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(it) Appello da Vicenza: 15 dicembre - se non ora, quando?

Date Mon, 3 Dec 2007 12:54:11 +0100 (CET)


Appello da Vicenza
VERSO IL 15 DICEMBRE
LETTERA APERTA: SE NON ORA, QUANDO?
Non lo nascondiamo: siamo dei sognatori; vorremmo impedire alla più
grande potenza militare mondiale di mettere casa nel nostro cortile.
E' vero, siamo anche un pò testardi; ce lo hanno detto in tutte le
salse: «cari vicentini, mettetevela via, gli interessi della guerra
saranno più forti dei vostri presidi». Pazzi? Può darsi: del resto,
chi avrebbe montato un Festival-campeggio di 10 giorni?
Eppure, siamo ancora qui. In questi giorni raddoppiamo il nostro
Presidio Permanente; tutto intorno, un silenzio assordante, fatto di
quotidiani e telegiornali che, dopo aver assediato Vicenza in
concomitanza con il grande corteo del 17 febbraio, ora non hanno più
nulla da dire su un movimento che ha continuato a vivere di passione e
determinazione. Un movimento che si esprime tra e con la gente di
Vicenza, attraverso iniziative e manifestazioni continue: abbiamo
tagliato i cavidotti funzionali alla nuova base Usa, occupato la
Basilica Palladiana, piantato 150 alberi all'interno del Dal Molin;
abbiamo bloccato, per tre giorni e tre notti, le bonifiche belliche -
iniziate un mese fa - necessarie per iniziare la costruzione
dell'installazione militare, e le donne del Presidio, sono andate a
Firenze per boicottare l'ABC - azienda incaricata delle bonifiche - e
proseguire la campagna dei blocchi.

Con i primi blocchi dei lavori abbiamo imparato, ancor di più, ad
essere una comunità; e abbiamo sentito, da tante parti d'Italia, la
solidarietà e la condivisione che tante donne e tanti uomini esprimono
per la lotta vicentina.

Abbiamo chiesto, anche, che i 170 Parlamentari che si sono dichiarati
contrari alla realizzazione della nuova base Usa mantengano la propria
promessa: portare subito in Parlamento la moratoria sui lavori in
attesa dello svolgimento della Seconda Conferenza sulle servitù
militari e chiedere la desecretazione degli accordi militari
bilaterali.

Questo, ad oggi, non è avvenuto: abbiamo già visto il Governo
promettere di ascoltare la comunità vicentina e poi tradirla: c'è
qualcuno che vuol seguire il solco tracciato da Prodi? Non portare
subito in Parlamento la moratoria, infatti, significa comportarsi
nello stesso modo del Presidente del Consiglio che, dopo aver promesso
di voler considerare la vicenda alla luce della volontà della comunità
locale, dichiarò dall'estero di non opporsi alle richieste
statunitensi svendendo la nostra città.

Lo scorso 17 febbraio, insieme, abbiamo dimostrato quanto grande è il
movimento che vuol battersi contro la guerra e la militarizzazione del
territorio, per la difesa della terra e la costruzione di nuove
pratiche di democrazia; ma Vicenza, da sola, è insufficiente a
sostenere questa lotta che, pure, accomuna gran parte della
popolazione locale: Vicenza è solo un villaggio nella grande comunità
che crede in un altro mondo possibile. Abbiamo bisogno, ancora una
volta, della vostra condivisione, della vostra partecipazione, della
vostra solidarietà.

Abbiamo convocato, a dicembre, una tre giorni europea di confronto,
contaminazione, approfondimento; vogliamo allargare i nostri
orizzonti, conoscere nuove comunità, condividere altre lotte. Ma
vogliamo, anche, dimostrare che la vicenda del Dal Molin è ancora
aperta: per questo il 15 dicembre un grande corteo attraverserà le
strade della nostra città. Abbiamo sempre detto che "se si sogna da
soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia":
vi chiediamo di condividere il nostro sogno, ancora una volta, perché
una terra senza basi di guerra possa diventare realtà.

Se non ora, quando? Vicenza chiama, ancora una volta: e noi siamo
sicuri che risponderete in tanti. Perché Vicenza vive già al di fuori
dei suoi confini.

Presidio Permanente, Vicenza 27 novembre 2007

Per leggere l'appello della tre giorni europea:
[1]www.nodalmolin.it
Per informazioni e adesioni: [2]comunicazione@nodalmolin.it

Da: <canziart -A- libero.it>

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