibattiti sono articolati come in
una conferenza, dove dal palco le Giunte dei vari Caracoles, con i responsabili
dei relativi settori, raccontano lo sviluppo locale nei vari temi. Non bisogna
pero' pensare a dei tecnici e/o professionisti: i relatori sono contadini stessi,
eletti dalla comunita' e coperti dall'anonimato del passamontagna, che narrano il
loro percorso di autogoverno. A volte intervengono compagn* analfabet* ma
chiaramente ricchi dell'esperienza specifica che portano all'attenzione di
tutti/e. Come dice Rosa: "Molti di noi non sanno leggere e non sanno scrivere ma
questo non significa che non sappiamo pensare". Al termine dell'illustrazione
degli obiettivi e problemi dei vari Caracoles, ci sono le domande del pubblico,
spesso capziose, molto tecniche ma che comunque aiutano a dare una dimensione
sempre piu' reale e specifica del lavoro delle Giunte. Si conclude con una lunga
serie di interventi di svariati collettivi, gruppi (e anche esperienze
individuali) di tutto il mondo, inerenti al tema trattato.


TAVOLO INAUGURALE - AUTONOMIA E ALTRO GOVERNO

A carico delle cinque Giunte del Buongoverno zapatiste con il tema: Che significa
governare nell'autonomia? Quali sono gli obbiettivi? Cosa e' l'autonomia per i
zapatisti? Che significa il principio zapatista "comandare obbediendo"? Obiettivi
e orizzonti.

Quando si parla di Autonomia in ambito zapatista, si parte dal basso. Le strutture
organizzative che si sono dati gli indigeni di questa zona del Chiapas partono e
tornano al popolo, attraverso una serie di rappresentanze alle quali sono
applicate verifiche a ogni livello. Chi viene incaricato di gestire la comunita',
nelle differenti aree come salute, educazione, agronomia, etc, rimane investito di
questa responsabilita' per tre anni. Il suo ruolo e' sempre destituibile, dalla
comunita' stessa che decide se e quanto e' soddisfatta del lavoro del proprio
rappresentante. Lo stesso "candidato" non puo' essere in nessun caso rieletto,
proprio per evitare l'accumulo di potere e di conoscenze specifiche in un lobby
ristretta. Dicono: "Anche se e' una guida capace, deve lasciare il posto ad uno
nuovo. Se il nuovo arrivato e' meno capace, ha tutto il tempo di apprendere dal
precedente incaricato". I rappresentanti sono scelti in seno alla comunita' stessa
e solo gente del posto puo' assumere tali ruoli.

Dato che il denaro non e' la moneta di scambio nelle relazioni dei Caracoles e la
proprieta' privata e' sostituita dalla proprieta' comunale, i rappresentanti non
percepiscono alcun salario; l'assenza di lusso e distinzioni economiche e' una
caratteristica fondamentale dei Caracoles. La comunita' stessa si occupa di
garantire cibo, vitto e aiuto (in famiglia, con i bambini) agli incaricati, che
dovendo adempire i propri compiti non possono andare a coltivare i campi.

Dunque il "comandare ubbidendo vuol dire che il popolo decide la direzione ed il
modo in cui lavorare". Ecco i sette principi per l'Altro Governo: l'ubbidire e non
comandare, il rappresentare e non soppiantare, lo scendere e non il salire, il
convincere e non vincere, il costruire e non distruggere, il proporre e non
imporre.

La Giustizia: un tema spinoso e interessante. Gli zapatisti cercano di porre fine
alla idea di castigo inteso come vendetta. In casi gravi e estremi, dove e'
prevista anche una detenzione in un piccolo carcere, il colpevole e' trattenuto
temporaneamente e mai una pena si sconta attraverso la reclusione. La
riabilitazione del colpevole avviene attraverso il lavoro comunitario, sancito
dalla Giunta dopo aver ascoltato le parti in causa. Addirittura il risancimento
alla vittima non viene devoluto alla famiglia o alla persona coinvolta ma alla
comunita' e alla Giunta stessa. Lo stesso risancimento e l'entita' del lavoro
collettivo sono decisi congiuntamente tra Giunta e vittima.

Su tal tema hanno illustrato che "il nostro ruolo è cercare e costruire un accordo
comune, piu' che applicare la legge. Come autorita' della Giunta siamo un ponte e
per mezzo del dialogo arriviamo all'aggiustamento", anche se - hanno aggiunto -
"non sempre e' così facile". Affermano poi che non confondono dialogo con
negoziato: la giustizia non e' mercanzia che si baratta o aggiusta
matematicamente. Attualmente non c'e' un sistema giuridico a cui uniformarsi e
ogni municipio si mette d'accordo sui propri regolamenti interni, anche se si sta
individuando la necessita' di elaborare norme generali che possano guidare tutti i
municipi di una zona. Infine le Giunte del Buongoverno assumo un ruolo di
mediazione anche nei conflitti territoriali e nelle dispute civili.

Terminando, hanno raccontato che spesso si trovano ad ospitare migranti
sudamericani di passaggio, diretti alla frontiera USA. A questi "clandestini"
danno cibo, solidarieta', accoglienza ma cercano anche di fare un lavoro politico
affinche' capiscano che devono cambiare il mondo laddove sono stati destinati e
che nell'opulento Nord troveranno solo altre catene.

Tirando le somme, affermano che la principale difficolta' e' nell'uomo stesso,
nelle sue debolezze. Ma condividere i problemi con la comunita' aiuta a
risolverli, anche ammettendo umilmente davanti alla gente dove e' che si hanno
delle incompetenze. I governanti non hanno risposte, quindi ascoltano il popolo.
Ovviamente l'altra enorme difficolta' e' posta dall'assedio delle forze federali
che sabotano l'autonomia in tutti i modi possibili, con una guerra a bassa
intensita'.

(segue a breve)

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