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(it) Comidad: Lo stalinismo credulone

Date Thu, 7 Sep 2006 15:36:48 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"COMMENTARIO".
* * * * * * * * * *
LO STALINISMO CREDULONE
Sul "Corriere della sera" del 5 settembre, Pietro Ichino è ritornato alla
carica. Se nel suo articolo del 29 agosto egli proponeva il licenziamento
per gli impiegati pubblici "nullafacenti", adesso in alternativa prospetta
ai sindacati di accettare una sorta di mobbing istituzionalizzato, in cui
i lavoratori vengano costretti a superare prove sempre più penose per
sgravarsi dal sospetto di non voler lavorare.

Il primo articolo di Ichino su tale argomento gli aveva meritato una
risposta incisiva, ed anche spassosa, da parte dello Slai Cobas dell'Alfa
Romeo (reperibile nel forum di Contropotere); risposta in cui si poneva in
evidenza che i dipendenti pubblici che hanno il privilegio di non lavorare
- come appunto Ichino -, devono tale privilegio non ad una loro
particolare abilità nel non far nulla, ma al fatto di essere agganciati ad
un establishment che li utilizza altrimenti. In altri termini, coloro che
non lavorano per l'amministrazione di cui fanno parte, di solito svolgono
funzioni improprie a favore di interessi privati, che hanno però una loro
copertura nei pubblici apparati.

Stipendiato da uno Stato che non verifica il suo lavoro di docente
universitario, Ichino può quindi dedicarsi a tempo pieno alla propaganda
padronale sui giornali ed alla difesa dei padroni in tribunale. Ma questa
osservazione non risolve il problema, semmai lo apre.

Ichino ed altri come lui possono fare quello che fanno, perché oggi il
concetto di "propaganda padronale" è praticamente scomparso dalla comune
consapevolezza. Chi oggi ponesse in evidenza che esiste un conflitto
sociale e che la classe dominante si serve anche di mezzi di guerra
psicologica, verrebbe immediatamente additato come un terrorista. Magari i
servizi segreti provvederebbero anche ad inscenare un attentato contro
qualche addetto alla propaganda padronale, in modo da poterne santificare
gli slogan.

L'egemonia culturale statunitense ha imposto la dottrina secondo cui il
conflitto come realtà storico/sociale non esiste, che esso è dovuto sempre
e soltanto all'azione nefasta del "cattivo" di turno. Oggi George Bush
criminalizza il presidente iraniano Ahmadinejad, così come aveva già fatto
con Bin Laden e Saddam Hussein, dimenticando che sono stati tutti e tre
alle dipendenze di suo padre quando era direttore della CIA.

A supporto di questa egemonia culturale statunitense, circola all'interno
della sinistra anche un falso antistalinismo, basato sulla denuncia delle
"paranoie" di Stalin, che avrebbero provocato sia le "purghe" che la
Guerra Fredda. In realtà lo stalinismo è consistito in una politica
tendente a cercare gli interlocutori privilegiati a destra piuttosto che a
sinistra. Stalin ha sacrificato la Spagna per cercare l'accordo con
Hitler. Ha rischiato di sacrificare la Cina per cercare un'intesa con gli
Stati Uniti. In entrambi i casi è stato poi tradito da coloro che
considerava i suoi interlocutori, per poi, ogni volta, correre
precipitosamente - e sanguinosamente - ai ripari.

Il mito fasullo dello stalinismo paranoico serve dunque a tenere viva
nella sinistra la pratica dello stalinismo credulone, cioè l'illusione che
con il nemico di classe si possa trovare un modus vivendi. In effetti
questo modus vivendi esiste, e consiste appunto nel riconoscimento della
realtà del conflitto sociale.

7 settembre 2006


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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