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(it) Comidad: I nemici dell'umanità non fanno affari con la BP

Date Thu, 13 Dec 2007 12:32:12 +0100 (CET)



NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce "Commentario"
.
******************************
I NEMICI DELL'UMANITÀ NON FANNO AFFARI CON LA BP
Nei commenti giornalistici alla sconfitta referendaria di Chavez, la questione
del petrolio venezuelano è un dettaglio venuto fuori solo incidentalmente. Sul
"Corriere della sera", l'ex ambasciatore Sergio Romano scorge nel petrolio
solo la causa del successo personale di Chavez, e concentra gli strali su di
lui per il carattere vago e demagogico del suo "socialismo bolivariano" e per
i suoi modi da caudillo.

Che il petrolio possa essere oltre che la causa del suo successo, anche il
motivo dell'ostilità internazionale verso di lui, non è neppure accennato:
Chavez viene condannato dai commentatori a causa dell'improponibilità del suo
"modello", per la sua nota amicizia con Castro, e magari anche per la - del
tutto presunta - connivenza ideologica con il "cattivo maestro" Toni Negri. Se
un capo di Stato firma accordi commerciali con la Cina e con la Russia, invece
che con la BP, viene automaticamente individuato come una minaccia per la
democrazia e per la sicurezza planetaria, come un nemico dell'umanità, ecc.

Un trattamento del genere fu riservato dalla stampa americana ed europea anche
al mite Mossadeq, il primo ministro iraniano che nel 1951 aveva cercato di
nazionalizzare la Anglo-Iranian Oil Company, che, manco a dirlo, faceva parte
della BP, o British Petroleum, o Beyond Petroleum, come si fa chiamare adesso,
dato che gli affari della BP vanno oggi "oltre" il petrolio, e si rivolgono
soprattutto al gas naturale, l'affare del futuro.

Se si considera che l'Iran, oltre ad essere un grande produttore di petrolio,
possiede anche i maggiori giacimenti di gas naturale del mondo, forse ciò
spiega la grande ostilità verso l'attuale presidente iraniano Ahmadinejad,
anch'egli arruolato d'ufficio dalla propaganda occidentale nella folta schiera
dei nuovi Hitler. La BP non può oggi mettere le mani sul petrolio del
Venezuela, né sul gas della Russia o dell'Iran, e, non a caso, ai rispettivi
capi di Stato di questi Paesi è stata confezionata un'inquietante immagine
internazionale, cosa non difficile se si considera che fare il Capo di Stato
comporta, per ciò stesso, altissime probabilità di essere anche un criminale.

Saddam Hussein aveva anche lui parecchio petrolio da farsi depredare e quindi
una pessima immagine internazionale, ma visto che il pericolo delle sue "armi
di distruzione di massa" e la necessità di esportare la democrazia in Iraq,
non hanno convinto i più, ecco allora pronta un'altra spiegazione. Gli Stati
Uniti si sarebbero fatti convincere ad impegnarsi in una guerra contraria ai
loro interessi, a causa delle pressioni della "Israel Lobby", che
condizionerebbe la politica estera statunitense in base alle esigenze dello
Stato di Israele. In Italia, il libro best-seller di Mearsheimer e Walt che
sostiene questa tesi è stato di recente pubblicato da Mondadori, una casa
editrice che risulta da anni coinvolta in operazioni di disinformazione e
intossicazione funzionali agli interessi statunitensi (ad esempio il
best-seller "Gomorra", che è servito a coprire con il mito camorristico il
traffico di derivati dell'oppio afgano compiuto dalla base NATO di Napoli).

Mitomani come tutti i provocatori e criminali, molti sionisti forse davvero
pensano di essere loro a gestire la politica estera statunitense. Il libro
sulla Israel Lobby espone poi una tale massa documentaria sulle presunte
pressioni e manipolazioni subite da Bush e Cheney, che risulterebbe persino
convincente, se non ci fosse il dettaglio del petrolio irakeno che oggi
sparisce a ritmo accelerato dall'Iraq, e che viene depredato proprio dalle
compagnie legate a Bush e Cheney.

13 Dicembre 2007


Da: "Italiano" <italianovinc -A- alice.it>

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