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(it) 7° Congresso Nazionale FdCA. Mozione finale: "Per un nuo vo movimento contro il neoliberismo. Per l'alternativa libertaria"

Date Tue, 3 Oct 2006 18:49:49 +0200 (CEST)


PER UN NUOVO MOVIMENTO CONTRO IL NEOLIBERISMO,
PER L'ALTERNATIVA LIBERTARIA
1. Il decennio prossimo venturo
Contro la stagione ed il ciclo di lotte sociali, sindacali, politiche
espresse dai movimenti di opposizione al neoliberismo, che hanno
attraversato il mondo a cavallo tra XX e XXI secolo, si è scatenata la
dura reazione degli Stati e si sono inasprite le condizioni generali di
vita e di sopravvivenza di centinaia di milioni di proletari resi sempre
più schiavi dello sfruttamento capitalista. Sembrano caratterizzare il
futuro decennio le tendenze

- verso un rafforzamento della finanza quale motore dell'economia,

- verso una ricomposizione della forza-lavoro in unità di sfruttamento più
intensivo,

- verso la concentrazione di monopoli di settore, che distruggono
ricchezza sociale e lavoro,

- verso una struttura neuronale fatta di poli produttivi circondati da
aree depresse,

- verso l'uso del militarismo e del nazionalismo quale alimento di uno
stato di guerra che brucia ogni speranza di riscatto e di riappropriazione
della loro autonomia da parte delle popolazioni e delle classi sfruttate.

Infatti, superati gli scandali finanziari e l'urgenza delle authority,
sembra riprendersi il capitalismo finanziario e con esso le politiche
monetarie tese all'infanticidio di qualsiasi ripresa economica e di avvio
di un ciclo espansivo, a colpi di rialzi dei tassi di interesse,
strozzatura del credito e dumping sociale.

Infatti, constatati gli effetti controproducenti della precarietà sulla
produzione e sulla competitività, sembra assistere

- sia al ricomporsi della forza-lavoro in forme subordinate e fortemente
flessibilizzate, per rafforzare l'offerta e la competizione nelle aree
macroeconomiche (allargamento della UE, rilancio del Mercosur e
dell'Asean, crisi del WTO, ecc.),

- sia alla concentrazione delle produzioni in monopoli a base
internazionale (auto; energia; telecomunicazioni;
agro-chimico-farmaceutica, ecc),

privilegiando una rete neuronale di siti e relativi corridoi di capitali e
materie prime su cui si coagulano investimenti pubblici e privati,
impoverendo grandi aree circostanti.

Infatti, scatenata dagli USA, nell'ultima decade del XX secolo, la
diffusione di un regime di guerra endemica per il controllo sul sistema di
dipendenze imperialista, si soffia sul fuoco del militarismo e del
nazionalismo (con le sue varianti religiose ed etniche) per usare il
controllo/destabilizzazione dell'area mediorientale-turanica e per
distruggere l'autonomia delle classi sfruttate costringendole a schierarsi
per uno Stato, per una religione, per delle élite a cui consegnare il loro
attuale e futuro destino di sfruttamento.

In questa situazione è necessario rilanciare un grande movimento
internazionale contro il neo-liberismo, contro la precarietà, l'esclusione
e l'emarginazione e con esso il grande movimento contro la guerra e per la
pace. Perché,

- occorrerà marcare la totale indipendenza da ogni istituzione politica ed
economica (non ci sono Stati, né governi, né mercati interessati a
combattere il neo-liberismo);

- occorrerà reclamare la pace perché essa sia la culla per la ripresa
della società civile e permetta lo sviluppo delle lotte di emancipazione
delle classi oggi sottomesse;

- ed infine occorrerà lavorare per ricostruire l'autonomia e il ruolo
delle classi sfruttate, la difesa e ricostruzione delle loro
organizzazioni libere ed indipendenti, quale condizione e fattore
indispensabile nelle lotte contro il neoliberismo e la guerra in ogni
paese del mondo.


2. L'internazionalismo proletario delle lotte popolari

La FdCA, quindi, appoggerà, promuoverà, sosterrà ogni iniziativa tesa alla
ricostruzione di un grande movimento internazionale

- contro il neoliberismo, denunciando i crimini dello sfruttamento e
portando solidarietà agli organismi proletari ed ai movimenti locali in
lotta contro l'aggressione di borghesie indigene o straniere;

- contro la guerra, richiedendo il cessate il fuoco, la smilitarizzazione
ed il disarmo ad ogni Stato, élite etnica o religiosa, accomunati dal
disprezzo della vita dei proletari;

un grande movimento internazionale che abbia testa e gambe nelle
organizzazioni di base sociali, sindacali, culturali, politiche,
antimilitariste nonché nella capacità di federabilità delle lotte che si
sviluppano su base nazionale ed internazionale.

