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(it) Comunicato Comm. Etiche e politiche di genere FdCA: Le colpe delle donne

Date Mon, 18 Sep 2006 10:36:07 +0200 (CEST)


Ormai da troppo tempo l'Italia è il teatro osceno di una serie ripetuta di
fatti di violenza, dallo stupro all'omicidio ai danni delle donne.
Quasi non ci si fa più caso al marito che ha ammazzato di botte la moglie
e soprattutto la ex-moglie, o la mette nel cassetto dell'immondizia mezza
morta, oppure trucida direttamente tutta la famiglia per fare tabula rasa.
D?estate poi impazzano le notizie di donne violentate nelle stazioni
centrali, sotto casa, mentre fanno jogging, perché accettano un passaggio
da degli sconosciuti e poi quanti stupri, quelli più numerosi che vengono
taciuti e negati, rimossi, quelli fra le mura domestiche, che
probabilmente neanche farebbero notizia.

Ancora più grave del fatto di essere donna, è quello di essere lesbica, o
gay, una colpa che viene fatta pagare a suon di botte e stupri, perché
ancor di più si intaccano i valori del maschio forte e possessivo in odor
di fascismo.

Il teatro del macismo continua a sentenziare che è colpa delle donne: non
si cammina per strada di notte, non si va in discoteca in minigonna, non
si va a correre nel parco senza guardia del corpo, non si dichiara la
propria "diversità" sessuale negando all'uomo ciò che gli spetta, non si
fa l'autostop e non si lasciano i mariti che rimangono soli con la propria
fragilie violenza inespressa. Troppe volte i giudici hanno dato attenuanti
al vile gesto dello stupro, dando come prova di arrendevolezza, se non di
una minima partecipazione al proprio intimo massacro, il fatto di
indossare un jeans o gli anfibi (sono difficili da togliere con la foga
della passione violenta) qundi in qualche modo la donna ha collaborato,
troppo spesso i politici pensano che i problemi sociali e sessuali si
risolvano con il numero di donne in parlamento e non con campagne di
sensibilizzazione femminile.

Questa cultura patriarcale omofoba è altresì alimentata dai continui
attacchi della chiesa cattolica che non perde mai occasione per ribadire
una discriminazione delle donne, delle lesbiche, e di tutta la comunità
GLBTQ.

Nel cattivo pensiero comune e qualunquista, si guarda con ribrezzo alle
pratiche sessiste e alla segregazione forzata delle donne che si
perpetrano in alcuni paesi del mondo; si connotano questi paesi come
incivili e barbari, addirittura si fanno guerre in nome delle libertà
delle donne, come in Afghanistan, ma poi si vanno a fare le vacanze a
basso prezzo in Egitto, a Sharm, senza neanche sapere che questo paese è
il primo per la pratica dell'infibulazione e poi si è ciechi davanti alla
realtà che ci sta sotto casa.

Il maschio allattato da mamma fino a tarda età, praticamente fino al
matrimonio, e abituato ad essere bombardato dall'immagine della
donna-birra pronta all'uso in qualsiasi momento, ormai non considera più
lo stupro individuale o collettivo come un male o un reato grave, ma
scarica la colpa sulla donna, rea di essere troppo scosciata e sola, in
balia dei sensi irrefrenabili di qualcuno. O rea di lasciare il focolare e
il marito a se stesso, che si ritrova solo e incapace di annusarsi i
calzini sporchi e che poi si incazza e rivuole indietro la serva che gli
spetta.

Non è vero che il mondo è sempre stato così e sempre sarà così, i sistemi,
gli schemi e anche le donne e gli uomini sono cambiati nel corso della
storia.

Come al solito si deve ripartire dalla base, bisogna ricominciare da dove
si è lasciato il lavoro: dai collettivi di autocoscienza femminista, dal
cambiamento radicale dell'immagine delle donne nei mass-media, dal
riconoscimento del lavoro casalingo come vero e proprio lavoro da
remunerare, dalla vera ripartizione dei lavori domestici tra uomini e
donne all'interno delle famiglie e da un lavoro di sensibilizzazione
sessuale affinché il corpo della donna non sia considerato un oggetto
dovuto ai piaceri altrui, sempre e comunque, dal far capire che lo stupro
è una categoria di violenza la cui gravità viene subito dopo l'omicidio in
termini di danno sulla persona.

Donne e uomini di ogni tendenza sessuale saranno liberi e rispettati
quando si libereranno dagli schemi imposti dalla società di consumo e dal
capitalismo che deve per forza avere dei soggiogati, dei colpevoli e dei
manipolati per continuare ad esistere, che deve far usare la forza e
l'arroganza.

Noi crediamo e continuiamo a credere nella possibilità di migliorare, di
cambiare, crediamo nel libero amore inteso come libera scelta di amare e
di essere amati senza violenza né soggiogamento né sfruttamento, crediamo
nel potere delle parole e nell'unione delle forze per poter rielaborare
una società di esseri liberi il cui organo principale sia il cervello e
non il pisello!


Commissione di etiche e politiche di genere - FdCA

15/09/2006


Federazione dei Comunisti Anarchici
http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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