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(it) Comidad: La guerra psicologica non riposa mai

Date Fri, 27 Oct 2006 09:18:04 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"COMMENTARIO".
* * * * * * * * * *
LA GUERRA PSICOLOGICA NON RIPOSA MAI
Per compensare l'ondata di indignazione dei commentatori ufficiali alla
notizia dell'assunzione di ventimila nuovi insegnanti, il governo Prodi ha
promesso di procedere nei prossimi anni alla cancellazione di almeno
cinquantamila posti di lavoro nella Scuola, tramite misure come il taglio
delle classi ed il riciclaggio del personale in esubero.

In realtà queste misure sono già state prese da tempo. Nel 1993 vi fu un
altro taglio delle classi che fece annunciare trionfalmente ai media che i
precari della Scuola non avrebbero più insegnato. Da allora le assunzioni
nel settore Scuola sono state invece centinaia di migliaia, nonostante la
persistenza di quote elevatissime di precariato. Il problema per il
Dominio è che l'organizzazione del lavoro ha una sua rigidità oggettiva,
che non si lascia piegare completamente all'utopia della precarizzazione
assoluta.

Ma il sistema di dominio, anche quando non riesce ad imporre del tutto i
suoi progetti nelle relazioni di lavoro reali, non rinuncia comunque a
riaffermare la sua visione sul piano della propaganda o, per meglio dire,
della guerra psicologica. Insomma, se non puoi licenziarli, cerca almeno
di avvilirli e di criminalizzarli.

Il ruolo della guerra psicologica è regolarmente sottovalutato
dall'opposizione sociale, la quale perde di vista anche che le tecniche di
propaganda sono sempre le stesse, anche quando gli ambiti appaiono
completamente diversi. È proprio in questi casi in cui la propaganda
appare più fine a se stessa, che essa rivela la sua costante: il querulo
vittimismo del potente nei confronti della minaccia costituita dai deboli.
Il vittimismo è infatti un privilegio dei potenti, un lusso che i deboli
non possono consentirsi.

Il lavoratore è sempre presentato come un parassita, e l'oppositore sempre
come un fanatico, quindi come un terrorista effettivo o potenziale. La
propaganda non rinuncia mai ad avvilire l'immagine del lavoratore o
dell'oppositore, e quindi non perde occasione di metterli in ridicolo
sottolineandone la debolezza. Ma, al tempo stesso, li presenta come una
minaccia, come pericoli incombenti in grado di giustificare ogni
emergenza.

Questa evidente contraddizione viene risolta sul piano moralistico: la
cattiveria dei lavoratori e degli oppositori serve a spiegare tutto, il
fanatismo ed il parassitismo sarebbero da soli in grado di compensare la
posizione di debolezza, a fornire mezzi tecnici, a superare ostacoli e
controlli. Ad esempio, sul forum di Contropotere si può consultare uno
studio criminologico sulla figura dell'anarchico insurrezionalista,
descritto come frustrato, disoccupato, mammone ed anche un po' scemo, però
comunque in grado di tenere in scacco con i suoi pacchi bomba gli apparati
delle polizie palesi o segrete, e tutto ciò soltanto grazie alla
confusione mentale che gli deriva dalla sua visione distorta del mondo.

Per non far notare questo tipo di contraddizioni, è perciò necessario per
il Dominio che la guerra psicologica non si prenda mai pause, che
potrebbero diventare pericolosi varchi per il senso critico.


26 ottobre 2006


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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