A tal fine la FdCA

- privilegia la costruzione orizzontale di reti, coordinamenti, forum
ispirati alla prassi della auto-organizzazione, dell'autogestione e
dell'azione diretta, quale capacità collettiva di agire sulle
contraddizioni e contro le violenze del neoliberismo;

- intende contribuire allo sviluppo del movimento anarchico di classe
internazionale, sostenendo le sue reti politiche e la sua capacità di
inserimento sociale nelle lotte e nei fronti di lotta a sostegno del
potere popolare, per la diffusione del progetto comunista anarchico.


3. Il nuovo compromesso storico italiano

In Italia, la vittoria elettorale del centro-sinistra ha provveduto alla
sostituzione di un ceto politico di reazionari ed avventurieri,
propugnatori di un progetto sociale di selezione di classe, con un ceto
politico di razionalizzatori e di tecnocrati, convinti fautori delle virtù
salvifiche del liberismo e della compartecipazione delle classi sociali
lavoratrici al rilancio capitalistico del paese.

Lo sforzo in chiave antiberlusconiana dei movimenti di opposizione è stato
premiato con la sconfitta della Casa della Libertà, ma non con la sua
disfatta politica o con una reale discontinuità con le politiche
neoliberiste. Una sia pure flebile - e soprattutto mal riposta - speranza
di aprire una fase espansiva dei diritti e delle condizioni di vita delle
classi subalterne non trova infatti risposta oggi nelle scelte politiche
del centro-sinistra. E' per questa ragione che assistiamo ad un fenomeno
di semiparalisi dei movimenti, incerti sulla strategia da seguire -
permanendo intatto il fattore Berlusconi come remora verso scelte
conflittuali rispetto al governo Prodi - nonché frenati dallo schieramento
di campo di un ceto politico, ieri "intellighenzia rivoluzionaria" dei
movimenti, oggi tristemente ed inevitabilmente impantanato nelle
compatibilità parlamentari.

La stessa proiezione su base quinquennale del programma dell'Unione induce
un atteggiamento attendista e codista che potrebbe pregiudicare gravemente
la capacità di mobilitazione dal basso dei movimenti sociali, sindacali e
culturali che si sono opposti duramente al governo della CdL nel lustro
precedente.

3.1 La trappola dei comuni interessi opposti

Occorre rompere gli indugi e non farsi cogliere titubanti tra le false
coppie di prospettiva che l'Unione, la Confindustria e la Banca d'Italia
intendono perseguire nei prossimi 5 anni, quali:

- la disapplicazione di parti della Legge 30, ma con estensione e
vantaggio della flessibilità;
- il cuneo fiscale per le aziende, ma con la decontrattualizzazione dei
tempi di lavoro e del salario aggiuntivo;
- l'aumento della domanda, ma stasi dei salari entro il 2% e sviluppo
della concorrenza via liberalizzazioni;
- la libertà di pensionamento ma con innalzamento dei limiti di anzianità
e di vecchiaia e fondi pensione per tutti;
- i finanziamenti qualificati alle regioni, ma con rafforzamento delle
privatizzazioni e compartecipazione dei cittadini alla spesa sociale,
anche tramite la sussidiarietà fiscale;
- il no alla guerra e ritiro dall'Iraq, ma con conferma di un impegno
militare da tragico peace-keeping;
- la riduzione o stabilizzazione del debito pubblico, ma con blocco dei
contratti nel P.I.;
- diritti e porte aperte per i migranti, ma sotto vigilanza e con sponsor;
- maggiore attenzione alla compatiblilità ambientale, ma con aumento delle
tariffe.

Contro questa logica migliorista che intende inglobare in un partneriato
suicida le organizzazioni sindacali post-concertative ed una sinistra
ancora immersa nel grigiore antiberlusconiano, è necessario rilanciare una
campagna di mobilitazione per uscire dalle secche delle compatibilità, che
veda protagonista un nuovo movimento di opposizione. Un movimento che
sappia liberarsi della zavorra dell'Unione poiché sa riconoscere e sa
respingere nelle scelte del governo di centro-sinistra un "normale"
progetto interclassista di condivisione dello sfruttamento capitalistico e
della legittimità statuale.


