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(it) Comidad: Notizie come gerarchie - dai sette savi di Sion ad al-Qaeda

Date Thu, 19 Oct 2006 14:14:50 +0200 (CEST)


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad. Chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito www.comidad.org sotto la voce
"COMMENTARIO".
* * * * *
* * * * *
NOTIZIE COME GERARCHIE: DAI SETTE SAVI DI SION AD AL QAEDA
Il 17 ottobre le agenzie di stampa hanno diffuso le foto dei bambini
nordcoreani colpiti dalla carestia provocata dal tirannico governo
stalinista, il quale, mentre la popolazione muore di fame, impegna le sue
risorse in costosissimi programmi nucleari. Nel 1991, durante la prima
guerra del Golfo, le agenzie diffusero le immagini del cormorano
inzaccherato dal petrolio fuoriuscito a causa dei bombardamenti iracheni,
e, verso la fine della guerra, la scena del prigioniero iracheno che si
inginocchiava davanti al soldato americano che gli portava da mangiare. A
distanza di qualche anno abbiamo saputo che quelle immagini erano dei
falsi. Come pure era falsa la notizia dei soldati iracheni che rubavano le
incubatrici dagli ospedali del Kuwait, gettando via i neonati che ancora
contenevano. È risultata poi falsa anche la notizia del genocidio da parte
dei Serbi in Kossovo, che giustificò l'attacco della NATO alla Serbia.

A distanza di qualche anno, le stesse agenzie di stampa che diffondono le
false notizie, poi riportano, anche se in modo molto meno eclatante, la
smentita di quelle stesse notizie. Ciò dovrebbe indurre oggi ad una
prudenza nell'accettare le notizie e le immagini sulla carestia in Corea
del Nord, ma c'è poco da sperarci. Anche da parte di molti oppositori,
ogni dubbio a riguardo verrebbe indicato come uno schierarsi con un
governo tirannico, con il quale non si deve essere confusi. Ciò spiega
anche perché non vi sia stata nessuna esitazione a prendere come oro
colato i rapporti di un'organizzazione ambigua come Amnesty International
a proposito delle presunte atrocità commesse dagli Hezbollah.

Ecco perché il Potere lascia che alla fine la verità venga alla luce.
Coprire in ogni modo la verità sarebbe infatti inutilmente costoso. Cosa
ha cambiato, infatti, la scoperta che le armi di distruzione di massa di
Saddam non esistevano più? Nulla.

Il carabiniere saltato in aria nella sua caserma mentre confezionava una
bomba, ha fatto poi dubitare qualche compagno in più sull'autenticità dei
pacchi bomba "anarcoinsurrezionalisti"? Non risulta.

Cambierebbe qualcosa quando si accertasse che tutta la versione ufficiale
sull'11 settembre è un falso? Probabilmente, no. Anzi, quasi tutti -
oppositori compresi - sarebbero, almeno inizialmente, disposti a credere
al prossimo 11 settembre.

Il problema è che, nel conflitto di classe la comunicazione non è
nient'altro che un'arma. Due autori così diversi come Max Stirner ed
Alessandro Manzoni (per bocca di fra Cristoforo, ne "I Promessi Sposi",
cap. VII) hanno messo in evidenza come nel campo di battaglia della
comunicazione non vi sia nulla di più irrilevante della verità.

Il sistema giuridico statunitense ha addirittura formalizzato
l'irrilevanza della verità, perciò, anche se un condannato riesce a
dimostrare la sua innocenza, il fatto di per sé non è un motivo
sufficiente per scagionarlo, ma è condizionato a motivi di opportunità.

Non soltanto la verità è irrilevante, ma più la menzogna è sfacciata, più
la notizia è palesemente assurda, più essa diviene un segnale di forza. La
posizione di forza non serve soltanto a imporre le false notizie, ma anche
a farne mancare di vere. È chiaro che nel momento in cui Putin ha dato il
suo determinante voto nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU alla risoluzione
voluta da Bush, deve avere ottenuto qualcosa in cambio, magari l'omertà
dei media europei e americani su quanto avverrà in Cecenia nei prossimi
giorni.

Il vero messaggio della propaganda perciò non è la sofferenza del bambino
o del cormorano, ma la posizione di forza di chi impone la notizia o la
non notizia. Ed è esattamente questo il messaggio che viene recepito.

La comunicazione nasce da premesse gerarchiche e serve a creare gerarchie,
e la stessa opposizione tende spesso a non sfidare queste gerarchie.
Questo comportamento di alcuni oppositori non va ritenuto in sé
contraddittorio o incoerente, dato che la stessa posizione di oppositore
può essere da loro interpretata e vissuta come un ruolo subordinato nella
gerarchia; un ruolo magari provvisorio in attesa di carriera e promozioni.
Non è un caso quindi, e neppure semplice incoerenza, se molti
propagandisti ufficiali provengono dalle file della sinistra o
dell'estrema sinistra.

Le gerarchie della comunicazione sono dei contenitori i cui contenuti
possono cambiare, solo lo schema rimane inalterato. Ad esempio,
l'antisemitismo oggi è reato, ma lo schema propagandistico secondo cui
un'organizzazione di privati possa permettersi di sfidare il mondo nasce
proprio nell'ambito dell'antisemitismo. Gli antenati di Al Qaeda sono i
Sette Savi di Sion. Oggi l'Occidente sarebbe minacciato dal
fondamentalismo islamico, allo stesso modo in cui un secolo fa il mondo
era minacciato dall'Ebreo Internazionale. Gli Ebrei costituiscono un
soggetto labile ed indeterminato quanto gli Islamici, ma ciò non ha
impedito ad Henry Ford di scrivere della minaccia ebraica ne " L'ebreo
Internazionale", o a Oriana Fallaci di scrivere della minaccia islamica ne
"La rabbia e l'orgoglio".

Molti si sono chiesti come si sia potuto dare credito ad un falso
grossolano come i Protocolli dei Sette Savi di Sion. Ma perché, il video
di Bin Laden che parla dei suoi sogni non è un falso altrettanto
grossolano ?

Il problema è che l'attendibilità di una notizia viene valutata non in
base alla sua veridicità, ma in base alla gerarchia che la esprime.

19 ottobre 2006


Da: "Vincenzo Italiano" <tamerix -A- inwind.it>

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