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(it) Torino 2 ott.: presidio al tribunale

Date Mon, 2 Oct 2006 10:14:30 +0200 (CEST)


Lunedì 2 ottobre ore 9 presidio di solidarietà con gli antifascisti sotto
processo per "devastazione e saccheggio". Appuntamento al tribunale di
Torino - Corso Vittorio Emanuele 130
Un anno fa, nella notte dell'11 giugno, a Torino una squadraccia fascista
armata di coltelli e bastoni si introdusse nella casa occupata Barocchio:
due anarchici vennero accoltellati. Uno di loro, l'intestino trapassato da
un fendente, dovette essere operato d'urgenza. Solo per un caso non c'è
scappato il morto. La settimana successiva, il 18 giugno, un corteo di
denuncia venne caricato in via Po dalla polizia. Durante la fuga dalla
carica vennero danneggiati alcuni tavolini e sedie di bar e una vetrina.
10 antifascisti, dopo galera e domiciliari, sono accusati di "devastazione
e saccheggio": un reato che costa dagli 8 ai 15 anni di reclusione. Siamo
di fronte a una vera e propria torsione politica del diritto: semplici
"danneggiamenti" danno luogo a un'imputazione da tempo di guerra, da
disastro epocale.

Il 2 ottobre si terrà la prima udienza del processo ai 10 antifascisti
torinesi. Questo processo ha una valenza che va ben la di là della Mole.
Il reato per il quale sono perseguiti e per cui rischiano lunghi anni di
detenzione, è, intrinsecamente, un reato di natura collettiva, poiché
prescinde dalle responsabilità individuali. L'accusa di "devastazione e
saccheggio" palesa la chiara volontà di criminalizzare le manifestazioni
di piazza. Non c'è uno straccio di prova a carico dei 10 compagni. Ma che
importa? A sentire i PM, basterebbe l'intenzione. E che l'intenzione vi
fosse lo deducono dalle biografie politiche redatte dai funzionari di
polizia. Detto in altro modo: sono colpevoli perché anarchici o
antagonisti, al di là della responsabilità individuale sui fatti loro
contestati.

Di fronte alle violenze fasciste, alla predazione delle risorse e dei beni
comuni, allo sfruttamento selvaggio, al razzismo che si fa legge, alla
guerra e al militarismo in questi anni sono scesi in piazza milioni di
uomini e donne. In Italia ci sono 9000 procedimenti in corso contro i
protagonisti delle lotte sociali. Chi si oppone all'ingiustizia e
all'oppressione finisce nel mirino di polizia e magistratura.

La nostra regione sta vivendo ormai da mesi sotto assedio: sgomberi,
arresti, repressione delle rivolte al Cpt, violenza contro i No Tav?

Non è in gioco solo la libertà dei 10 antifascisti torinesi, ma la libertà
di tutti.

L'accusa di "devastazione e saccheggio" è stata rivolta anche al movimento
NO TAV per i fatti dell'8 dicembre 2005, quando il popolo della valle si è
ripreso il prato di Venaus. Chi nel luglio del 2001 manifestò a Genova
contro i padroni del mondo è da anni sotto processo per "devastazione e
saccheggio". Gli antifascisti arrestati a Milano per la manifestazione
dell'11 marzo contro l'indecente sfilata fascista nel centro della città
sono stati accusati di "devastazione e saccheggio" e, dopo quattro mesi di
reclusione, in 18 sono stati condannati con rito abbreviato a 4 anni di
galera.

Con questo delirio giuridico si vuole colpire e criminalizzare la mera
partecipazione alle manifestazioni, si vuole attaccare la libertà di
partecipare attivamente alle lotte esprimendo le proprie idee.

I giudici e i politici non vedono le lame fasciste che continuano a
colpire (ancora questa estate) e mandano a processo chi i fascisti detesta
e combatte con i fatti e non a parole. A Torino, a Milano, dove la
Resistenza è stata battaglia quotidiana e scelta di vita, qualcuno ancora
non dimentica e continua a lottare.

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46 - la sede è aperta il giovedì dalle 21,15 in poi
Info:
mail: fat@inrete.it
tel. 011 857850 oppure 338 6594361


Da: Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>

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