4. Un nuovo movimento di opposizione in Italia

La FdCA, perciò, appoggerà, promuoverà e sosterrà ogni iniziativa nel
segno della ricostruzione di un movimento di opposizione che sappia

- marcare la sua totale indipendenza ed autonomia da logiche elettorali e
di scambio, al di là delle compatibilità concesse dal sistema, ma in
un'ottica di ampliamento collettivo dei diritti, da quello al reddito,
alla casa, alla salute, all'ambiente, capace di modellarsi su
un'alternativa radicale e possibile;

- contrastare sul piano politico, culturale e di massa ogni rigurgito di
destra, xenofobo e identitario, riaffermando il valore dell'antifascismo e
dell'antirazzismo come base imprescindibile per la costruzione di una
società di liberi ed uguali;

- diffondere e far crescere una cultura antimilitarista nella lotta contro
le guerre e le missioni italiane all'estero;

- federare le lotte sociali e quelle sindacali, quelle politiche e
culturali, valorizzando quella capacità soggettiva di opposizione al
neoliberismo dell'Unione che sapranno esprimere le organizzazioni
sindacali conflittuali, gli organismi di base auto-organizzati liberi ed
indipendenti.

4.1 Per lo sviluppo di un movimento sindacale conflittuale

Uno dei punti di forza di tale movimento è lo sviluppo ed estensione delle
mobilitazioni dei lavoratori/trici, comunitari e migranti:

- tramite forme di lotta dal basso, dai luoghi di lavoro al territorio,
contro la precarizzazione e l'impoverimento sociale;

- tramite il rafforzamento e la diffusione degli organismi sindacali in
tutti i posti di lavoro, capaci di rilanciare pratiche di partecipazione e
democrazia;

- con la costruzione di rapporti di forza che nascano dalla base e in
grado di ricostruire l'unità di classe tra lavoratori/trici, per superare
la frammentazione dei contratti e dei diritti;

- in cui l'autonomia si esprime con rivendicazioni che rompano con le
compatibilità del partneriato sindacale, arrestino i processi di
desindacalizzazione e decontrattualizzazione, contrastino la legislazione
lesiva delle libertà sindacali, per lo sviluppo del sindacalismo
conflittuale a prassi libertaria.

4.2 La lotta globale alla globalizzazione

Strettamente legato alle lotte sindacali è lo sviluppo e radicamento di
movimenti e mobilitazioni a carattere anticapitalistico ed
antiautoritario, laico ed internazionalista per combattere:

- lo sfruttamento e la mercificazione di persone e risorse, inasprito via
direttive UE;

- la riduzione in schiavitù di donne ed uomini nel lavoro nero, sommerso e
precario;

- le discriminazioni sessiste ed il patriarcato;

- il militarismo rampante e le spese militari;

- la privatizzazione dei servizi e la sussidiarietà separatista a base
etnica, religiosa, di censo.

4.3 La nuova generazione antifascista

Componente decisiva di un nuovo movimento di opposizione e di lotta è lo
sviluppo e la diffusione di una nuova cultura popolare
dell'antiautoritarismo e dell'antifascismo che

- combatta ogni criminalizzazione dell'antifascismo (utilizzando reati
come il saccheggio, il concorso morale e la carcerazione preventiva come a
Milano e Torino) e ogni revisionismo, sfuggendo alla facile tentazione di
una contrapposizione militare ma impegnandosi nella ricostruzione di un
tessuto culturale che sappia riconoscere e isolare i rigurgiti neofascisti
con i corollari di razzismo e sessismo;

- lotti contro la deriva xenofoba, sessista e razzista che la propaganda
di estrema destra utilizza per radicarsi negli strati più deboli per
fomentare giorno dopo giorno odio e violenza contro chi è percepito come
diverso; - contrasti il radicamento sociale e giuridico di comportamenti
politici arroganti e repressivi verso la libertà di pensiero e l'autonomia
delle lotte sociali.

4.4 Antirazzismo

La presenza di lavoratori e lavoratrici stranieri, ormai radicata, non
deve costituire un anello debole su cui vengano scaricate le tensioni
sociali e le contraddizioni di questa società.

