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(it) Comunicato Comm. Antirazzista FAI: Imbroglioni

Date Wed, 6 Sep 2006 14:45:56 +0200 (CEST)


IMBROGLIONI
Due naufragi in due giorni nel canale di Sicilia hanno causato la morte di
decine e decine di immigrati provenienti dall'Africa. Un numero
imprecisato di dispersi, un'incalcolabile tragedia - l'ennesima - nel già
martoriato confine meridionale dell'Europa. Un'altra infamia - l'ennesima
- che macchia il già lugubre curriculum degli assassini che occupano gli
scranni dei parlamenti europei. Ancora una volta, si allunga l'ombra
sinistra della Marina militare italiana su un dramma dell'immigrazione: si
delinea una responsabilità di chi pilotava la nave militare "Minerva" che,
anche se per errore, ha provocato il ribaltamento di un natante carico di
immigrati.
Non sarebbe il primo errore, né forse sarà l'ultimo.
Il presidente del consiglio e il ministro dell'interno tuonano contro i
trafficanti di esseri umani e forniscono soluzioni chiare e
inequivocabili: Romano Prodi ha dichiarato che gli immigrati «non debbono
partire, perché una volta partiti non si riescono più a controllare»
mentre Giuliano Amato ha definito questa tragedia un «crimine» augurandosi
che i responsabili siano assicurati alla giustizia. E, nel frattempo, ha
istituito due pool di magistrati e poliziotti per far finta di rendere un
favore a chi scappa da guerre, fame e miseria.

Il governo italiano è perfettamente consapevole della strategia da
adottare. Il ministro dei trasporti Bianchi vuole addirittura che siano
stanziati milioni di euro per aumentare il controllo delle coste da cui
partono i migranti e che siano resi operativi gli accordi con paesi come
la Libia per bloccare alla fonte il flusso migratorio. E la maggioranza
parlamentare, questo centrosinistra così ipocrita nell'esercizio della
propria cattiva coscienza, fa finta di litigare sull'opportunità di
abrogare o meno la Bossi-Fini, con i Democratici di Sinistra che giocano
il ruolo del poliziotto cattivo insieme alla Margherita e che non vogliono
sentir parlare di chiusura dei CPT, e PRC, Verdi e PdCI che continuano a
recitare la solita messinscena invocando l'abrogazione della legge
Bossi-Fini come se un ritorno alla loro Turco-Napolitano potesse offrire
qualche garanzia di rispetto dei diritti umani.

E, con il solito provincialismo che li contraddistingue, gli esponenti
della maggioranza di governo prendono ad esempio le politiche
sull?immigrazione dello spagnolo Zapatero, vero e proprio boia che sa bene
come si spara sui migranti.

Imbroglioni: solo così possono essere definiti questi professionisti della
doppiezza il cui unico scopo è quello di ridurre ai minimi termini ogni
margine di vero conflitto che possa mettere realmente in discussione gli
assetti e le compatibilità che consentono agli stati, ai governi e alle
mafie di speculare sulle vite di migliaia di donne e uomini. Questi
soggetti hanno in considerazione gli immigrati non solo come fonte di
manodopera a costo zero nell'interesse del padronato, ma anche come
interessante serbatoio elettorale che può vivere sulla divisione fra
regolari e irregolari, fra futuri neocittadini e clandestini. Questi
personaggi cercano di occultare la loro funzione di custodi del
capitalismo e dell'imperialismo continuando a pontificare sulla sorte
degli immigrati, e intendono appestare anche il dibattito antirazzista
cercando di recuperare il movimento per la libertà di circolazione
riconducendolo nei rassicuranti meandri di una concertazione fatta di
caute aperture delle quote di ingresso e promesse di conferimento ai
migranti del diritto di voto. E, proprio come sul fronte del prossimo
intervento militare italiano in Libano, la sinistra tenta di ovattare
l'opposizione sociale accreditandosi come sinistra di lotta e di governo
allo stesso tempo, armando le truppe e sventolando le bandiere della pace
oppure dichiarando solidarietà ai migranti di giorno speronando di notte i
loro barconi.

Non si può e non si deve concedere alcun credito a chi vuole snaturare le
lotte antirazziste e le esperienze di autorganizzazione degli ultimi anni.
È necessario respingere ogni tentativo di ridurre i movimenti sociali a
cinghie di trasmissione per gli interessi dei partiti e della classe
politica perché non è con gli abbracci mortali con il governo e le sue
commissioni ministeriali che i centri di permanenza verranno chiusi né è
pensabile che gli immigrati potranno raggiungere la loro
autodeterminazione affidandosi ai professionisti della politica e
dell'antirazzismo. Rifiutare gli imbrogli di questo governo è il primo
passo per rendere giustizia alle lotte e ai sacrifici di migliaia di donne
e uomini in questi anni segnati dalla repressione scatenata contro i
migranti e contro tutti coloro che si sono mobilitati per disarticolare le
frontiere sociali e politiche che brutalizzano la nostre vite. Ed è
l'esperienza concreta che dimostra come solo l'azione diretta,
l'autorganizzazione e il rifiuto di ogni compatibilità con chi rappresenta
gli interessi della Fortezza Europa possono condurre a risultati
significativi in termini di libertà e di conquista di diritti fondamentali
per tutti, oltre e contro ogni prigione e frontiera.

Da: "Comm. Antirazzista della FAI" <fai-antiracism@libero.it>


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