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(it) Comidad: Il potere della rappresentazione mediatica

Date Thu, 4 Jan 2007 12:46:54 +0100 (CET)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news precedenti,
può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce "COMMENTARIO".
* * * * * * * * * *
IL POTERE DELLA RAPPRESENTAZIONE MEDIATICA
Oggi in Italia non sarebbe più possibile un altro scandalo del contrabbando di
petrolio come quello del 1980. Non perché non vi sia più contrabbando di
petrolio, ma perché non vi sono più le leggi e le normative che consentivano di
individuarlo.
Grazie al controllo delle bolle di accompagnamento che dovevano seguire il
petrolio durante il trasporto, fu possibile individuare a Vicenza dei depositi
clandestini di petrolio. È probabile che il previsto raddoppio della base NATO di
Vicenza comporti un consequenziale raddoppio anche dei depositi clandestini che si
trovano vicino la base.

La normativa che consentiva ai pochi funzionari che volessero farlo di individuare
il contrabbando, è stata abolita tra il 1993 ed il 1994, perciò oggi il
contrabbando di petrolio può dirsi del tutto liberalizzato. È significativo che la
decisione che avrebbe aperto un'incolmabile voragine nell'erario dello Stato
italiano, venisse assunta proprio nel periodo di "Mani pulite", nel clima di
palingenesi morale allora creato dai media.

Nessuno poteva allora immaginare che nel momento in cui sembrava prospettarsi un
ritorno per quanto parziale alla legalità, i governi dell'epoca - sorti
all'insegna del rigore finanziario e dei sacrifici, guidati da personalità
integerrime come Amato e Ciampi -, prendessero provvedimenti che legalizzavano
l'illegalità.

I media possono quindi creare una rappresentazione della realtà che sia l'esatto
opposto della realtà propriamente detta.

Per potere incrementare il loro contrabbando di petrolio tramite le basi NATO, gli
Stati Uniti hanno aggredito e occupato l'Iraq, cioè uno dei pochi Stati laici di
tutta la regione, e ciò proprio nel periodo in cui pareva più forte l'emergenza
del fondamentalismo islamico. Lo stesso Iraq risulta oggi occupato dagli Stati
Uniti grazie ad un accordo di spartizione con l'Iran, eppure sino a pochi giorni
fa i due Paesi sembravano sull'orlo di una guerra nucleare. Il governo
statunitense e quello iraniano sono stati i soli ad aver espresso soddisfazione
per l'esecuzione di Saddam Hussein e, non a caso, le ultime parole dell'ex
presidente iracheno sono state non solo verso gli Stati Uniti, ma anche verso
l'Iran e le sue mire di costituire uno Stato sciita satellite.

Nel 1999 l'intervento della NATO in Kossovo fu giustificato con la necessità di
far cessare un genocidio di Albanesi da parte dei Serbi, intervento che fu
l'occasione per D'Alema e i DS per entrare nelle grazie degli Stati Uniti. A
distanza di qualche anno, abbiamo saputo che la realtà era l'opposto, cioè che era
in atto un genocidio di Serbi da parte di una frazione di Albanesi armata dagli
Stati Uniti.

Per quanto condiviso sul piano generale, ogni discorso sul potere mistificatorio
della rappresentazione mediatica rimane poi privo di effetti pratici nei casi
particolari. Nel caso di Giorgio Welby, che ha occupato per settimane le prime
pagine dei giornali, il coinvolgimento di Marco Pannella avrebbe dovuto mettere
sull'avviso sul fatto che le cose non stavano così come ci erano presentate, e che
probabilmente Welby era strumentalizzato per fini che ci saranno evidenti solo tra
qualche tempo.

Al contrario, lo stato emozionale ha soffocato qualsiasi considerazione di prudenza.

Quanta attenzione hanno concesso i media ai dati ufficiali su tutti i nuovi
insediamenti NATO sul nostro territorio? Pochissima.

Questa assenza di informazione, dovrebbe costituire già di per sé un'informazione,
almeno per chi voglia riconoscerla.

4 gennaio 2007


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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