Occorre:

- lottare per la garanzia del rispetto dei diritti inviolabili di ciascun
individuo, contro la criminale categoria di clandestinità e il ricatto del
permesso di soggiorno;

- continuare a lavorare per ricostruire l'unità di classe dei lavoratori e
degli sfruttati a prescindere da appartenenze religiose e provenienza
geografica;

- favorire l'auto-organizzazione dei migranti nel rivendicare i propri
diritti;
- costruire momenti e luoghi di incontro che permettano di superare i
limiti di ogni cultura identitaria e comunitaria.

4.5 La nuova generazione femminista

A decenni dalla fine delle lotte femministe di massa, in parte involute in
un femminismo d'èlite e istituzionale, l'offensiva patriarcale si sta
scatenando sul piano economico, culturale, religioso, sociale e
legislativo.

Una rinascita della cultura e della pratica politica femminista è
necessaria ad ogni livello della vita sociale per il mantenimento, la
condivisione e l'allargamento di spazi di libertà e di autoderminazione
individuali e collettive.

Consideriamo settori strategici per le lotte femministe:

- il mondo del lavoro e le battaglie sindacali, per contrastare la
precarizzazione, la disparità e discriminazione salariale, la divisione
del lavoro iniqua tra uomini e donne e ogni discriminazione dei soggetti
GLBTQ (gay, lesbian, bisexual, transgender, queer);

- il tema della salute pubblica e dei diritti bioetici per contrastare
ogni politica e cultura (di ispirazione religiosa e non) che intenda
limitare la scelta individuale di autodeterminazione del proprio corpo in
ambiti che vanno dalle scelte riproduttive e dall'accesso alle tecnologie
di fecondazione assistita, fino al testamento biologico e alle scelte di
fine vita; - bloccare tutte le forme di prevaricazione e di violenza che,
nell'ambito familiare e relazionale, fanno delle donne le prime vittime.

4.6 Un movimento orizzontale, senza comitati centrali

Ma il successo di un nuovo movimento di opposizione e di lotta sta
nell'apertura di un processo di federabilità di lotte, di soggetti
sociali, sindacali e politici per costruire e generalizzare un'opposizione
sociale ampia e radicale su basi orizzontali; per la diffusione di un
progetto sociale alternativo dal basso ed autogestito.

A questo lavora e lavorerà la FdCA.


5. Le prospettive a breve termine

Nel breve periodo, la FdCA intende contribuire alle lotte

- per la redistribuzione della ricchezza sociale, contro le politiche di
bilancio 2007-2011 ed i relativi tagli alla spesa sociale;

- per la sicurezza e la generalizzazione dei diritti sindacali globali,
contro il patto di flessibilità, la moderazione salariale nei luoghi di
lavoro e nella contrattazione;

- per la gestione pubblica delle risorse materiali e sociali, contro la
privatizzazione e la mercificazione dei servizi e dei beni sociali nel
territorio nazionale e locale, dall'assistenza e previdenza alla sanità,
dall'energia all'acqua, dai trasporti alla cultura, dalle comunicazioni
all'istruzione;

- in opposizione alla guerra e al militarismo in tutte le sue forme,
(spese militari, missioni di pace, banche armate, ecc.);

- per l'isolamento sociale e culturale del razzismo, del patriarcato e dei
rigurgiti neofascisti;

- per il diritto naturale di critica e di contestazione, contro la
repressione delle lotte sindacali e sociali.


6. L'alternativa libertaria come orizzonte

La FdCA intende, perciò, sviluppare la sua azione politica per

- il diritto all'alternativa sociale ed alla sperimentazione;

- la fine di ogni forma di patriarcato;

- l'allargamento e la conquista di spazi di partecipazione e di
autogestione contro l'esclusione sociale e contro la repressione delle
lotte;

- l'espansione della sicurezza sociale globale (salario, diritti, servizi,
...);
- la qualità della vita, dell'habitat, dei consumi, la solidarietà;
- la costruzione di un tessuto di sinistra sociale che prenda forza dalla
pratica e dalle proposte alla base con mezzi, per noi, coerenti con fine;
- lo sviluppo di reti, coordinamenti, alleanze, poli multipli e
pluralisti, campagne politiche per la diffusione della politica libertaria
e del progetto sociale autogestionario, comunista anarchico.


Cremona, 1 ottobre 2006

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
Documento finale del VII Congresso Nazionale dell'FdCA


http://www.fdca.it


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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