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(it) Comidad: Sarkozy, servitore di due colonialismi

Date Fri, 7 Dec 2007 11:20:59 +0100 (CET)



NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"Commentario".
**********************
SARKOZY, SERVITORE DI DUE COLONIALISMI
Le reazioni dei governi cosiddetti occidentali alla vittoria del partito del
presidente Putin alle elezioni del parlamento russo, hanno assunto dei toni
involontariamente umoristici. Il presidente Bush non si è complimentato con
Putin a causa del sospetto di brogli che grava sulle elezioni russe, mentre le
autorità europee hanno lamentato l'eccesso di copertura mediatica di cui si è
avvantaggiato il partito al governo.

Insomma, non si è capito se le oligarchie "occidentali" rimproverino Putin di
fare le stesse cose che fanno loro, oppure se la prendano con lui perché sta
confezionando la messinscena della democrazia meglio di loro.

Si può immaginare inoltre cosa sarebbe accaduto se Putin avesse perso le
elezioni: ci sarebbe stato un boato di soddisfazione dei media analogo a
quello verificatosi per la contemporanea sconfitta di Chavez al suo referendum
sulle modifiche alla costituzione venezuelana. Anche di Chavez, se avesse
invece vinto, si sarebbe detto che aveva fatto ricorso a brogli.

Nell'uno e nell'altro caso, tanta ostilità della stampa "occidentale" è dovuta
alla frustrazione degli interessi affaristici delle multinazionali
anglo-americane.

Da quando la British Petroleum è stata estromessa dal business del gas russo,
la propaganda britannica ha imbastito nei confronti di Putin una serie di
provocazioni piuttosto puerili, come quella del presunto assassinio del
dissidente russo con il polonio radioattivo. Condizionati dagli interessi
britannici, anche i media italiani fanno la morale a Putin e lo esortano a
ritrasformare la Russia in colonia come ai tempi di Eltsin. Si tratta però di
una posizione irrealistica, che persevera negli errori di valutazione già
commessi a suo tempo dal presidente USA Clinton.

Negli anni '90 le multinazionali petrolifere si illusero di aver trovato in
Russia il loro nuovo Eden coloniale, ma era chiaro già allora che se il KGB
consentiva a Eltsin di firmare contratti a condizioni così sfavorevoli, lo
faceva solo per il tempo necessario ad acquisire il know-how e le relazioni
utili per poi poter procedere in proprio. Anzi, l'oligarchia russa ha oggi
la potenza finanziaria sufficiente per poter fare del colonialismo commerciale
in proprio, non solo nei confronti degli Stati dell'ex impero sovietico, ma
anche nei confronti della stessa Europa occidentale.

L'unico governante europeo a complimentarsi con Putin è stato Sarkozy, e il
fatto ha, come al solito, alimentato le illusioni di alcuni commentatori circa
l'attivismo e l'autonomia dell'attuale presidente francese. In realtà Sarkozy
fa l'amico di Putin per lo stesso motivo per cui ama Bush. La compagnia
petrolifera francese, la Total, è stata associata da Bush allo sfruttamento
del petrolio iracheno, mentre Putin ha concesso alla stessa Total alcuni
contratti di fornitura di gas russo.

Il punto è che quando la politica di un governo coincide con gli affari, il
contraente più debole diventa automaticamente una colonia; ed oscillare tra la
subordinazione a due colonialismi, non fa una politica di indipendenza
nazionale.

La Francia e l'Europa attuali sono un po' in una condizione simile alla Cina
dell'800, che era soprattutto una colonia britannica, ma che subiva incursioni
coloniali anche da parte di altre potenze, come gli USA, il Giappone, la
Germania e persino l'Italia. Oggi l'Europa rimane soprattutto una colonia
commerciale degli Stati Uniti, ma si espone ormai anche al colonialismo russo.

Durante la prima guerra mondiale, Georges Clemenceau sintetizzò efficacemente
con uno dei suoi crudeli aforismi la schizofrenia della politica francese
dell'ultimo secolo: i Francesi offrirebbero subito la loro vita alla Patria,
ma mai i loro soldi. Questa schizofrenia è oggi incarnata da Sarkozy che
blatera ancora di una Francia grande potenza, ma poi ne smantella le basi, a
cominciare dall'apparato dello Stato. Sarkozy è oggi ritratto dalla stampa
padronale come il San Giorgio che si batte contro il drago dei "privilegi
delle categorie", il che, tradotto dal codice della propaganda, vuol dire che
si propone di sostituire nella pubblica amministrazione il lavoro stabile con
lavoro precario o schiavistico. L'oligarchia francese ha trovato nella
precarizzazione e nella schiavizzazione un business che in prospettiva è
colossale. D'altra parte, nel momento in cui va a toccare le basi del proprio
stesso establishment, l'oligarchia francese non può essere più sicura che un
domani non sia scalzata nella gestione di quel business da altre oligarchie
imposte dai colonialisti.

6 dicembre 2007


Da: "Italiano" <italianovinc -A- alice.it>

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