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(it) Roma: Licenziamento delegata canili comunali di Roma

Date Tue, 24 Oct 2006 12:14:49 +0200 (CEST)


LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO DI LAVORATRICE E DELEGATA SINDACALE AL
CANILE DI CASA LUCA A ROMA, AFFIDAMENTO DEL COMUNE DI ROMA AD
ASSOCIAZIONE DI VOLONTARI... MANCO A LI CANI.
L?Unione Sindacale Italiana denuncia l?ennesima vergogna e violazione di
diritti costituzionali e del lavoro, ai danni di una lavoratrice
(coordinatrice dei terapisti) e componente della RSA USI AIT, da parte
dell?associazione di VOLONTARI che hanno (finora e speriamo ancora per
poco...) l?affidamento del servizio del COMUNE DI ROMA dei canili
comunali.
Il pretesto, una contestazione di addebito (inoltrata quando era in corso
la lotta sulle condizioni di salute e sicurezza nei canili e alla vigilia
dello sciopero effettuato il 20 Ottobre) nel quale la lavoratrice era
accusata di "portare il cane al lavoro...".

In realtà la lavoratrice stava tutelando il diritto alla salute del cane,
adottato dal canile comunale di Roma, che versa in stato di salute
cagionevole e per espressa indicazione del veterinario con indicazione di
costante controllo per poter somministrare terapia d?urgenza. La
lavoratrice non teneva il proprio cane sul luogo di lavoro, ma presso
l?adiacente presidio veterinario di una ASL (che non è il suo luogo di
lavoro). E? incredibile ed è una vergogna per la città di Roma, che le
associazioni che prendono soldi pubblici per servizi comunali non gestiti
più direttamente, in questo caso un?associazione di volontari, LICENZINO
IN TRONCO una delegata sindacale e una lavoratrice, andando contro la loro
stessa "mission", quella della tutela e del benessere degli animali... se
non ci fosse di mezzo un licenziamento, sarebbe il caso di dire "il cane
che si morde la coda...".

Già dalla stessa difesa disciplinare, era emerso che la contestazione di
addebito faceva acqua da tutte le parti, se ne erano smontati pezzo per
pezzo tutti i tasselli... eppure, questo è il degrado al quale si è
arrivati. Già in passato erano stati attuati questi metodi, ma tutte le
precedenti contestazioni disciplinari impugnate alla DPL, ERANO STATE
ANNULLATE PER VIOLAZIONE PALESE DELLO STATUTO DEI LAVORATORI E DEL CCNL
APPLICATO (e ne abbiamo le prove per dimostrarlo), quest?ultima supera
ogni limite di pazienza o giustificazione anche della repressione, che
mettiamo in conto, quando ci si organizza in forma "autonoma".

Il 13 Ottobre, quando i lavoratori e le lavoratrici dei canili in
affidamento erano in stato di agitazione sindacale da due settimane e a
una settimana dallo sciopero del 20 Ottobre (con tanto di repressione di
stampo poliziesco di "scelbiana" memoria), i delegati sindacali del canile
e tra questi anche Simona, erano stati convocati dall?Assessore alle
Politiche del Lavoro per la segnalazione avvenuta il mese prima, di
svastiche ritrovate sull?armadietto dello spogliatoio al canile comunale
di altro delegato sindacale (quello che segue le questioni sulla salute e
sicurezza) ed era in corso la serie di iniziative sulle condizioni
igienico sanitarie e di mancato rispetto della 626/94 e di altre norme
sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Se la risposta del
"padroncino volontario" è quella della repressione con licenziamenti
intimidatori e con rappresaglie antisindacali, la nostra e quella di
lavoratori autorganizzati e dei "veri animalisti" non si farà attendere.

Invitiamo tutte le situazioni sindacali conflittuali, autorganizzate e di
base, le forze politiche, i gruppi animalisti ed ecologisti e le
situazioni di movimento a mandare un fax di protesta ai fax del canile
comunale, ai numeri 06/67109573 e 06/67109554, chiedendo la reintegrazione
di Simona e il ritiro del licenziamento.

Invitiamo i rappresentanti politici di centro sinistra, attualmente al
governo comunale, provinciale, regionale e centrale, ad attivarsi per far
ritirare il licenziamento discriminatorio e reintegrare Simona al lavoro,
far avviare le indagini sulla "tolleranza" di manifestazioni naziste e
razziste contro lavoratori e delegati sindacali in strutture pubbliche,
garantire idonee condizioni di rispetto delle norme sulla salute e sulla
sicurezza e le libertà sindacali nei servizi in appalto o affidamento
comunale. Da parte nostra, garantiamo la prosecuzione dello stato di
agitazione e di tutte le iniziative di conflitto e di lotta che saranno
necessarie, oltre alle azioni giudiziarie e chiederemo con maggiore forza
la sospensione dell?affidamento (con soldi comunali pubblici)
all?associazione di volontari che nonostante queste gravi violazioni,
ancora gestisce il servizio.

Chi semina vento, raccoglierà tempesta...

Segreteria USI AIT



Da: "USI AIT" <usiaitl -A- yahoo.com>

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