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(it) Assemblea popolare No Tav: comunicato

Date Thu, 14 Sep 2006 14:07:06 +0200 (CEST)


Il 12 settembre si è svolta a Bussoleno un'assemblea popolare
autoconvocata cui hanno preso parte centinaia di persone. Numerose la
questioni sul tappeto: dalla questione Tav a quella del raddoppio del
tunnel autostradale del Frejus per arrivare al grave inquinamento
dell'acciaieria Beltrame. L'estate è stata caratterizzata dalle
manifestazioni contro la seconda canna a Bardonecchia e dalla decisione
della Provincia di Torino di concedere l'AIA (Autorizzazione Integrata
Ambientale) all'acciaieria Beltrame, così libera, dopo aver allargato un
po' il camino, di spargere diossina per la regione. Sul fronte Tav il 29
settembre è prevista la conferenza dei servizi nella quale i comuni sono
chiamati a pronunciarsi sui progetti definitivi della Torino Lione. Dopo
ampio e approfondito dibattito, articolatosi intorno all'analisi della
situazione e dei possibili scenari futuri, l'assemblea ha approvato il
seguente documento:

L'assemblea popolare del movimento NO TAV riunitasi a Bussoleno la sera
del 12 settembre 2006: per capire cosa sta succedendo;
per valutare cosa significa la conferenza dei servizi;
per non cadere nelle trappole romane delle conferenze, degli osservatori,
DEI PROGETTI e dei cantieri; per capire se la Torino Lyon è realmente
fuori dalla legge obiettivo e se è fuori solo la valutazione di impatto
ambientale; per dare una scadenza al contingentamento dei TIR in Valle;
per capire se dobbiamo continuare a morire avvelenati da diossina e PCB
per gli interessi degli azionisti della Beltrame; per prepararci a un
autunno che sarà carico di commemorazioni ma che rischia di essere di
nuovo molto caldo a Venaus; ma soprattutto per decidere cosa facciamo e
cosa faremo noi popolo NO TAV per difenderci da chi ci vuole morti e
sepolti. Dopo ampio e articolato dibattito si riconosce nel seguente
documento approvato per acclamazione.

Visto che già oggi il 35% delle merci dirette al di là delle Alpi passa
dalla Val Susa su gomma o su rotaia. Ne consegue che già oggi il
territorio della Val Susa e della Gronda Ovest di Torino supporta e
sopporta un traffico il cui impatto sulla vita e sulla salute degli
abitanti è troppo pesante. Pertanto anche in vista della prossima
conferenza dei servizi del 29 settembre ribadisce la ferma opposizione
alla linea ferroviaria ad Alta Velocità tra Torino e Lione perché inutile,
economicamente insostenibile e ambientalmente devastante, pertanto rigetta
qualsiasi tentativo di discutere il "come" di un'opera inutile, dannosa,
distruttiva, rifiutando di entrare nel dettaglio dei progetti presentati.

Per gli stessi motivi si oppone al raddoppio del tunnel autostradale del
Frejus, oggi maldestramente celato dietro al progetto di galleria di
sicurezza, e chiede che il numero dei passaggi giornalieri dei TIR in
valle venga fissato in MASSIMO 1.500, entro il 31/12/2006, perché la
salute e la qualità della vita dei valsusini valgono quanto la salute e la
qualità della vita degli abitanti delle altre vallate alpine. A chi
propone la nuova linea AV-AC Torino/Lyon, a chi propone il potenziamento e
il raddoppio della linea storica rispondiamo che la Valle di Susa e la
Cintura Ovest di Torino rifiutano il ruolo di corridoio multimodale di
traffico, perché nei corridoi non si può vivere, rivendicano il diritto ad
un modo di vivere sano, che valorizzi le specificità ambientali, storiche,
naturalistiche, architettoniche e turistiche, a modello d'uomo nel
rispetto della natura e dell'ambiente. L'assemblea popolare NO TAV
pretende una ridistribuzione del traffico merci sull'intero arco alpino
che non penalizzi alcune vallate ma rispetti l'ambiente e la vivibilità di
tutte nella prospettiva di una graduale riduzione del traffico pesante.
Quella che ci troviamo oggi ad affrontare è una battaglia di civiltà. Da
un lato c'è chi vuole sempre più scambi, sempre più merci dall'altro chi
ritiene che questa concezione dello sviluppo sia foriera di infiniti danni
sociali, ambientali, sanitari. La smania di velocità assorbe risorse non
rinnovabili mettendo a repentaglio la salute ed il futuro di tutti. Su
questo terreno non sono possibili mediazioni: non ci sono soluzioni
"tecniche" perché il problema non è tecnico ma politico. Da un lato chi
sostiene il bene di tutti e dall'altra l'interesse della lobby del cemento
e del tondino. Una lobby, che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, ha
potenti supporter sia al governo che all'opposizione: oggi come un anno
fa. Ribadiamo pertanto che ogni tentativo di avviare sondaggi, installare
cantieri, dare il via a nuovi progetti ritroverà l'opposizione ferma,
decisa, fortissima di tutto il popolo NO TAV. Ma la salvaguardia della
salute, la qualità della vita, la vivibilità dell'ambiente non possono
limitarsi all'opposizione a opere infrastrutturali quali il Tav e la
seconda canna del Frejus. Il grave inquinamento prodotto dalle acciaierie
Beltrame richiede risposte rapide e radicali che non sono quelle indicate
dall'A.I.A. (autorizzazione integrata ambientale) concessa dai funzionari
della Provincia: aumentare la potenza e le dimensioni del camino per
disperdere i veleni su una superficie più ampia minacciando la salute di
un maggior numero di persone non è una soluzione accettabile. Servono
progetti di riconversione produttiva che salvaguardino l'occupazione e
mettano fine ad un rischio grave per un territorio densamente popolato.

Quella che è in gioco è la definizione stessa di "bene comune", una
definizione che non può coincidere con quella di profitto, ma si articola
intorno ai nodi della decisionalità, della partecipazione, della libertà
di progettare un futuro in cui la "crescita" si misuri su parametri
condivisi.

Sosteniamo e ci faremo tutti parte attiva per la mobilitazione continua
contro qualunque azione di aggressione al territorio, a partire dalla tre
giorni contro il Tav organizzata a S. Gillio (Lago Borgarino) il 15 16 17
settembre ritenendo di fondamentale importanza la riuscita del corteo No
Tav di domenica 17 alle ore 15.


Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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