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(it) Licata: presidio antirazzista

Date Fri, 20 Oct 2006 17:14:53 +0200 (CEST)


A un mese dalla morte dell'operaio rumeno Mircea Spiridon, la Federazione
Anarchica Siciliana e la Federazione dei Comunisti Anarchici - sezione di
Palermo organizzano a Licata un presidio per denunciare la gravità delle
condizioni umane e lavorative in cui versano tutti i lavoratori in Italia,
immigrati e non. L'iniziativa serve a ricordare non solo tutti i
lavoratori scomparsi nei troppi incidenti sul lavoro in Italia ma anche
tutti gli immigrati uccisi dalle frontiere create dalle leggi razziste
come la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini. Durante il pomeriggio ci saranno
banchetti informativi, volantinaggio e comunicazione con la cittadinanza.
Segue testo del volantino che verrà diffuso.

***

Sabato 21 ottobre ore 17.00
piazza Progresso - Licata


L'ITALIA È UNA REPUBBLICA FONDATA SUI MORTI DEL LAVORO

Esattamente un mese fa moriva dopo due terribili giorni di agonia Mircea
Spiridon, operaio edile. Mircea era un rumeno. Mircea era quello che la
legge definisce un ?clandestino?. Mircea era uno di noi.

Mircea era un uomo venuto a cercare un futuro migliore per sé e la sua
famiglia. Si era illuso di trovarlo tra Licata e Palma di Montechiaro.
Invece ha trovato la morte, seppellito sotto le macerie di una delle tante
costruzioni frutto dell?abusivismo che ha deturpato le coste siciliane. È
morto per colpa di un padrone senza scrupoli, come tanti siciliani, come
tanti italiani.

Ogni anno, in Italia, gli incidenti mortali sul lavoro sono sempre di più,
causati da padroni avidi di profitti, che non rispettano le norme di
sicurezza e che trattano i lavoratori come bestie da soma, buone da
sfruttare. Tutto questo avviene con la complicità degli organismi che
dovrebbero vigilare e controllare affinché i luoghi di lavoro siano
sicuri. Ogni volta che ci scappa il morto (quasi cinque al giorno, senza
contare gli invalidi di vario tipo) i rappresentanti delle istituzioni si
mettono la coscienza in pace facendo finta di indignarsi e promettendo di
impegnarsi. A dispetto delle vuote parole dei politici e dei
sindacalisti, questa situazione cambierà solo quando tutti impareremo a
ribellarci, a chiedere il rispetto dei nostri diritti, a rifiutarci di
lavorare in condizioni di insicurezza e di pericolo. Bisogna dire BASTA al
lavoro nero, al lavoro sfruttato e sottopagato, al lavoro precario, al
lavoro malsano che uccide o rende invalidi.

Tutti insieme, lavoratori italiani e lavoratori migranti devono unirsi
nella lotta contro lo sfruttamento e la divisione capitalistica del lavoro
che rende sempre più ricchi i padroni e più povere e asservite al capitale
intere masse di lavoratori nel mondo intero, costringendo milioni di
persone ad abbandonare la propria terra e i propri cari per avere una
possibilità di sopravvivenza.

Noi siciliani sappiamo molto bene cosa vuol dire emigrare, sentirsi
emarginati e disprezzati non solo in terra straniera ma anche nella
propria terra. E ancora oggi i siciliani sono un popolo di emigranti.
L?arrivo in Sicilia di lavoratori stranieri, costretti alla clandestinità
da leggi ingiuste e criminali, come la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini,
mettono viene agitata dai padroni e dalle forze politiche più reazionarie
come un pericolo per i lavoratori italiani. Ma i migranti non vengono a
?rubare? il lavoro a nessuno! Essi si accontentano di svolgere i lavori
più umili e malpagati che noi italiani rifiutiamo, e sappiamo bene che
l?agricoltura, la pesca e l?edilizia in Sicilia si poggiano interamente
sulle spalle degli immigrati che, ad esempio, vengono letteralmente
schiavizzati nei nostri campi per la vendemmia, la raccolta del pomodoro e
degli ortaggi. Perché nella scala della divisione in classi della società
c?è sempre qualcuno al gradino più basso del tuo, qualcuno più povero di
te, pronto a raccattare i tuoi rifiuti.

La lotta dei migranti è la nostra lotta, per avere condizioni di vita
dignitose, per l?uguaglianza, la libertà, la fratellanza dei popoli,
indipendentemente dal colore della pelle o dalla fede religiosa.

Perché tutte le donne e tutti gli uomini nascono uguali ma è il capitale,
l?arroganza del più forte, del potere che li divide e crea barriere tra
stati e stati, crea barriere mentali tra uomo e uomo, crea la paura del
diverso per meglio controllare e dividere le coscienze.

Oggi siamo qui per ricordare un uomo che voleva conquistarsi il diritto a
una vita dignitosa e onesta, ucciso dallo sfruttamento. Non si è trattata
di una fatalità, i responsabili della sua morte hanno nomi e cognomi, come
hanno nomi e cognomi i responsabili di tutti gli altri morti.

BASTA CON I LUTTI!

I responsabili delle morti sul lavoro sono i padroni, i mafiosi E lo stato
italiano! INVITIAMO i lavoratori a vigilare e a unirsi per lottare tutti
insieme contro il sistema che li sfrutta, li rende invalidi e li uccide.


Federazione Anarchica Siciliana
Federazione dei Comunisti Anarchici ? Sezione di Palermo


Da: giustiziaeliberta -A- interfree.it

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